Il Senato con 226 voti contrari, 55 favorevoli e 13 astenuti ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell’Interno, Angelino Alfano.

14.12 – Ginefra (Pd) e Lega: “Ora commissione d’inchiesta” –  “E ora commissione d’inchiesta ex art. 82 della Costituzione”. Così su twitter il deputato del Pd Dario Ginefra commenta il voto di sfiducia al Senato. Una proposta avanzata anche dai presidenti dei gruppi parlamentari della Lega Nord Giancarlo Giorgetti e Massimo Bitonci. “Serve una commissione d’inchiesta parlamentare per fare luce sul caso kazako – hanno detto -. Dopo aver ascoltato il dibattito in Aula al Senato, le parole del Presidente Letta e prima ancora quelle autorevoli del Capo dello Stato è evidente che c’è una precisa volontà politica di fare chiarezza”. 

14.05 – Cicchitto: “Zanda stalinistista” – Non si placano le polemiche sull’intervento del capogruppo al Senato Pd, Luigi Zanda, che pur respingendo la sfiducia ha mosso pesanti attacchi al ministro Alfano: “Prendiamo atto che Zanda ha contestato alla radice il Presidente Napolitano sul decisivo punto costituito dal rifiuto della ‘responsabilità oggettiva’ del ministro e si è collocato lungo un filone culturale e politico di stampo giustizialista e stalinista che ben conosciamo e che ha segnato negativamente la storia di questo Paese”, ha detto Fabrizio Cicchitto del Pdl. Secondo fonti interne al Pdl, anche l’ex premier Silvio Berlusconi si sarebbe risentito delle parole di Zanda. Il leader azzurro, raccontano, avrebbe però invitato i suoi a restare uniti a sostegno dell’esecutivo, perché questo non è il momento di polemizzare.

14.03 – Epifani: “Ora governo vada avanti” – Il segretario del Partito democratico invita, dopo la votazione, a voltare pagina: “Il discorso del presidente Enrico Letta è stato convincente e di alto profilo, ha ottenuto un apprezzamento forte al Senato”. Lo afferma il segretario del Pd, Guglielmo Epifani. “Ora -aggiunge- il governo deve andare avanti, impegnarsi per affrontare i problemi del Paese e, garantendo la massima trasparenza, ridare credibilità a tutta la catena dei nostri servizi di sicurezza, anche per evitare che si possano ripetere fatti gravissimi come quelli che sono accaduti. E’ necessario inoltre continuare a seguire con attenzione e presenza le vicende personali della signora Shalabayeva e di sua figlia.”

13.50 – Brunetta: “Ha prevalso saggezza” – “Ha prevalso la saggezza e soprattutto il principio di realtà sull’ideologia della menzogna e del tanto peggio tanto meglio. Viene confermata la fiducia ad Alfano e al governo Letta e vengono rispedite al mittente le accuse ingenerose delle quali è stato bersaglio negli ultimi giorni il ministro dell’Interno”. Lo afferma il capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta.

13.40 – Zanda: “Nessuna conseguenza per dissidenti Pd” – “Penso proprio di no”. Così ha risposto il capogruppo Pd in Senato, Luigi Zanda, ai giornalisti che gli chiedevano se ci saranno conseguenze per chi oggi non ha partecipato al voto sulla sfiducia ad Angelino Alfano. Zanda conferma che mercoledì si terrà l’assemblea dei senatori Pd, una “riunione organizzativa”, sottolinea il capogruppo.

13.35 – Vendola: “Macchia indelebile sul governo Letta” – “Il voto di fiducia nei confronti del ministro Alfano è una ferita per la coscienza democratica del nostro Paese e una macchia indelebile sul volto del Governo Letta. È l’umiliazione completa dello Stato”. Così il presidente della Regione Puglia e leader di Sel Nichi Vendola, firmatario insieme con il Movimento 5 Stelle della mozione di sfiducia respinta dal Senato.

13.30 – Berlusconi: “Bene il discorso di Letta” – Ovviamente soddisfatto anche il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Che ha speso parole di apprezzamento anche sull’intervento del premier Letta: “Sì, mi è piaciuto molto”, ha commentato.

13.25 – Alfano: “Sono soddisfatto” – Lapidario il commento del ministro dell’Interno, Angelino Alfano: “C’era una mozione di sfiducia, è stata respinta, sono soddisfatto”, ha dichiarato al termine dell’esito della votazione.

