Manca una settimana all’elezione del nuovo presidente della Repubblica e tra restroscena e ipotesi – c’è anche quella che vedrebbe Pierluigi Bersani salire al Colle con il placet di Silvio Berlusconi – cominciano a delinaersi i primi percorsi. Il segretario del Pd, dopo il faccia a faccia con il Cavaliere, ha incontrato l’altra metà della alleanza di centro destra nella persona del segretario della Lega Nord, Roberto Maroni. “E’ stato un incontro di cortesia. Non abbiamo fatto nomi per il Quirinale, abbiamo parlato solo di criteri. La discussione si è spostata subito sul governo, che per noi va fatto subito, data la crisi del paese” ha spiegato il capogruppo del Carroccio Massimo Bitonci, al termine dell’incontro con la delegazione del Pd per trovare un nome condiviso sul prossimo capo dello Stato. Con Bersani c’erano anche il vicesegretario Enrico Letta e i capigruppo Roberto Speranza e Luigi Zanda. Il presidente della Lombardia invece era accompagnato da Giancarlo Giorgetti e, appunto, da Bitonci.

Nelle dichiarazioni post incontro Bersani (“bene, bene, bene. E’ stato un buon incontro, si è parlato solo di Quirinale”) si esclude dalla corsa, rispondendo non una battuta ironica alle avances di Berlusconi: “Io al Colle? Penso solo ai colli piacentini”. Stessa cosa fa D’Alema, che dopo aver incontrato Renzi dice: “Io non sono candidato. La trattativa è in mano a Bersani”.

Il faccia a faccia Bersani-Maroni è servito per chiarire la posizione del Carroccio. “Sul governo la Lega tratta col Pdl. Sul presidente della Repubblica siamo liberi, la Lega è in autonomia” ha poi sottolineato Bitonci. “Con Bersani abbiamo fatto una battuta sul suo nome per il Quirinale, di cui abbiamo letto stamani sui giornali. Abbiamo sorriso tutti quanto su questo” ha aggiunto. “Il presidente della Repubblica è importante, ma il governo lo è di più. Noi siamo pronti a fare subito un governo di coalizione. Da vedere se sarà a guida Bersani”. 

“L’incontro con la Lega si iscrive in una serie di incontri organizzati dal segretario e con i capigruppo per l’elezione della presidenza della Repubblica e solo per questo: di Governo non si è parlato” ha confermato il capogruppo del Pd in Senato Luigi Zanda. E’ stato un incontro “di carattere metodologico e c’è l’auspicio, condiviso dalla Lega che l’elezione del presidente della Repubblica sia eletto con una maggioranza ampia”. Nell’incontro, ha detto Zanda ad una domanda su questo punto, “non sono stati fatti nomi, nessuna rosa. Pensiamo che questo possa avvenire in una fase più vicina al 18”.”Bene, bene, bene. E’ stato un buon incontro – ha dichiarato Bersani – Si è parlato solo di Quirinale”. E proprio sull’ipotesi di una sua elezione ha proseguito: “Io al Colle? Penso solo ai colli piacentini”. Pier Luigi Bersani ironizza così sulle voci che lo danno nella rosa dei candidati alla presidenza della Repubblica.

BOOKMAKERS – Intanto per l’elezione del presidente dellaRepubblica, il bookmaker inglese Stanleybet mette in pole position l’ex premier Romano Prodi dato a 1.70. A seguire in lavagna si attestano l’ex presidente del Senato Franco Marini, bancato a 4.00, ed Emma Bonino (5.00), che era già stata proposta per l’incarico al termine del mandato di Ciampi. A breve distanza si piazzano altri due volti noti della politica italiana: Gianni Letta (6.00), che nel 2006 era stato candidato del centrodestra sempre per l’elezione presidenziale, e Giuliano Amato, offerto dai quotisti di Liverpool a 7.00.

Più improbabile, stando ai pronostici britannici, sarebbe la proclamazione di Luciano Violante. Testa a testa tra il primo Ministro uscente, Mario Monti, e Massimo D’Alema. Stanleybet ritiene invece piuttosto irrealizzabile l’eventualità di un’affermazione per il neo-presidente del Senato Pietro Grasso, per l’ex ministro berlusconiano Franco Frattini e per il Presidente della Bce Mario Draghi. Ancor meno credibile, secondo Stanleybet, sarebbe l’ipotesi che i voti convergano sull’ex premier e capo della coalizione di centro-destra, Silvio Berlusconi. In basso, sulla lavagna degli esperti bookmaker inglesi, si colloca poi il ministro della Giustizia del Governo Monti, Paola Severino. A chiudere la classifica sono infine il capogruppo del Partito Democratico al Senato, Anna Finocchiaro, e l’ex vicepresidente della Camera, Rosy Bindi, bancate a 50.00 così come Pierluigi Castagnetti e Lamberto Dini.