Fabrizio Saccomanni? “Se qualcuno tra qualche mese prende i fucili non lamentiamoci, abbiamo messo un altro banchiere all’economia”. Non usa mezze parole Paolo Becchi, professore genovese considerato l’ideologo del Movimento 5 stelle in un intervento a La Zanzara, su Radio 24. Becchi parla della crisi economica, e si riferisce in particolare alla nomina dell’ex direttore generale della Banca d’Italia al ministero dell’Economia. “La situazione se non migliora peggiora – dice Becchi – e non so quanto la gente possa resistere, non so quanto il Movimento possa frenare la violenza della gente, che è nella natura delle cose”, avverte il professore. “Letta che va dalla Merkel – prosegue Becchi – è un segnale chiaro. Unica cosa fondamentale è l’Europa e la Bce. Siamo governati ancora dalla Merkel con le banche e i banchieri come l’attuale ministro dell’Economia”.

“GOLPETTINO ISTITUZIONALE COMMISSIONI DI GARANZIA NON AL M5S” – E insiste. “Le rivoluzioni non sono sempre pranzi di gala e quando la situazione diventa esplosiva nella storia abbiamo avuto esempi di questo genere. Abbiamo un presidente rieletto che neanche in Venezuela. Una situazione eccezionale, se poi le commissioni di garanzia non vengono date al Movimento si può parlare di golpettino istituzionale. Non è follia pensare che uno possa prendere armi”, conclude Becchi. Non è un incitamento alla violenza, il suo, tiene però a precisare. “Domani si leggerà sicuramente da qualche parte che Becchi inneggia alla rivolta armata in Italia. In realtà l’azione di mistificazione condotta di grandi giornali ha trovato un ostacolo imprevisto: la Rete. Se non ci fosse la Rete il movimento si sarebbe già esaurito sotto la spinta delle accuse di fascismo, populismo e terrorismo che si leggono sui soliti giornali”, ha affermato.

“SPARATORIA P.CHIGI UTILE A LETTA” – Le dichiarazioni arrivano dopo una lunga giornata di polemiche, sorte proprio dopo un altro duro attacco di Becchi, stavolta riferito alla sparatoria davanti a Palazzo Chigi, in cui Luigi Preiti ha aperto il fuoco contro due carabinieri. “Questo ‘attentato’ è stato utile ad un certo tipo di azione politica: dare al governo Letta una maggioranza solida. E cercando di far passare per scontata anche la ricomposizione, almeno sulla carta, del Pd“. Per il professore, infatti, “dopo quell’attentato non c’è stata alcuna opposizione all’interno del Pd nell’approvare la linea dell’emergente governo di Enrico Letta. Quei 101 parlamentari che avevano impallinato Romano Prodi ora dove sono? Dopo la sparatoria si sono ricompattati. E questo è un dato di fatto, è oggettivo. Può darsi anche che non ci sia alcuna correlazione tra le due cose, però…” Il sospetto, rivela Becchi a Radio 24, è che dietro all’azione di Preiti e ad altre provocazioni “ci sia un potere invisibile“.

Becchi ha poi risposto alle accuse contro il M5s, nate dopo la sparatoria, specificando che “il movimento non ha nulla a che fare con la violenza. Mira a cambiare e a rivoluzionare il Paese, questo è vero, ma mediante gli strumenti che la democrazia mette a disposizione. C’è pregiudizio e tirannia della maggioranza. Anche perché la parola sovversivo ultimamente – conclude Becchi – è stata utilizzata solo dal premier Letta nel suo discorso alle Camere. Che sia lui il sovversivo?”

LA SCOMUNICA DEL M5S – Le sue parole hanno scatenato molte reazioni, innanzitutto del Movimento 5 stelle, che scarica il professore genovese.”In merito alle uscite odierne del professor Paolo Becchi in diversi mezzi di comunicazione i gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato prendono nettamente le distanze da tutto quanto proferito dal docente dell’ateneo genovese”, si legge in una nota congiunta di deputati e senatori del movimento, pubblicata anche sul blog di Beppe Grillo con il titolo “Becchi non rappresenta il M5s”.  Concetto che l’ex comico ha ribadito anche su twitter. E poi il taglio netto: “Inoltre si ribadisce che il professor Becchi non è un ideologo del M5S, si tratta semmai di un’etichetta attaccata al personaggio sulle cui posizioni deputati e senatori non si riconoscono affatto”, conclude il comunicato. Il capogruppo M5s al Senato Vito Crimi, in un’intervista al fattoquotidiano.it sconfessa il professore genovese.

BECCHI: “TOLGO IL DISTURBO” – Alla fine la resa di Paolo Becchi arriva via web, strumento principe della comunicazione del Movimento 5 stelle. Con un tweet il professore “toglie il disturbo“. “Mi dispiace dal profondo del cuore di aver danneggiato il M5s. Sono caduto nella trappola che io stesso avevo previsto. Tolgo il disturbo”, scrive sul social network.  “Non ho detto niente di eclatante – ha assicurato Becchi in un’intervista – nè ho mancato di rispetto ad alcuno. Ho semplicemente detto che se la situazione continua a degenerare chissà dove si va a finire. Il governo Letta è una riproposizione di quanto già visto con l’esecutivo Monti“.  “Io non rappresento il M5S, non ho mai voluto assumere questo ruolo. Ogni volta mi viene affibbiata questa etichetta, ma io ho sempre chiarito e preso le distanze: un Movimento anti-ideologico come quello dei 5 Stelle non ha certo spazio per un ideologo, tanto meno per me. Non voglio in alcun modo danneggiarlo e spero di non averlo fatto – ha affermato – Io non sono nemmeno un attivista del Movimento ma un semplice simpatizzante. Ora ho due appuntamentoi tv: con Servizio Pubblico e con Agorà. Poi sparirò, non voglio in alcun modo approfittare del Movimento o danneggiarlo“.

“NON SI DEVONO STRUMENTALIZZARE PAROLE” – Proprio a Servizio Pubblico Becchi ribadisce che le sue parole sono state fraintese, si trattava di uno scherzo. “Se continuiamo in questo modo il rischio di occasioni violente ci saranno – ha sostenuto il filosofo –  intendevo questo, non si devono prendere parole e strumentalizzarle”. E rispetto alle affermazioni su Fabrizio Saccomanni: “Non credo che i nostri problemi si possano risolvere con la Banca nazionale, che non è istituzione statale, è una banca privata”.

GLI ALTRI PARTITI – Molto critici anche gli altri partiti. “Siamo alla follia“, ha commentato Ettore Rosato, della presidenza del Gruppo Pd della Camera. “Dicano qualcosa i dirigenti e il leader di quel movimento. Dimostrino almeno di rendersi conto della necessità – incalza Rosato – di misurare le esternazioni e di non alimentare lo sconcerto dei cittadini”. “Le parole di Becchi, definito da molti ideologo del Movimento cinque stelle, sono gravi e sconcertanti. Non possono che rafforzare le nostre grandi perplessità”, ha dichiarato il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri. “Auspico una presa di distanza netta ed immediata da parte del M5S relegando l’ideologo del movimento ad una meritato pensionamento anticipato”. Ha dichiarato Roberto Capelli deputato del Centro Democratico.