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Giunta Senato, Giarrusso polemizza con Crimi e lascia la commissione

Lite tra senatori del Movimento 5 Stelle durante l'elezione del Presidente della Giunta per le elezioni Dario Stefano (Sel). Il capogruppo arriva in ritardo e non vota. Il collega si infuria e decide di lasciare la commissione. Nel frattempo, nessuna conferma sulla calendarizzazione dell'ineleggibilità di Silvio Berlusconi
Giunta Senato, Giarrusso polemizza con Crimi e lascia la commissione
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E’ caos durante l’elezione di Dario Stefano, neopresidente della Giunta per le elezioni. Vito Crimi arriva in ritardo e non riesce a partecipare alla votazione. Il collega del Movimento 5 Stelle Mario Giarrusso esce infuriato: “Non chiedete a me, il mio capogruppo non ha votato”. Una tensione che porta il senatore all’autosospensione dal gruppo: “Ho scritto al presidente Grasso di sostituirmi in Giunta visto che non ci si può dimettere. Stefano è un infiltrato dell’Udc. In Giunta c’è una maggioranza palese ed una occulta trasversale che vogliono salvare il Cavaliere. Da noi mele marce, se ne devono andare”. Subito dopo lo scontro, Giarrusso ha deciso di inviare una mail per annunciare la sua autosospensione dal gruppo a 5 Stelle. Notizia poi smentita poche ore dopo.

Restano le parole molto dure pronunciate dal grillino in un momento di grande tensione all’interno del Movimento. “Se l’assetto complessivo del Movimento ha consentito di andare incontro ad un disastro le colpe sono anche nostre. C’è chi ha tolo luce al Movimento anche impedendo la costituzione di reali organismi di garanzia. Crimi spigherà sicuramente le ragioni per le quali è stata fatta mancare oggi la presenza del capogruppo. Ma sul voto di oggi ci sono responsabilità da parte di tutti. L’operazione è stata palese: impedire a chiunque di non consentire il salvataggio di Berlusconi. E anche noi dobbiamo chiederci se abbiamo qualche responsabilità. Se anche noi possiamo dirci immuni dalle mele marce: se ce l’ha il Pd, come dice la Puppato, perchè non dovremmo averle anche noi?”.

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A rispondere dell’assenza durante la votazione è lo stesso Vito Crimi, che ha cercato di trovare giustificazioni: “Come capogruppo mi spettano mille incombenze. Per fortuna dal 16 giugno ci sarà la rotazione. Mi è dispiaciuto arrivare in ritardo – spiega – ho cercato di spiegare a Mario (Giarrusso,ndr) che non è stata colpa mia ma che questa è stata una giornata intensa. Prima la nomina al Copasir, poi non riuscivo a trovare dove fossa la Giunta”. “Comunque – prosegue – nelle altre Commissioni si è atteso chi è arrivato in ritardo, qui invece sono andati avanti con le votazioni”.

Le prime dichiarazioni di Stefano invece, dimostrano la volontà di temporeggiare sulla calendarizzazione dell’ineleggibilità di Berlusconi: “Io ho il compito di coordinare i lavori di questa Giunta”, ha dichiarato poco dopo l’elezione, “e sono stata chiamato a decidere una serie di argomenti. Però si è diffusa una strana idea, di un presidente che preme un tasto e decide qualcosa. Ho invitato i gruppi e condividerò il calendario dei lavori nei prossimi giorni”. Vito Crimi rifugge ogni polemica e cerca di riportare l’attenzione sul ruolo del Movimento 5 Stelle come “unico vero partito di opposizione che non si è prestato ad alcun accordo”. “E vorrei far notare come, nonostante noi siamo l’unica vera opposizione, a noi sono andate solo due Commissioni di garanzia, delle cinque che c’erano. E ovviamente non ci hanno dato la Giunta del Senato e il Copasir. A questo proposito vorrei far notare che a controllare chi dovrebbe tutelare l’unità della Repubblica è stato chiamato un secessionista..”.

 

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