Colpo di scena al processo contro Bradley Manning, la “talpa” che ha fornito a Wikileaks centinaia di migliaia di documenti segreti del Pentagono e del dipartimento di Stato. Il caporale americano si è infatti dichiarato colpevole di dieci capi di accusa e sta ora al giudice militare deciedere se accettare la sua offerta di colpevolezza che in ogni caso lo porterebbe a scontare 20 anni di prigione.

Così facendo potrà ottenere un alleggerimento dall’accusa. Manning si è infatti dichiarato non colpevole di “avere aiutato il nemico”, il più grave dei 22 capi d’accusa sollevati contro di lui, per cui rischiava in teoria la pena di morte ma più concretamente l’ergastolo.

Manning è rinchiuso nelle carceri militari americane dal maggio del 2010, accusato di aver trasmesso a Wikileaks informazioni segrete, tra cui documenti sulle missioni militari in Iraq e Afghanistan. L’avvio del processo davanti alla Corte marziale è previsto per il prossimo 3 giugno.