La lotta all’evasione “continua ad essere un elemento centrale e imprescindibile nell’azione di risanamento della finanza pubblica” ma “la strategia adottata dal legislatore nel corso della passata legislatura è stata caratterizzata da andamenti ondivaghi e contraddittori”. Così la Corte dei Conti nell’ultimo rapporto sulla finanza pubblica.

Alcune misure di lotta all’evasione fiscale, spiegano per esempio i giudici contabili, come lo “spesometro“, con il quale vengono registrate tutte le operazioni verso i consumatori finali di importo pari o superiore a 3.600 euro, comportano alcuni “rischi”, tra i quali “effetti negativi sui consumi” o, “peggio”, l’aumento della “propensione ad effettuare acquisti di beni e servizi in nero” si legge nell’ultimo rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.

Il redditometro, inoltre, non risolverà ilproblema della lotta all’evasione, secondo la Corte dei Conti rilevando che “il clamore mediatico suscitato dal nuovo meccanismo di ricostruzione sintetica dei redditi appare francamente sproporzionato alle limitate potenzialità dello strumento e alla presumibile efficacia dello stesso”.

La Uil condivide il richiamo della Corte dei Conti. E’ il segretario confederale Domenico Proietti ad appoggiare il richiamo della magistratura contabile. “I dati delle dichiarazioni 2012 sono imbarazzanti e dimostrano come la battaglia contro l’evasione, che negli ultimi anni ha dato risultati positivi, sia ancora lunga. Le tasse in Italia le pagano prevalentemente coloro che hanno la ritenuta alla fonte: i lavoratori dipendenti e i pensionati”, prosegue. “La Uil propone di destinare le risorse recuperate dalla lotta all’evasione per ridurre le tasse a queste categorie. Bisogna quindi rafforzare l’azione di contrasto all’evasione destinando a questo obiettivo maggiori risorse umane e utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, compreso il nuovo redditometro che va però migliorato e reso più coerente con l’obiettivo di contrastare veramente il fenomeno lì dove più si annida”, continua Proietti sollecitando una maggior “trasparenza nel rapporto tra cittadini e fisco e il rispetto dei diritti dei contribuenti”.