“Manca solo la pace nel mondo, per il resto c’è tutto”. Il vice capogruppo del M5S alla Camera Riccardo Nuti commenta così il discorso con cui Enrico Letta ha chiesto la fiducia alla Camera. Un discorso, che al di là della freddezza dei Cinque Stelle, Sel e parte dei deputati leghisti, ha incassato ben 45 applausi. Con i parlamentari di Pd, Pdl e Scelta Civica tutti in piedi quando il nuovo presidente del Consiglio ha finito di parlare. ”Musica per le nostre orecchie – ha subito commentato il segretario del Pdl nonché ministro degli Interni Angelino Alfano -. La grande notizia è che non si paga la rata di giugno dell’Imu”. Le idee per cui ci siamo battuti e che Silvio Berlusconi ha posto alla base del nostro programma, hanno trovato piena cittadinanza in questo governo”. E tra i primi a commentare le parole di Letta c’è anche Pier Luigi Bersani, che il premier ha ringraziato in un passaggio del suo discorso: “Bene, l’impostazione è giusta – ha dichiarato Pier Luigi Bersani -. Ci sono le condizioni per far camminare questo governo. Occorre che tutti diano una mano per farlo camminare”.

“Ho condiviso dalla prima all’ultima parola l’intervento del premier Enrico Letta – ha aggiunto Alfano – e soprattutto nell’avvio del suo discorso ho ritrovato tanti dei nostri valori. In particolare per quanto riguarda la diminuzione delle tasse, l’azzeramento delle tasse per chi assume, la sburocratizzazione, l’idea di un fisco amico che ridisegna Equitalia non nella sua funzione ma nella modalità d’agire”. Alle parole di Alfano si sono aggiunte quelle di altri esponenti del Pdl, tutte nello stesso senso. “E’ una vittoria assoluta di Berlusconi e del Pdl – ha detto Daniela Santanché -. Da giugno non si pagherà più l’Imu, abbiamo ottenuto ciò che chiedevamo sulle autorizzazioni, chi assume non dovrà pagare tasse. Per il nostro programma più di questo non potevamo ottenere”. Riguardo alla sospensione della rata di giugno dell’Imu, parla di “importante vittoria del Pdl” anche il capogruppo alla Camera Renato Brunetta.

Sul fronte del Pd alle parole di Bersani si sono aggiunte quelle di Giuglielmo Epifani: ”Un discorso molto condivisibile con tante cose da fare e un periodo di legislatura piuttosto lungo – ha detto Epifani, uno dei papabili reggenti del partito in questa fase -. Sulle riforme Letta ha fatto un discorso importante, riferendosi in particolare all’idea di cambiare il bicameralismo perfetto e la legge elettorale”. Resta invece critico Pippo Civati, che ha confermato che non parteciperà al voto di fiducia “per richiamare l’attenzione a un disagio che c’è nei confronti del governo, un disagio che il nostro elettorato sente non solo nei confronti di Berlusconi ma anche dei programmi. Al Senato ci saranno altri che faranno la mia scelta”. Secondo il vice presidente del Pd Ivan Scalfarotto, “Letta colpisce per determinazione e senso europeista, ma manca un tassello fondamentale: non sono stati nominati alcuni importanti diritti quali quelli attinenti il fine vita, i diritti delle persone omosessuali, la fecondazione medicalmente assistita, il divorzio breve”. Qualche distinguo è arrivato anche da Rosy Bindi, che reputa positivo aprire un dialogo tra forze diverse per dar vita a un governo “di servizio” per il Paese, ma che questo non suoni come “di corresponsabilità” per il passato. “Per molti di noi non è giusto sospendere l’Imu sulla prima casa” ha detto Bindi che però ha assicurando la sua fiducia “pur con tutti i miei dubbi sull’operazione politica”.

Sottoliea la mancanza del tema dei diritti anche il presidente di Sel Nichi Vendola, che su twitter scrive: “Caro Letta, non c’è Europa senza diritti civili. Nel tuo discorso non c’è una parola sul’diritto di avere diritti”. E ancora: “”L’abbraccio con Berlusconi è il peccato originale di un governo che danzerà sul fantasma del conflitto d’interessi”.

Gli esponenti del M5S hanno apprezzato solo qualche passaggio del discorso di Letta, come l’annuncio del taglio degli stipendi per i ministri che sono anche parlamentari e l’abolizione dell’attuale legge sui rimborsi ai partiti. Per il resto dal Movimento 5 Stelle arrivano critiche a quello che è apparso loro un discorso programmatico non realizzabile. “Manca solo la pace nel mondo – ha detto Nuti -. La questione è passare dalle parole ai fatti. La politica ha perso credibilità proprio perchè si è limitata alle parole, e noi perchè dovremmo iniziare a credergli da oggi? Non vedo cosa è cambiato”. Ironico il commento della deputata Carla Ruocco: ”Se davvero attuano questo programma annunciato mi dimetto: che ci resto a fare in Parlamento? Davvero ci sono tante proposte che sono pronta a firmare con il sangue. Dal reddito di cittadinanza alle misure di perequazione fiscale. Purtroppo temo che anche questa volta si tratterà solo di parole. Fino ad ora i fatti hanno solamente scritto la storia di un’Italia tristissima: anche per questo non potremo mai dare una fiducia cieca a quelle che saranno solo chiacchiere”.

Un duro attacco al nuovo premier è arrivato durante il dibattito in Aula sulla fiducia dal deputato del M5s Andrea Coletti: “Presidente Letta, visto il ministro dell’Interno scelto o che è stato costretto a scegliere – ha detto facendo riferimento ad Alfano – sembra il governo della trattativa Stato-mafia, il governo del bavaglio alla magistratura”. E ancora, un governo che fornirà “il salvacondotto a Berlusconi”. Colletti ha puntato il dito anche contro “l’intreccio familistico” richiamando il legame di parentela tra Enrico e Gianni Letta. “Il vostro governo – ha tuonato – è una mano di vernice su una parete ammuffita. E’ inutile mettere facce nuove quando sulla parete c’è la muffa. La soluzione è rimuoverla non passarci sopra una mano di vernice. Questo siete voi: una mano di vernice su un muro rovinato dalla muffa”. Alle opinioni espresse dal Movimewnto 5 Stelle Letta Letta ha ribattuto durante replica al dibattito sulla fiducia: “Sono rimasto colpito e dispiaciuto dal vedere che non è stato ripreso il mio riferimento alla Convenzione per le riforme. Lo ribadisco, continuo a essere fermamente convinto di quello scongelatevi, dobbiamo consegnare riforme in un arco di tempo certo e dobbiamo farle tutti”. 

In Aula Giorgia Meloni ha confermato che il gruppo di Fratelli d’Italia non voterà la fiducia al governo Letta, che si è formato solo per garantire “una mera gestione del potere” e per far tornare l’Italia alla “prima Repubblica”. “Se tutti ti danno ragione – ha aggiunto facendo riferimento alle parole pronunciate dal premier qualche ora prima – o sei Gesù o ti stanno prendendo in giro”. Per la Lega quello di Letta è stato un discorso in chiaroscuro: “Bene sull’Expo e sul Senato delle Regioni – ha detto il segretario Roberto Maroni -. Ma molto deludente nei passaggi più attesi dalla Lega, macroregione e tasse da lasciare nelle regioni. Su questi temi daremo battaglia”. “Un libro dei sogni. I soldi dove li prende?”, è il commento di Umberto Bossi, che però ha assicurato “Non gli facciamo la guerra”.