Piazza Duomo a Milano stracolma per il comizio di Beppe Grillo. Dopo Torino e la “sua” Genova, il fondatore del Movimento 5 stelle vince anche la scommessa milanese e parla di fronte a una piazza gremita. In streaming su YouTube lo seguono 35mila persone. Dopo la canzone del Movimento 5 stelle (“Riconosco il bene o il male con il Grillo parlante”), il comico sale sul palco e scandisce: “Arrendetevi! Siete circondati dal popolo italiano”. Rivolgendosi alla ‘vecchia politica’, Grillo prosegue: “Arrendetevi e vi prometto che non useremo violenza su di voi, vi accarezzeremo come si fa con i malati di mente. Dovete andarvene finché siete in tempo”.

Venerdì 22 febbraio Grillo chiuderà la campagna elettorale in piazza San Giovanni a Roma – la piazza che di solito viene scelta dal centrosinistra per eventi simbolici e manifestazioni – dove potrebbe a sorpresa manifestarsi Adriano Celentano, anche se la moglie Claudia Mori ha smentito. Comunque il “Molleggiato” che più volte ha manifestato il suo appoggio a Grillo e al suo Movimento, ha lanciato oggi un inno contro l’astensionismo “Se non voti ti fai del male”. Sul palco milanese sale invece il premio Nobel Dario Fo autore insieme a Grillo e a Gianroberto Casaleggio del libro “Il grillo canta sempre al tramonto” (edizioni Chiarelettere): ”Mi sembra di esser tornato indietro di molti anni, alla fine della guerra mondiale quando c’era tanta gente piena di gioia e con la speranza di cambiare – ha detto commosso Fo, salito sul palco del Duomo nel maggio del 2011 in occasione della vittoria di Giuliano Pisapia alle elezioni comunali – Tutti vogliono sapere che cosa è questa cosa straordinaria, non mollate per favore!”.

Due gli obiettivi contro i quali si scaglia Grillo: innanzitutto “la vecchia politica” considerata “finita”, “morta”, “senza speranza”, poi i media, ritenuti “collusi” con la prima perché “coalizzati” contro il Movimento 5 stelle. E contro i media, il comico è talmente diffidente da scegliere di far salire sul palco solo i giornalisti stranieri relegando i tanto vituperati cronisti italiani il più lontano possibile dalla scena. “Saranno cinque giorni di fuoco – premette Grillo facendo riferimento all’ultima settimana di campagna elettorale – Sui giornali scriveranno che sono un nazista, un pedofilo, un drogato. Ci sottovalutano sempre, poi quando arriviamo rimangono sbigottiti. Sta finendo un’epoca, non hanno capito. Si vogliono coalizzare e zampettano nei talk show. Il Nano – ha detto riferendosi a Berlusconi – è andato in tv per dire che bisogna fare politica per passione. E’ ridicolo, vi rendete conto? Stanno vaneggiando, ma è troppo tardi. Ho fatto 70 comizi: ora però i media giornalisti sono coalizzati per ingannare: il Tg1 sbaglia la data del voto. Il Tgcom si rifiuta di fare panoramiche al comizio di Torino dove c’erano 70mila persone e riprende quattro vecchietti per sminuire l’evento”.

Nessun riferimento al segretario del Pd Pier Luigi Bersani che qualche ora prima, al forum con i lettori de Il Corriere della Sera, aveva provocato Grillo: “Se in Parlamento ci saranno i grillini ci sarà da fare uno scouting per capire se intendono essere eterodiretti o parteciparesenza vincoli di mandato. Non è campagna acquisti ma li testeremo sui fatti”. Un appello del leader democratico ai futuri deputati e senatori del M5S perché considerino la possibilità di “saltare il fosso” e cambiare bandiera. Ma Grillo, o non lo ritiene possibile o preferisce non alzare il livello dello scontro dando già per scontato che qualche eletto possa perdersi per strada. Ultimo messaggio dalla piazza di Milano: ”Non avranno scampo, apriremo il parlamento come una scatoletta di tonno. Arrendetevi finché siete in tempo, non vi faremo del male”