“Riteniamo sgradita la presenza di chiunque del governo voglia presenziare a manifestazioni di Venezia, annunciando fin d’ora di uscire dalle sale di proiezione se questo dovesse accadere”. Angelo Barbagallo, ex socio di Nanni Moretti, ora presidente dei produttori dell’Anica, presenta il conto al ministro della cultura Massimo Bray e al presidente del Consiglio Enrico Letta. Illustrando il programma 2013 delle Giornate degli Autori che si svolgeranno parallelamente al Festival di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre, Barbagallo ha letto un comunicato durissimo nei confronti dell’esecutivo Pd-Pdl che ha recentemente ipotizzato il taglio del Tax Credit (cioè la possibilità di investire nella produzione di un film e in cambio ottenere un credito d’imposta pari al 40 per cento della somma stanziata) e ridotto ulteriormente il Fondo Unico dello Spettacolo.

“Questa è una dichiarazione di tutto il mondo del cinema, di chi fa film con grandi o piccoli budget, siamo compatti nell’agire – spiega Barbagallo al fattoquotidiano.it – il Tax Credit esiste in tutti i paesi occidentali e in Italia ha avuto un effetto virtuoso per l’intero sistema industriale cinematografico, tanto che molte produzioni internazionali sono venute a girare qui perché esisteva e funzionava. La scelta del governo è economicamente incomprensibile oltreché offensiva perché ci toglie dignità professionale”. “Se questa decisione diventerà definitiva, entro un anno giungeremo ad una sorta di Italia anno zero – aggiunge – verranno prodotti una decina di film, le produzioni straniere correranno, come stanno già facendo, in Romania, e nel mio caso non potrò preparare il piano finanziario per il film che vorrei iniziare a gennaio 2014 per la regia di Gianni Di Gregorio, l’autore di Pranzo di Ferragosto”.

Una richiesta che segue una logica finanziaria che oramai non ha più il sapore dell’assistenzialismo a perdere vecchio stampo: “I nostri film possono essere venuti bene o meno bene – continua Barbagallo – possono aver avuto successo oppure no, ma il nostro è diventato un sistema cinematografico trasparente perfino per il tanto criticato Fus per le opere prime e seconde. Parliamo di risorse per i fondi di produzione che nel 2012 ammontavano a 25 milioni di euro, mentre nel solo Land della Baviera si aggirano sui 60 milioni e in Francia veleggiano tra i 300 e 400 milioni”.

Dello stesso avviso Franco Montini, presidente del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici, che in queste ore ha presentato a sua volta il programma della Settimana della Critica 2013 che si terrà a Venezia sempre dal 28 agosto al 7 settembre: “E’ una preoccupazione che condividiamo. Non abbiamo molti strumenti per protestare come mondo del cinema, ma le manifestazioni simboliche come questa sono importanti, un po’ come l’invasione del red carpet al festival di Roma 2011”.

La solidarietà all’iniziativa arriva dall’assessore alla cultura del Lazio, Lidia Ravera (“spero ci sia una rapida marcia indietro dal taglio al tax credit che condanna a morte il cinema italiano. Ci sono stati impegni e le parole devono avere un peso. Se qualcuno non lo ricorda glielo ricorderemo”) e dall’attore Pierfrancesco Favino: “Se si vuole che i privati sostituiscano gradualmente le forze dell’intervento pubblico nell’ambito culturale, ma anche in generale nell’ambito imprenditoriale, lo Stato deve metterli in condizione di farlo e in questo momento manifestare in un modo così importante per ricordarlo al governo acquisisce ancor più senso”.