L’Italia è un paese povero, sterile e sconfitto.

Otto milioni di italiani vivono con meno di mille euro al mese. L’ascensore sociale è tornato indietro di 27 anni e aumenta in maniera esponenziale il numero di minori a rischio povertà. L’Atlante dell’infanzia (a rischio) di Save the children  non lascia scampo: la miseria cresce fra la popolazione under 18. Sette minori ogni 100 in Italia, pari a 720 mila, vivono in condizioni povertà assoluta. 417.000 nel solo Sud, 74 mila in più rispetto al 2010.

Proprio in questi giorni Save the Children ha lanciato la campagna Allarme infanzia per denunciare le condizioni di degrado economico e culturale in cui sprofondano i giovani e i giovanissimi in Italia e per lanciare implicitamente una domanda legittima: quale futuro può aspettarsi un paese dove 1 bambino su 3 è a rischio povertà, dove il 18% dei ragazzi abbandona la scuola e 1 milione e mezzo vive in territori avvelenati?

Le foto della guerrilla con i manifesti affissi in molte città italiana, raccontano i dettaglio di questo scippo: mi hanno rubato la scuola, mi hanno rubato la mensa, mi hanno rubato l’aria pulita.

Ma la campagna allarme infanzia denuncia anche che il 40% dei giovani è senza lavoro e molti non riescono a formare una famiglia o lasciare la casa dei genitori. Questo spiega il tasso di natalità ai minimi storici (le nascite annue sono calate di 15 mila unità tra il 2008 e il 2010) e perché, oggi, le ragazze non vogliono avere figli.

C’è chi resiste e prova anche a fornire una chiave di lettura, come hanno fatto gli organizzatori di Fare figli nell’era della crisi, una giornata di incontri e dibattiti che si terrà a Roma, domenica, alla Città dell’altra economia. E c’è chi decide comunque di mettere su famiglia e per questo viene considerato un “folle”, uno “sprovveduto” o un “eroe”.

Tutti epiteti che lasciano intendere, in ogni caso, una sconfitta per questo paese.