13.15 – Senato respinge la sfiducia – Il Senato ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti del Ministro dell’Interno, Angelino Alfano con 226 voti contrari, 55 favorevoli e 13 astenuti. L’esito della votazione è stato accolto dagli applausi del Pdl: i senatori si sono stretti intorno al banco del governo. Il ministro Alfano si è alzato in piedi e ha stretto la mano del ministro Quagliariello che si trovava in quel momento al suo fianco. Strette di mano da parte di tutti i colleghi al vicepremier. Anche il Cavaliere Silvio Berlusconi si è avvicinato per stringergli la mano e i due sono poi usciti insieme dall’aula.

12.58 – Casson (Pd): “Ho sbagliato a votare” – Al termine della votazione interviene il senatore Pd, Felice Casson, che chiede di modificare il suo voto. Casson aveva infatti votato per errore ‘sì’, destando più d’una sorpresa dal momento che nel suo intervento in sede di discussione, pur in tono polemico, aveva manifestato l’intenzione di votare contro la sfiducia per “vincolo di partito”. Il suo voto è stato quindi corretto.

12.55 – M5s accusa Grasso: “Non nominare il Quirinale invano” – “Quali regolamenti stabiliscono cheil capo dello Stato non si possa neppure menzionare nell’aula del Senato?”. Lo scrive il gruppo del M5S alla Camera, attaccando il presidente del Senato, Piero Grasso, in un post dal titolo “Non nominare il Quirinale invano”. “Ecco come il Presidente del Senato ha oggi apostrofato il capogruppo M5S Morra”, si lamentano i deputati cinque stelle, riportando l’intervento dei senatori del M5S a Palazzo Madama. Sull’accaduto si è espresso anche il diretto interessato, Nicola Morra: Quello del presidente Grasso è stato “un intervento ‘ex ante’, evidentemente legge anche nel pensiero”. Morra spiega che stava “citando in positivo le parole del presidente della Repubblica riportate dai giornali”, quando è stato interrotto dal presidente di Palazzo Madama. Il capogruppo M5S alza le spalle quando i cronisti gli chiedono se esista una norma che vieta di citare in Aula il capo dello Stato: “Dovremo chiederlo al presidente, anche se spesso le norme non sono scritte. E’ evidente però che ci stiamo avviando a una Repubblica presidenziale, dopo quello che è avvenuto ieri è chiaro”.

12.07 – Puppato (Pd): “Non tutto il Pd voterà in ossequio al governo” – Laura Puppato sancisce la spaccatura all’interno del Partito Democratico, nonostante il voto nella riunione interna di ieri: “Non tutti voteranno in ossequio al governo”, annuncia, scatenando grandi polemiche in aula. “Qui si parla di una mozione di sfiducia non al governo ma ad un suo singolo esponente. E noi non possiamo accordargli ancora fiducia dopo quanto successo. Per questo alcuni di noi si asterranno”. “Quando si dice da parte di Berlusconi che Alfano è intoccabile, torniamo all’India delle caste. I massimi rappresentanti della Repubblica devono risultare responsabili, non intoccabili. L’alleanza si fonda su correttezza, non subalternità”.

11.55 – Zanda (Pd): “Respingiamo sfiducia, ma Alfano rifletta” – Luigi Zanda, capogruppo al Senato, ribadisce il concetto già espresso dal premier Letta e la natura politica del ‘no’ alla sfiducia da parte del Partito Democratico: “Nel nostro ordinamento un voto di fiducia al ministro di un Governo ha sempre natura politica. E oggi la presenza del premier Letta lo accentua. La vicenda Shalabayeva è una storia di gravità inaudita. Voteremo contro la sfiducia con la piena coscienza di dover assicurare continuità all’azione del governo, ma anche sapendo che solo una piena verità potrà permettere di chiudere la vicenda. Vogliamo sapere quali interessi hanno mosso come burattini la polizia italiana”. Zanda aggiunge una specifica importante al suo ragionamento, che non scagiona del tutto il ministro Alfano: “All’interno di questo quadro politico, esprimiamo un giudizio molto severo sull’espulsione di Alma Shalabayeva e le sue modalità. E anche sulle responsabilità politiche della vicenda. Il potere politico ha sempre la responsabilità di indirizzo e controllo: non si tratta di responsabilità oggettiva, ma la costituzione della repubblica italiana. A tal proposito, ringrazio Josefa Idem, per il gesto di generosità politica che ha voluto compiere con le sue dimissioni di qualche settimana fa. Nel caso kazako ci sono aspetti inaccettabili. Alfano deve spiegare come sono andati i fatti: i punti da chiarire non sono solo i possibili errori della polizia, ma anche quali interessi hanno messo in moto la macchina repressiva della polizia italiana. Una così ampia trama non sarebbe stata possibile senza una committenza economica e politica di grande rilievo. A questo punto il ministro dovrebbe riflettere se nelle 24 ore della sua giornata c’è sufficiente tempo per svolgere le funzioni di ministro, segretario di partito e vicepremier. Lasciare il proprio incarico in determinate circostanze rientra nei doveri di servitore dello Stato”.

