Dalla tangenziale di viale Regione Siciliana, fino alla centralissima via Dante, a due passi dal teatro Politeama, dalla residenziale Viale Strasburgo, fino a via Roma, passando per lo storico mercato del Capo e arrivando fino al lungomare di Sferracavallo. Un itinerario turistico di rara bellezza al momento circondato dell’immondizia. Perché Palermo è oggi una città letteralmente schiacciata dai rifiuti. Venti gradi all’ombra e un cattivo odore che attanaglia la città, dovuto ai cumuli di immondizia che accerchiano i cassonetti stracolmi, invadono i marciapiedi e occupano stabilmente le corsie delle strade in cui circolano, o dovrebbero circolare, gli autobus. Arriva la primavera e con essa le prime carovane di turisti, ma il capoluogo siciliano non offre certo immagini degne di foto ricordo. Un’emergenza rifiuti da codice rosso, tra le più gravi degli ultimi anni. Complice anche l’aumento repentino delle temperature, che ha saturato l’aria del centro palermitano, dove nei pressi delle discariche a cielo aperto si respira odore nauseabondo. Una situazione critica che va avanti da settimane ma che oggi diventa tragica: il tribunale ha infatti decretato il fallimento dell’Amia, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti in città.

Una notizia che era nell’aria da mesi, dopo la scoperta dei gravi buchi nel bilancio della società. La sezione fallimentare del tribunale di Palermo ha quindi messo fine al lavoro dei tre commissari di Amia, Sebastiano Sorbello, Francesco Foti e Paolo Lupi, pesantemente attaccati nei giorni scorsi dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “In tre anni di gestione commissariale abbiamo avuto perdite per 90 milioni di euro”, ha denunciato il sindaco, rieletto per la quarta volta un anno fa. L’Amia verrà affidata adesso a tre curatori fallimentari, il bolognese Paolo Bastia, il romano Andrea Gemma e il palermitano Mario Serio: da oggi al 15 di giugno decideranno cosa fare della società, assicurando nel frattempo l’attività dell’azienda nella gestione dei rifiuti. Una gestione ritardata nelle ultime settimane dalle continue assemblee sindacali degli oltre duemila dipendenti. Poi si dovrà decidere cosa fare.

Orlando ha annunciato che il comune è disponibile a prendersi carico direttamente della raccolta dei rifiuti in città. “Nel frattempo – ha detto il sindaco – voglio invitare i dipendenti a proseguire con il loro impegno e lavorare anche sull’arretrato dei rifiuti da raccogliere”. La raccolta però continua a procedere a singhiozzo: “Negli ultimi giorni sono stati raccolte 1.200 tonnellate di rifiuti al giorno, 400 più del solito”, ha spiegato il primo cittadino. Ma la muraglia di immondizia disseminata lungo le strade principali del capoluogo siciliano ha continuato ad ingrandirsi. Il peggio però potrebbe ancora arrivare. La discarica cittadina di Bellolampo infatti potrebbe saturarsi entro fine mese. Come dire che anche se ripartisse a pieno ritmo la raccolta, poi non si saprebbe dove mettere la spazzatura rimossa dagli angoli delle strade. “I tecnici stanno valutando quale posto possa essere idoneo per un nuovo sito dove conferire i rifiuti”, ha annunciato Orlando. Ma c’è anche chi ha fatto addirittura cenno all’uso di un termovalorizzatore. Secondo l’assessore all’Ambiente Giuseppe Barbera sarebbe infatti “compatibile, in termini ambientali, energetici, economici, solo se preceduto da interventi molto rigidi e precisi di raccolta differenziata e separazione tra tipologie di rifiuti”.

Ad oggi però più che la differenziata, i rifiuti sono stati eliminati in modo molto più diretto: il fuoco. Già nei giorni scorsi parecchi roghi erano divampati nei pressi delle montagne di spazzatura che ormai circondano anche i monumenti storici. Solo nella notte tra domenica e lunedì decine di cumuli di spazzatura sono stati dati alle fiamme, e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in una cinquantina di casi. E mentre l’emergenza rifiuti non offre proprio il volto migliore del capoluogo palermitano, nel centro storico riesplode anche un altro allarme: quello legato alle rapine. Nelle ultime settimane sono infatti aumentate a dismisura le denunce per rapina nel centro storico: anche dieci casi per sera in un solo quartiere. Le forze dell’ordine hanno individuato una gang, composta da una mezza dozzina di rapinatori, che danno la caccia soprattutto agli smartphone di ultima generazione. Prede preferite soprattutto i turisti (colpiti anche in pieno giorno) e i giovani. Che tra l’allarme immondizia e il pericolo rapina sono praticamente i primi a pagare le conseguenze dell’emergenza cittadina.