Cibo a metà prezzo, ma già scaduto, dal primo settembre sarà presente sui banconi dei supermarket greci. Nella settimana in cui si ritorna a parlare di un nuovo intervento miliardario per salvare il Paese, ecco una notizia che racconta la quotidianità di famiglie in difficoltà e disoccupati che non hanno di che sostenersi. La vendita dei prodotti low cost ma che hanno già superato la data di scadenza avrà luogo a determinate condizioni: in presenza di un documento informativo dell’Associazione professionale di Atene, il cibo scaduto dovrà essere situato in uno scaffale separato con un cartello in evidenza. E sarà in vigore il divieto di consumo in luoghi di ristorazione.

Come riportato da un documento ufficiale della Camera di commercio di Atene questi nuovi prodotti “da crisi” avranno impressa una scritta in stampatello, una sorta di marchio di riconoscimento con la parola “Cibo di passata conservazione”. La data del singolo prodotto non potrà superare una settimana in caso di prodotti con una durata minima indicata in giorno e mese; un mese in caso di prodotti con una durata minima indicata in mese e anno; tre mesi nel caso di prodotti con una durata minima indicata solo con l’anno. La responsabilità di tutti gli alimenti e delle modalità di vendita, ricadrà interamente sul ​titolare di ogni singolo supermercato che aderirà all’iniziativa, per cui sono previste ammende da mille a cinquemila euro.

Una situazione che, nonostante gli annunci di nuovi interventi da parte dell’establishment europeo, non mostra miglioramenti, con altri balzelli per i cittadini che si profilano all’orizzonte, segno che i conti non tornano neanche quest’anno. Infatti secondo l’ultimo rapporto diffuso dal Fondo monetario internazionale nel 2014 ci sarà un aumento delle imposte dirette del 12,4% grazie al nuovo programma fiscale di medio termine, a cui hanno lavorato il ministro dell’Economia Yannis Stournaras con gli esperti della Troika. Secondo il Fondo le entrate da imposte dirette nel 2014 saranno di 19,1 miliardi di euro, di cui 17 miliardi già raccolti entro il prossimo dicembre. E mentre i cittadini si chiedono quando arriverà la fine di questo tunnel che il premier Antonis Samaras dice da tempo di vedere, il colpo di grazia per il Paese è dato anche dal rialzo delle imposte indirette, che il Fondo calcola di 23,7 miliardi euro (ora ammontano a 23,3). Da dove attingerà lo Stato questi denari? In primis dall’aumento delle tasse a liberi professionisti e dall’aumento di quelle per gli affitti.

Intanto il ministro per la Riforma amministrativa, Kiriakos Mitsotakis, ha presentato in Consiglio dei ministri il piano di tagli al pubblico impiego: scatta il conto alla rovescia che vedrà entro il 30 settembre licenziati o diversamente impiegati 12.500 dipendenti pubblici. La prima tranche da 1.800 impiegati è stata già completata, altri 4.599 dipendenti pubblici saranno sospesi entro il 16 settembre di cui 3.200 agenti della polizia municipale. Ma dai sindacati ecco l’annuncio delle barricate già in occasione del tradizionale appuntamento della Fiera internazionale di Salonicco prevista per metà settembre, con una mobilitazione di massa.

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