C’è l’ex corista di Forza Italia. La rappresentante di lista del Pdl. Quello che simpatizza col partito ma qualche critica la butta lì. La signora anziana e distinta che si fa il segno della croce quando il pullman passa per piazzale Loreto. Età media avanzata. Un’idea in comune: Silvio ha bisogno di sostegno. Viale Monza 137, davanti alla sede milanese del Pdl. Ore 6 e mezza passate da poco, si parte. Tutti a Roma per la manifestazione del Pdl. Davvero tutti? Una signora è delusa: “Questo pullman è mezzo vuoto”. Appena 22 persone. “Ce n’è un altro davanti però”, ribatte la sua compagna di viaggio. Che qualcosa non andasse come previsto nei numeri si intuiva già ieri, quando l’impiegata che prendeva le prenotazioni al telefono non nascondeva un invito: “Porti pure chi vuole, c’è ancora posto. Anzi se porta qualcuno è meglio”. Non si preoccupa più di tanto il capo pullman, che dalla prima fila di posti garantisce: “Due bus da viale Monza e altri due da piazza Cairoli. E poi due treni, un Italo e un Frecciarossa”. Giusto per non scontentare nessuno.

Due signore scontente, a dire il vero, ci sono. Scendono da un altro pullman quando si fa sosta all’autogrill di Modena Ovest. “Mi hanno detto che sui treni non c’era più posto. Ci sono saliti solo i dirigenti del partito e qualche imbucato“. Le dà corda l’amica: “E noi allora racconteremo che in viaggio ci siamo divertite”. Tutto è gratis poi, tranne il cibo. Un bell’incentivo per andare a sostenere Berlusconi, per andare a protestare contro i magistrati. Una protesta che non convince il signore in quarta fila: “È controproducente alzare i toni contro i giudici. Il problema non è la magistratura, ma la successione a Berlusconi. Finché non si fanno le primarie…”. Lui, simpatizzante non iscritto al partito, ha trovato su Il Giornale il numero per prenotare il viaggio. Anzi, la “gita”, come gli scappa di dire. Non ha portato la moglie?: “No, lei è grillina”.

Anche del Movimento 5 Stelle si parla sul pullman. Sugli sprechi ha ragione Grillo, sentenzia l’ex corista di Forza Italia, appassionata di bridge ed ex moglie di un venditore di Rolex. “Non vorrei che ora finiscano come la Lega. Quando entrano in parlamento diventano tutti uguali”. Il mantra anti Pm non tira più di tanto. Bisogna insistere un po’ con la rappresentante di lista, 76 anni e vedova di un industriale decaduto: “Sono due le categorie di persone che non pagano mai per quello che fanno. I magistrati e i matti. Mio marito l’ha ammazzato un giudice corrotto che gli ha fatto fallire l’azienda”. Lei non crede alle storie su Ruby e bunga bunga: “Quelle cose lì il Berlusca non può neanche farle. L’hanno operato alla prostata”. A Roma per protestare contro i pm? “Se vogliamo cambiare l’Italia dobbiamo fargli forza perché lui ha i mezzi per cambiarla”, precisa lei, il trucco curato e la collana in mostra. “Sono iscritta al Pdl. Mi hanno chiamato per chiedermi se volessi prenotare per Roma”. E fa leggere con orgoglio gli sms con cui di solito il partito le ricorda gli eventi, come la festa in corso Como per festeggiare la vittoria elettorale in Lombardia. “Parteciperà anche Berlusconi”, era scritto. Ma il Cavaliere poi non c’è andato.

Cambia posto una signora anziana ed elegante. È lei che ha fatto il segno della croce appena partiti, in piazzale Loreto. Paura dell’autostrada? “No, io ho il duce nel cuore. Qui il popolo italiano ha fatto una cosa terribile, peggio delle tribù africane. Urinare sul suo cadavere…”. E Berlusconi che c’entra? “Conoscevo bene mamma Rosa. Parlava sempre di Silvio, di quanto era bravo: lavava i piatti e metteva la cera. Paolo non lo nominava mai”. Famiglia bene di Milano, la signora conosce di persona anche Mario Mantovani, neo vice presidente della Regione. “Mi ha mandato una lettera con un pacco di volantini. Li ho portati negozio per negozio, senza buttarne per terra nessuno. Non mi piace vedere i nostri volti finire calpestati”.

Sosta all’area di Arezzo. Sul pullman parcheggiato acconto hanno appeso al finestrino una bandiera del Pdl. Sul nostro no, sono spuntate solo un paio di spille. L’unico volto riconoscibile è quello di Luciano Silighini Garagnani, presidente lombardo dei promotori della libertà di Michela Vittoria Brambilla. Meglio non rivolgergli la parola, prima che si accorga che qualche mese fa l’hai intervistato mentre presentava a Saronno una simil mostra con le foto di Berlusconi bambino (video). Un’iniziativa che non gli è valsa la candidatura alla Camera allora. E un posto sul treno oggi. Con i suoi 37 anni abbassa la media. Poi ci sono due ragazzi poco più che ventenni. “Si sono iscritti i genitori di un amico. E abbiamo dato il nome anche noi”. Pure voi contro i Pm? Risponde l’altro: “Non contro di loro. Ma a sostegno di Berlusconi. Tutte le volte che non lo batte politicamente, la sinistra cerca di eliminarlo con tutti i suoi organi. Il braccio della stampa. E il braccio giudiziario”. Otto ore di viaggio. Il pullman arriva al parcheggio. Una bandiera a testa e uno striscione. Poi via a piedi verso piazza del Popolo. Qualcuno mugugna: “Siamo in pochi. Una volta non era così”. E verso la piazza si avvicinano anche bandiere di Forza Italia. Quelle di una volta.

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