11.47 – Schifani (Pdl): “Punti oscuri anche su Ablyazov. Alfano è stato corretto” – “Ci sono punti oscuri anche sul profilo del dissidente Ablyazov. E si parla del presidente del Kazakistan come un dittatore, dimenticando che ha ricevuto diverse onorificenze straniere ed è stato democraticamente eletto. Diciamo questo per confermare ancora di più la trasparenza e la correttezza del ministro Alfano, che non ha voluto insabbiare il caso ma ha fatto aprire un’inchiesta che ha prontamente chiarito le dinamiche della vicenda”.

11.40 – Grasso censura Morra: “Non sono ammessi riferimenti al capo dello Stato” – Nicola Morra, capogruppo al Senato del Movimento 5 stelle, è stato fermato dal presidente del Senato, Pietro Grasso, quando nel suo ragionamento aveva cominciato a parlare di Giorgio Napolitano: “Non sono ammessi riferimenti al capo dello Stato”, lo ha subito stoppato Grasso. Grandi polemiche anche per la parte finale dell’intervento del senatore a 5 stelle, che ha fatto riferimento agli aspetti ancora oscuri sulla morte di Paolo Borsellino, nel giorno dell’anniversario della strage di via d’Amelio. Contro le parole di Morra si sono levate diverse voci di proteste dagli altri banchi di Palazzo Madama.

11.33 – Morra (M5s): “Ringrazio Berlusconi per la sua presenza, svela chi regge davvero il governo” – Polemico l’intervento di Nicola Morra, capogruppo al senato del M5s, che insieme a Sel ha promosso la mozione di sfiducia: “Grazie a Berlusconi, ci onora della sua presenza, fa capire davvero chi sia a reggere questa maggioranza, insieme al presidente Napolitano. Finalmente si appalesa agli occhi degli italiani la verità. E non è una mancanza di rispetto”. Morra spiega anche che “la nostra mozione non è un atto di sfiducia all’esecutivo, che pure avremmo presentato volentieri, perché come governo valete ben poco. E’ una mozione di sfiducia individuale nei confronti di chi avrebbe dovuto spontaneamente assumersi le proprie responsabilità. Quanto accaduto porta disonore a tutta l’Italia e gli italiani”.

11.25 – Susta (Scelta Civica): “No a sfiducia, mozione è superficiale” – “Vicenda indegna di cui stigmatizziamo tutte le intollerabili anomalie. Con il voto di oggi rinnoviamo fiducia al governo, anche per carattere superficiale della mozione di sfiducia. Ma questo non vuol dire che archiviamo il caso senza volerne verificare le responsabilità”.

11.18 – Bitonci (Lega Nord): “Responsabilità del governo, non di Alfano. Vogliamo espulsioni così celeri contro immigrati” – Massimo Bitonci conferma il no alla sfiducia, ma spiega le particolari motivazioni del Carroccio: “Questa vicenda ha dei contorni sconcertanti, ma la responsabilità dell’accaduto non è imputabile al solo ministro, bensì all’intero governo e al ministro degli Esteri, Emma Bonino. Vorremmo vedere questa celerità nelle espulsioni nei confronti degli immigrati clandestini. Per tutte questa ragioni ci asterremo nel voto di oggi. Ma voteremmo volentieri una sfiducia al governo”.

11.15 – Farnesina: “Shalabayeva sta bene” – Dal ministero degli Esteri arrivano rassicurazioni sulle condizioni della moglie del dissidente Ablyazov, riportata in Kazakistan: “è in buona forma e ha ringraziato il governo italiano per quanto sta facendo”. Lo riferiscono fonti della Farnesina dopo l’incontro tra un funzionario diplomatico dell’ambasciata d’Italia in Kazakistan e la signora ad Almaty, dove si trova ora la donna.

