E’ già tempo di rideterminazione della pena accessoria per Silvio Berlusconi. Si  terrà il 19 ottobre davanti la III Corte d’Appello di Milano, secondo fonti legali, l’udienza nell’ambito del processo Mediaset. I giudici della corte d’Appello di Milano avevano inflitto 5 anni di interdizione dei pubblici uffici. La legge prevede che per quel tipo di reato la pena accessoria sia compresa tra un minimo di un anno e un massimo di tre. I magistrati avevano motivato la fissazione dell’interdizione a 5 anni considerando particolarmente grave il reato.

I giudici della Cassazione, nel confermare il verdetto di condanna per frode fiscale però avevano rinviato gli atti a Milano perché l’interdizione inflitta al Cavaliere era piu’ alta di quella prevista dalla norma. Come del resto era stato chiesto dal pg della Cassazione Antonello Mura in sede di requisitoria. Condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale il leader del Pdl ha beneficiato del condono di tre anni per l’effetto dell’indulto, ora i giudici dovranno rideterminare la pena piu’ temuta dal Cavaliere. La pena principale, diventata definitiva al momendo della lettura, dovrebbe portare in base alla legge Severino alla decadenza del senatore Berlusconi dalla sua carica parlamentare. E proprio oggi la Giunta per le Immunità e le Elezioni inizierà la discussione.

Intanto entro il 16 ottobre il leader del Pdl dovrà scegliere se scontare la pena agli arresti domiciliari o chiedere di essere affidato ai servizi sociali. La difesa del condannato ha presentato un ricorso alla Corte dei diritti dell’Uomo di Strasburgo in cui contesta il trattamento subito da Berlusconi. In caso di improbabile accoglimento da parte dell’Europa delle lamentele dell’ex premier i legali potrebbero chiedere la revisione del processo. Il documento è stato anche depositato alla Giunta.