Ognuno la pensi come vuole, ma a noi di Articolo 21 questi due Presidenti delle Camere piacciono.

Ancor più dopo aver letto le” pacate reazioni” del Giornale. La Boldrini è definita ‘Comunista, giustizialista, arrogante…’, non hanno aggiunto ‘pure donna’, forse per non esagerare…
In effetti la Boldrini è davvero una strana signora, una che ha difeso gli ultimi, i rifugiati politici, quelli che dovevano essere presi a fucilate dalla guardia costiera, una che ha alzato i toni con le guardie padane e con i loro cani da guardia. Forse è anche giustizialista, nel senso che ha senso di giustizia e pensa che persino i neri e i gialli, persino il cittadino ‘clandestino’ abbia diritto ad essere curato ed assistito. Per lei non c’è differenza alcuna tra una immigrata nipote di Mubarak ed una immigrata figlia e nipote di sconosciuti. Questo è sicuramente un sintomo di arroganza!

Pietro Grasso, stando ai giornali di famiglia, ha il difetto di essere stato un pubblico ministero e questo lo rende comunque persona sospetta, a prescindere, come avrebbe detto Totò. Per aggravare la sua posizione ha voluto strafare e, nel discorso inaugurale, ha anche osato auspicare una commissione di inchiesta contro le stragi impunite. Questa volta ha davvero esagerato, perché mai andare a rovistare in quei cassetti, meglio evitare di imbattersi in carte scomode e magari in personaggi ancora in circolazione.

Al di là del fango scagliato dalla banda del conflitto di interessi, a noi ha invece fatto piacere la loro decisione di ridare memoria della strage di via Fani e degli agenti ammazzati, ed anche il significativo saluto che hanno voluto inviare alle migliaia di ragazze e ragazzi che sabato hanno riempito Firenze per partecipare alla Giornata della Memoria, indetta da Libera, e dedicata alle vittime della mafia e delle stragi.

Forse anche questo riferimento ha disturbato le orecchie degli amici degli amici.

A questo proposito ci permettiamo di ricordare alla presidente Boldrini che, nei cassetti della Camera, giace una pronta di legge firmata da Fabio Granata e dal sottoscritto che prevedeva la istituzione, il 21 marzo di ogni anno, della Giornata della Memoria contro le mafie, da tenere in tutta Italia con iniziative capaci di coinvolgere milioni e milioni di donne e di uomini.

La proposta partì da Libera e fu sottoscritta da centinaia di familiari di magistrati, di poliziotti, carabinieri, giornalisti, sindacalisti, cittadini ammazzati dai mafiosi. Quella proposta non fu mai approvata perché non piaceva alla maggioranza di allora, perché ‘noi non facciamo favori a Don Ciotti’, perché Libera non piaceva e non piace a chi marcia contro i tribunali e recluta i propri giardinieri tra i mafiosi conclamati.

Dal momento che le maggioranze sono cambiate e che su proposte come questa non ci sarà certo divisione alcuna (o almeno vogliamo sperarlo) tra Pd, Sel, 5 stelle e persino Monti, forse ora sarà davvero possibile dare una risposta positiva alle attese di chi lotta contro le mafie, sempre, comunque, dovunque.

Che il 21 marzo del 2014 possa diventare una vera e propria Giornata dell’orgoglio costituzionale e dell’impegno contro le mafie, di ogni natura e colore.