11.07 – De Petris (Sel): “Alfano ha ingannato il Parlamento” – “Presidente Letta, lei è venuto a chiederci un voto sul governo e non sul ministro. Ancora una volta invocate lo stato di necessità come soluzione per uscire da una vicenda problematica, che non è stata affrontata nella maniera naturale: chiedere ed ottenere le dimissioni del ministro. Il ministro Alfano ha ingannato il Parlamento, quando ha omesso parti fondamentali dell’inchiesta nel suo intervento in aula. Con che coraggio continuerà a fare il Ministro?”.

11.05 – Zeller (Svp): “Autonomie voteranno no alla sfiducia” – Karl Zeller, membro della maggioranza e portavoce del partito autonome del Trentino-Alto Adige, ribadisce il voto contrario alla sfiducia, ma precisa: “Ci aspettiamo intervento del governo per evitare che situazioni del genere possano verificarsi di nuovo”.

11.02 – Ferrara (Gal): “Vicenda non sussiste, no a sfiducia” – “Per esserci un dissidente deveesserci un regime totalitario. Per esserci un rifugiato politico, deve esserci una richiesta di asilo politico. Condizioni che non sussistono”. Così Mario Ferrara spiega il no alla sfiducia da parte del gruppo Grandi Autonomia e Libertà.

11.00 – Al via dichiarazioni di intenzione di voto – Cominciano le dichiarazioni di intenzioni di voto, dopo l’intervento del premier Letta. La votazione è prevista intorno alle 12.30.

10.45 – Letta: “Caso Ablyazov motivo di imbarazzo e discredito. Oggi chiedo nuovo voto di fiducia al mio governo” – Al termine della discussione sulla mozione, interviene il presidente del Consiglio, Enrico Letta. “Questo governo ha carattere fortemente parlamentare, al Parlamento sono tornato e intendo tornare in futuro in ogni circostanza delicata. L’espulsione di Alma Shalabayeva è per l’Italia motivo di imbarazzo e discredito, da cui dobbiamo sgomberare il campo. Per farlo abbiamo scelto la linea della totale trasparenza, con cui inchiesta che ha ricostruito la vicenda e accertato tutte le responsabilità. Tutto quello che conosciamo noi deve conoscerlo anche il Parlamento. I fatti ricostruiti ci lasciano attoniti e non sono tollerabili, ma emerge in modo chiaro l’estraneità del ministro all’accaduto. C’è chi ha evocato una responsabilità oggettiva, ma su questo rinvio a quanto detto dal Presidente della Repubblica. Rimangono ancora oscure connessioni e motivazioni: mi riferisco all’inaudito comportamento dell’ambasciatore del Kazakistan, e a come si possa aver agito senza la cautela che il caso richiedeva. Il Governo, oltre a tutto ciò che è stato fatto, continuerà ad agire per fare chiarezza. A livello internazionale proseguiremo nella verifica delle condizioni di soggiorno della signora Shalabayeva in Kazakistan, attraverso personale diplomatico dedicato e il ministro degli Esteri, Emma Bonino. Posti gli accertamenti che hanno portato la revoca dell’espulsione, abbiamo già manifestato al Kazakistan l’intenzione di riportare indietro la donna. Interverremo anche a livello interno, per evitare ulteriori episodi del genere”. E’ lo stesso premier Letta, però, a sottolineare la valenza politica del voto di oggi: “Il voto che chiedo oggi al Senato non è solo un ‘no’ alla mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro Alfano. Quello che chiedo oggi è un nuovo atto di fiducia al governo che ho l’onore di presidere. Il no alla sfiducia oggi consentirà al governo di proseguire nella sua opera, intervenire sull’Imu, sventare l’aumento dell’Iva, imprimere un’ulteriore, obbligata accelerazione ai pagamenti della pubblica amministrazione, rinforzare le norme anti-corruzione, intercettare tutti i possibili segnali di ripresa economica. Rispetto alla conduzione del governo, non vorrei che su di me si commettesse un’ulteriore di valutazione: non vorrei che la buona educazione fosse scambiata per debolezza. Abbiate piena fiducia nella mia determinazione e totale dedizione ad onorare il compito per il bene dell’Italia”.

