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L’umanità è stretta in un cortocircuito letale: occorre che la parte migliore esca allo scoperto

Non si può dilapidare questo tesoro immane per la prevalenza di egoismi umani così biechi e orribili
L’umanità è stretta in un cortocircuito letale: occorre che la parte migliore esca allo scoperto
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Siamo in uno di quei momenti della storia in cui l’umanità deve ritrovare la bussola per trovare la rotta di un rinnovato senso di umanità. Sembra di vivere tempi di un grande spaesamento e allora bisogna ritrovarsi per centrare nuovo equilibri, prima nel nostro io e poi tuffandosi nel noi.

Nel mondo sta prevalendo, prima di una sua possibile definitiva decomposizione che necessita però della realizzazione di un’alternativa, una delle peggiori fasi della politica e dell’economia. Liberismo letale, capitalismo morente, consumismo predatorio, politica mediocre e intimamente corrotta e suddita di un sistema di potere. I sintomi di questa gravissima patologia di sistema sono evidenti: guerre, armi, ingiustizie, violenze, denaro, potere aggressivo, egoismi, distruzione del bene comune a vantaggio di interessi privatistici.

Gli effetti collaterali di questo brutale e orribile sistema sono connessi gli uni agli altri: guerre, colonizzazioni, sfruttamento, sopraffazione, povertà, distruzione dell’ambiente, cambiamenti climatici, migrazioni, disuguaglianze, violenze, insicurezza, diritti negati, stati autoritari, criminalizzazione dei diversi che non sono allineati, fascismi vecchi e nuovi.

Il neo fascismo è in realtà il prodotto di un sistema politico ed economico marcio, che oggi ha le vestigia dell’autorità costituita ma anche la violenza sempre più diffusa generata da un sistema malato in cui l’informazione di sistema diventa benzina e lanciafiamme allo stesso tempo.

Il quadro è davvero preoccupante e, quindi, bisogna agire e saper agire controcorrente e sappiamo bene come sia difficile nuotare e rimanere in superficie quando la corrente spinge fortemente dall’altra direzione.

Dobbiamo ritrovarci rapidamente, dando un senso alto alla vita, nei valori che ci fanno ritenere degni della specie umana senza dovere ineluttabilmente certificare, altrimenti, il fallimento della razza umana. Per salvare vita, pianeta e dignità individuale e sociale bisogna ricostruire soprattutto il rapporto e l’equilibrio tra esseri umani, esseri viventi e natura. Questo ritengo sia il punto centrale, quello che in costituzione viene definito il “pieno sviluppo della persona umana” che non è il fallace progresso consumistico predatorio, ma è la ricerca della felicità umana con quello che di immenso la vita e la natura ci hanno donato.

Nella lotta tra il bene e il male il nodo è il conflitto tra amore e odio, tra morte e vita. L’intelletto ci dovrebbe servire per discernere, sapere, ragionare, decidere, ma se la testa non ragiona bene, smette di essere collegata al cuore e soprattutto se il cuore non inietta sentimenti buoni, il circuito umano diventa sempre più tossico rischiando di divenire letale.

La violenza crescente, l’odio bulimico, aggressività e rancore, la soppressione di animali, la distruzione della natura, l’eliminazione di altri esseri umani, è la dimostrazione del cortocircuito letale dell’umanità. Ma i popoli, come la storia insegna, per reagire al declino, hanno anche bisogno di guide e riferimenti.

È necessario che ognuno faccia quindi la sua parte impegnandosi sempre di più, non possiamo lasciare il presente e il futuro politico nella mani dei Trump, Netanyahu, Putin, Zelensky, e a scendere dalle nostre parti agli assai mediocri politici politicanti della nostra epoca che stanno producendo per le loro colpe e le loro scelte rigurgiti fascisti sempre più preoccupanti, come Vannacci dimostra.

Credo e voglio credere che nel paese, nel mondo, nelle nostre comunità, l’umanità sia migliore, ma non può essere un valore meramente consolatorio, per lasciarci momentaneamente più sereni. Bisogna rendere protagonista sempre di più questa umanità differente. Si deve uscire allo scoperto, bisogna ritrovarci, indicare la strada, percorrerla insieme, provare a salvare la bellezza della vita e del pianeta.

Non si può dilapidare questo tesoro immane per la prevalenza di egoismi umani così biechi e orribili, non lasciamo che l’orrore di questa perduta umanità comprometta non tanto quello che noi sappiamo essere bello e diverso ma quello che meritano di conoscere e di vivere, con le più profonde emozioni, le future generazioni. Il più alto gesto d’amore è oggi lottare senza paura per preservare la gioia e la bellezza soprattutto per chi verrà dopo di noi.

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