Perche Biagi non piaceva a B.? Aggiungiamo anche i nostri auguri a quelli de il Fatto Quotidiano per i 93 anni che oggi avrebbe compiuto Enzo Biagi. Benissimo ha fatto questo giornale a non dimenticare la data, non solo perché è giusto ricordare un amico di tante stagioni e di tante battaglie contro i bavagli, ma anche perché quella storia, la sua storia non si è ancora conclusa, come per altro ci ha ricordato Loris Mazzetti, amico e compagne di quelle battaglie.

Coloro che stilarono l’editto bulgaro e che chiesero ed ottennero il silenzio di Enzo Biagi, di Michele Santoro, di Marco Travaglio, di Daniele Luttazzi e di Carlo Freccero, sono ancora in azione ed anzi aspirano ora a diventare padri costituenti. Sono gli stessi che non esitarono a magnificare le “tante cose buone fatte da Mussolini”.

A definire una “vacanza” il confino per gli antifascisti.
A marciare contro i tribunali.
Ad abbracciare i vari Gheddafi, Putin, Nabarzyev, Mubarak con tanto di nipoti.
A cambiare le norme per sfuggire il giudizio.
A preferire gli stallieri mafiosi, ai magistrati antimafia.
Ad oltraggiare la Costituzione perché “impedisce di governare”.

L’elenco potrebbe continuare a lungo. Con queste premesse a Berlusconi non poteva certo piacere uno come Enzo Biagi che ha voluto portate con sé, anche nell’ultimo viaggio, il distintivo della sua brigata partigiana. Ora quelli che lo hanno oltraggiato vorrebbero cambiare la Costituzione, indossando i panni dei costituenti di allora.

Sarà il caso di fermarli subito, magari firmando la petizione lanciata da il Fatto Quotidiano, e preparando cento piazze per la Costituzione già per le prossime settimane. Non abbiamo la prova certa, ma saremmo quasi sicuri che, anche Enzo Biagi, per questo suo compleanno, si sarebbe regalato una firma per “salvare la Costituzione” dai suoi molestatori che, per altro, sono gli stessi di sempre.