Rovesciamento del memorandum, ritorno alla dracma, sviluppo autonomo attraverso la razionalizzazione dello Stato, dignità nazionale, giustizia sociale. Sono i punti programmatici (cinque come le stelle del simbolo) che il movimento ellenico Dracmh, le Cinque stelle di Grecia, ha ideato nell’annus horribilis delle misure infinite di austerity imposte ad Atene. E che condivideranno con i parigrado tedeschi del partito Adf, Alternativa per la Germania, in un meeting sulla crisi all’Università di Stoccarda. I pentestellati dell’Acropoli, rappresentati dall’ideatore del movimento ellenico nato nel maggio 2013, il professor Theodoros Katsanevas, riuniti attorno allo stesso tavolo con i “parigrado” tedeschi del partito creato da Bernd Lucke, ex leader della Confindustria tedesca che ha avviato ormai da un semestre una battaglia politica contro la moneta unica e contro “la dittatura bancaria continentale“. L’occasione di Stoccarda, stessa sede dove 48 ore prima ha parlato di eurocrisi e di Grecia il ministro delle Finanze tedesco Schauble, come palcoscenico europeo per il battesimo dei “grillini” di Grecia. Entrambi i movimenti, per quanto diversi per curriculum degli interpreti, concordano sulla solidarietà tedesco-greca verso l’unione del debito e contro il salvataggio dell’euro. Sostengono che quest’ultimo, unito al salvataggio della Grecia da parte della Germania porti alla rovina. “Dobbiamo tornare a una Europa dei popoli, delle finanze pubbliche e, soprattutto, una politica che non mette la finanza nel cuore dell’azione” dicono presentando il simposio ellenico – teutonico.

Il movimento dei greco stellati punta alla promozione dell’alleanza dei paesi dell’Europa meridionale, con l’obiettivo dell’uscita dalla moneta unica per Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Cipro; della creazione di una zona di libero scambio nel sud, stabilendo politiche comuni nelle pratiche economiche, finanziarie, di sviluppo, commerciali, bancarie e monetarie. La meta è il rafforzamento del potere geopolitico, la rinegoziazione del debito, il recupero di risorse energetiche e di ricchezza relativa alla Zee del Sud Europa sotto diritto internazionale. E ancora, un supporto deciso alla produzione greca grazie all’imprenditorialità interna diretta al consumo interno, al rilancio dell’occupazione, del welfare, dei redditi bassi e medi, al fine di riguadagnare competitività dell’economia; ma anche una più equa distribuzione del reddito nazionale e una politica vera di protezione ambientale. Direttrici che per certi versi presentano notevoli affinità, in politica europea come in quella interna, con gli esponenti del M5s di casa nostra.

Ma forte attenzione è dedicata anche al controllo del sistema bancario, ai flussi di capitali e delle transazioni finanziarie speculative, alla separazione tra banche commerciali e di investimento, alla creazione di banche di investimento per i greci della diaspora conservando la Banca nazionale sotto il controllo del governo centrale. I membri del Movimento, si legge nell’atto costitutivo del partito, possono essere cittadini che sposano questi principi ma che non siano stati condannati per un reato, devono essere irreprensibili e di inequivocabile morale personale oltre che essere proposti da altri due membri.

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