Il governo deve riferire in Parlamento su la “strana vicenda riportata dalla stampa” relativa all’espulsione dei madre e figlia del dissidente kazako Muktar Ablyazov, rispedite dopo un blitz della Digos di Roma nel paese dal dittatore Nazarbayev. Mentre Letta pretende spiegazioni dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, la richiesta di un dibattito parlamentare arriva dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle al Senato Nicola Morra. Anche il presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda chiede chiarezza sull’episodio.

Una richiesta di chiarimento al ministro dell’Interno è arrivata anche  in una interrogazione parlamentare i deputati Democratici Emanuele Fiano, Enzo Amendola, Andrea Manciulli e Pina Picierno: “Vogliamo sapere se il ministro sia stato informato, preventivamente o successivamente, dell’operazione e delle sue ragioni e chi sia il responsabile della decisione che ad oggi, trascorso più di un mese, ancora non è noto”. Inoltre, continuano, “non è chiaro perché, secondo quanto riportato da notizie a mezzo stampa, il Ministero degli Affari Esteri non sia stato prontamente avvertito e coinvolto, visto che non si trattava di una semplice operazione di contrasto all’immigrazione illegale”. I fatti, concludono, “appaiono di una gravità inaudita perché la legge impedisce l’espulsione o il respingimento verso uno stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione, considerando che Mukhtar Ablyazov è uno dei principali oppositori al leader kazaco Nazarbayev”.

Il vicepresidente di turno del Senato Maurizio Gasparri ha assicurato che avrebbe informato il governo della richiesta. Il 29 maggio, ricorda Morra, i poliziotti hanno fatto irruzione nell’abitazione di Casalpalocco, a Roma, alla ricerca del marito della donna: il dissidente politico e magnate kazako Muktar Ablyazov. Non trovandolo in casa, hanno prelevato la moglie che è poi finita nel Cie di Ponte Galeria perché secondo le autorità italiane aveva un passaporto falso. Circostanza poi smentita dal Tribunale di Roma. Il 31 maggio Alma Shalabeya è stata imbarcata su un volo non di linea per il Kazakistan assieme alla figlia, in violazione delle leggi italiane ed europee che prevedono la possibilità di presentare ricorso contro l’espulsione e di chiedere asilo politico.