Poco meno di un anno fa, era il giugno del 2012, da portavoce Unhcr (Alto Commissariato dell’Onu per i rifugiati) accusava il governo di non prendere le distanze dalle politiche di respingimento degli stranieri. Laura Boldrini, presidente eletta alla Camera, è nata a Macerata il 28 aprile 1961. Laureata in Giurisprudenza alla Sapienza Università di Roma nel 1985, ha lavorato in Rai, sia per la televisione sia per la radio. E’ giornalista.

Nel 1989 ha cominciato la sua carriera all’Onu lavorando per quattro anni alla Fao, dove si occupava della produzione video e radio. Per il suo impegno come portavoce Unhcr, nel maggio 2009, subì un duro attacco dall’allora ministro della Difesa, Ignazio La Russa. Durante una manifestazione elettorale a Milano l’allora coordinatore Pdl sulla questione respingimenti disse: “O è disumana – e io l’accuso -, perché pretende che li teniamo per mesi rinchiusi nei centri per poi espellerli, oppure è criminale perché vuole eludere la legge e vuole che una volta in Italia scappino e si sparpaglino sul territorio”. In quell’occasione La Russa ha definì l’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati ”uno degli organismi che non contano un fico secco, finché la stampa non decide che conta…  Boldrini è nota per essere un esponente di Rifondazione Comunista e porta il cognome di un noto capo partigiano, rispettabilissimo, per carità”. 

Dal 1993 al 1998 ha lavorato al Programma Alimentare Mondiale (WFP) come portavoce per l’Italia e dal 1998 al 2012 è stata Portavoce dell’Alto Commissariato per i Rifugiati per il quale ha coordinato anche le attività di informazione in Sud-Europa. In questi anni si è in particolare occupata dei flussi di migranti e rifugiati nel Mediterraneo. Molte le missioni in luoghi di crisi dalla ex-Jugoslavia all’Afghanistan, dal Pakistan al Ruanda, dal Caucaso al Congo. La neo presidente è  Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2004 e ha ricevuto il Premio giornalistico alla carriera Addetto Stampa dell’Anno del Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti  nel 2009. Alle elezioni politiche italiane del 2013 Laura Boldrini è stata candidata alla Camera dei Deputati nelle circoscrizioni Sicilia 1 e 2 e Marche come capolista di Sinistra Ecologia Libertà. 

Da portavoce dell’Unhcr ha più volte messo in guardia i cronisti sull’uso della parola ‘clandestino‘ per indicare i migranti giunti sui barconi sulle coste italiane: viaggi che in molti casi hanno esiti letali. “Quando si bolla un migrante come clandestino non è un problema di semantica ma si compie una scelta politica”, ha sempre detto, “è ovvio che chi fugge da una guerra o una persecuzione non abbia il tempo di portare con sé un documento”. Dichiarò di essere scesa in campo perché “indignata dalla politica come tanta altra gente in Italia” e perché “non ci si può limitare a lamentarsi”.

Laura Boldrini è la terza donna, dopo Nilde Jotti e Irene Pivetti, ad essere eletta Presidente della Camera nella storia repubblicana. E’ la seconda volta che l’assemblea di Montecitorio sarà guidata da una donna che proviene dalla sinistra: Jotti dal Pci, Boldrini è stata eletta con Sel. Pivetti era della Lega.