10.35 – Chiti (Pd): “No a sfiducia per dare fiducia al Governo” – Chiti ribadisce il no del Partito Democratico: “Non voterò per la sfiducia non soltanto perché la crisi di governo sarebbe un salto nel buio e interromperebbe l’azione per affrontare le emergenze economiche e sociali. Ma perché mi ritrovo pienamente nelle parole del presidente della Repubblica: non possiamo attribuire responsabilità costanziali con le funzioni, che non emergono . Nel no alle mozioni di sfiducia c’è un atto di fiducia nei confronti del Governo”.

10.28 – E’ arrivato anche Berlusconi – Silvio Berlusconi è appena giunto in Senato dove è previsto il voto sulle mozioni di sfiducia al ministro dell’Interno, Angelino Alfano. L’ex premier è entrato si è seduto tra i banchi del Pdl accanto al capogruppo Renato Schifani, proprio mentre alla sua destra sta intervenendo Sandro Bondi.

10.22 – Bondi: “Vicino ad Alfano. Così finiremo per autodistruggerci – Parla Sandro Bondi, ex ministro dei Beni culturali: “Tengo ad esprimere la mia vicenza, politica e personale, al ministro Angelino Alfano. In occasione della mozione di sfiducia presentata contro di me per il crollo a Pompei, Alfano fu uno dei pochi a restarmi vicino. I partiti hanno un senso se esprimono anche valori di solidarietà. La vicenda è stata chiarita nei suoi aspetti. Ho il timore che se continuiamo così, finiremo tutti per autodistruggerci, e coinvolgeremo il nostro Paese. Questa lotta politica è distruttiva, perché non rispetta la dignità delle persone che diventano bersagli di polemiche strumentali e violente”.

10.15 – Casini: “Sfiducia ad Alfano non è la soluzione” – Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, spiega il suo no alla mozione di sfiducia: “Gli interrogativi da sciogliere ci sono ma dissentiamo dal ritenere che la sfiducia al ministro Alfano delle cui parole non abbiamo motivo di dubitare possa essere soluzione”. “Ci troviamo di fronte ad una brutta vicenda, ma sollevare il ministro Alfano dal suo incarico sarebbe una conclusione perniciosa, ulteriore danno per il nostro Paese”. “La polemica politica è legittima – afferma Casini -, ma chi sostiene il governo deve evitare atteggiamenti farisaici di qualche avvoltoio che c’è nella stessa maggioranza e ne mina la stabilità. E’ difficile sostenere una maggioranza così atipica, noi lo facciamo nell’interesse del Paese”.

10.13 – Anche la Bonino a Palazzo Madama – E’ arrivata anche il ministro degli Affari esteri Emma Bonino al Senato dove è in corso il dibattito sulle mozioni di sfiducia Sel e M5S nei confronti del ministro dell’Interno Alfano per il caso Ablyazov.

10.12 – Casson (Pd): “Non voto sfiducia solo per vincolo di partito” – “Nessuno può fare lo struzzo, leombre sono ancora tante e chiedo, chiediamo, la verità. Solo il vincolo di partito mi impone di votare contro la mozione di sfiducia” ma “quousque tandem…”, afferma Felice Casson, senatore in quota Pd, citando persino Cicerone.

9.50 – Il Financial Times: “Alfano deve dimettersi” – L’Italia “non può permettersi una crisi politica, ma se nessuno si assumesse la responsabilità di quanto accaduto nel caso Ablyazov la credibilità del governo sarebbe severamente minata. Sarebbe opportuno che Alfano si dimettesse, e lasciasse il suo incarico a un collega di partito”. E’ questa l’opinione del Financial Times, secondo cui “se Alfano non è stato informato della vicenda ciò vuol dire che non controlla il suo ministero”. Nel caso dell’espatrio forza di Alma, la moglie del dissidente kazako Mukthar Ablyazov, “ci sono sospetti che l’Italia abbia voluto fare un favore al governo del Kazakistan – prosegue Ft -. Roma ha forti legami commerciali con Astana, a dispetto delle carenze nella tutela dei diritti umani nel Paese”.

9.30 – Alfano al Senato per la mozione di sfiducia. Accanto a lui il premier Letta – Il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano siede tra i banchi del governo nell’Aula del Senato, dove si vota la mozione di sfiducia presentata da M5S e Sel nei suoi confronti per la gestione dell’espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov. Alfano siede alla destra di Enrico Letta. Pieni i banchi del governo, mentre continua l’afflusso dei senatori, che alla spicciolata occupano gli scranni non ancora gremiti.