Le Olimpiadi del 2020 saranno organizzate a Tokyo: lo ha deliberato la riunione plenaria numero 125 del Cio che si è tenuta a Buenos Aires. La capitale nipponica ha battuto all’ultima votazione 60 a 36 la sfidante Istanbul, dopo che al primo turno era stata eliminata Madrid, che si sussurrava fosse diventata favorita dell’ultima ora grazie alle disgrazie altrui. Tutte e tre le candidature infatti presentavano i loro lati oscuri, e come ha detto il delegato canadese Dick Pound, “con tutti i problemi che hanno questi Paesi, qualsiasi scelta sarebbe stata sbagliata”. A gioire oggi, oltre alla principessa Takamado, presente in Argentina anche se solitamente è restia a lasciare il Paese, e al primo ministro nipponico Shinzo Abe, è anche l’Italia.

La crisi siriana batte Istanbul, la crisi economica batte Madrid
Dopo che Mario Monti ha ritirato 18 mesi fa la candidatura di Roma 2020, infatti, il neo presidente del Coni Giovanni Malagò, che si è congratulato coi colleghi giapponesi, ha già lanciato il mese scorso quella per Roma 2024. Un’ipotesi ben accolta dal governo: “Quanto è successo a Buenos Aires mi fa pensare che nell’agenda 2024 l’Italia possa candidarsi alle Olimpiadi” ha detto il premier Enrico Letta a Cernobbio. L’Italia è un Paese grandioso ma “se abbiamo delle scadenze impegniamo meglio. E’ un tema su cui lavorerò”.E per la turnazione, dopo l’America Latina di Brasile 2016 e l’Asia di Tokyo 2020 l’Olimpiade tornerà sicuramente in Europa. La scelta di Tokyo era nell’aria, dopo che le proteste di piazza Taksim e soprattutto l’imminente attacco sulla vicina Siria da una parte, e una crisi economica che ha portato un quarto della popolazione a vivere sotto la soglia della povertà dall’altra, sconsigliavano Istanbul o Madrid. E infatti a Buenos Aires oltre ai 103 membri del Cio votanti c’erano più di 1700 media accreditati da tutto il mondo, tra cui spiccava la presenza di oltre 600 giornalisti giapponesi.

I Giochi: l’opportunità per ricostruire dopo lo tsunami
La bravura di Tokyo poi è stata quella di trasformare il peggior difetto in un pregio: la tragedia dello tsunami e del terremoto che hanno distrutto la centrale nucleare Daiichi di Fukushima e devastato il nordest del Giappone è stata presentata come l’opportunità per la ricostruzione del Paese. A questo ha contribuito la commovente presentazione a Buenos Aires di Mami Sato, saltatrice in lungo paralimpica il cui Paese è stato distrutto proprio dallo tsunami del 2011. Il tutto nonostante appena il 20 agosto il governo abbia dovuto confermare nuove fuoriuscite di materiale radioattivo in mare, estromettendo di fatto l’azienda responsabile Tepco e prendendo in mano la situazione.

E in tempi di austerity a Tokyo c’è già tutto…
Per il resto la candidatura di Tokio, che ha presentato un budget di poco meno di 8 miliardi, ha convinto perché in periodo di austerity può offrire infrastrutture, alberghi e una rete di mezzi di trasporto già in grado di sostenere l’evento. Quella che è stata definita una scelta “sicura”, si trasformerà in un’Olimpiade ultracompatta: oltre il 90% degli impianti sarà situata in un’area microscopica dal raggio di 8 chilometri. E così, dopo le recenti Seul 1988 e Pechino 2008, e diverse Olimpiadi invernali tra cui la prossima nel 2018 a Pyeongchang in Corea del Sud, l’Olimpiade estiva torna in Estremo Oriente. E torna a Tokyo dopo i Giochi del 1964, da tutti ricordati come un’edizione spettacolare.

La sconfitta di Istanbul e Madrid
Sconfitta last minute per Istanbul (nel prospetto il budget più alto: 15 miliardi di euro per impianti e infrastrutture, più 2 per l’organizzazione e il funzionamento dei Giochi), candidata per la quinta volta dopo il 2000, 2004, 2008 e 2012. Hanno pesato le tensioni di piazza Taksim con le repressioni del governo di Erdogan e, soprattutto, la situazione della Siria. E così ancora una volta Giochi non si terranno in un Paese musulmano. Sconfitta anche Madrid con le sue Olimpiadi dell’austerity: un prospetto di spesa di solo 1,5 miliardi in infrastrutture, già pronte all’80%, più poco meno di 3 miliardi per il funzionamento del carrozzone. Contro la scelta spagnola hanno pesato la crisi economica e la disoccupazione dilagante, quella giovanile oramai è oltre il 50%. E, forse, anche il processo Fuentes e un alone di sospetto di doping da cui è difficile liberarsi. 

Le nuove discipline e il nuovo presidente Cio
Ora resta da decidere quale “nuovo” sport aggiungere al programma del 2020 insieme al golf e al rugby a 7. Favorito il ritorno della lotta greco romana, sport storico e di tradizione clamorosamente bocciato lo scorso febbraio, sulla candidatura doppia di baseball e softball, e sullo squash. Poi sarà il turno dell’elezione del successore del belga Jacques Rogge a capo del Cio. A questo punto la vittoria di Tokyo diventa una dote molto forte per il presidente del “Coni” tedesco (e ex schermidore) Thomas Bach come successore alla presidenza. E’ lui a questo punto il favorito sull’attuale vicepresidente del Cio, di Singapore, Ng Ser Miang da Singapore.

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