Sempre la stessa accusa, corruzione, ma la provenienza dei soldi questa volta non è la “cassaforte” dell‘Istituto Maugeri ma quella del San Raffaele. Roberto Formigoni, scrive il Corriere della Sera, è indagato con l’imprenditore Pierangelo Daccò, già condannato in abbreviato a 10 anni per bancarotta dell’ente creato da don Luigi Verzè, per quei regali – viaggi e vacanze tra gli altri – che sarebbero arrivati al presidente uscente della regione Lombardia non solo dai fondi neri della clinica pavese, ma anche dalle sovraffatturazioni girate a Daccò dall’ex vice presidente dell’ospedale milanese, Mario Cal. La nuova iscrizione risale ad alcuni mesi fa. 

A fronte di finanziamenti pubblici erogati negli anni dal Pirellone alla vecchia gestione dell’ospedal a Daccò sarebbero arrivati almeno sette milioni. E anche con questi soldi sarebbero stati pagati alcuni benefit al Celeste. Di questi 7-8 milioni, riporta il quotidiano di via Solferino, poco più di 2 milioni sarebbero arrivati al faccendiere con bonifici e oltre 5 milioni in contanti, tramite il sistema di sovrafatturazioni scoperto dopo il suicidio di Cal morto nel luglio del 2010. 

Ad aggravare la posizione di Formigoni, candidato al Senato nella lista Pdl, ci sono alcune testimonianze e una consulenza. Alcuni dirigenti regionali, interrogati, hanno illustrato le delibere regionali in tema di “remunerazione delle funzioni non coperte da tariffe predefinite” ovvero i bonus che il Pirellone, in aggiunta ai fondi già versati per rimborsare le cure mediche prestate agli ammalati, paga alle strutture ospedaliere come riconoscimento di attività d’eccellenza, “in base a 30 parametri che per definizione lasciano ampia discrezionalità”; c’è poi la relazione iniziale del consulente tecnico della Procura di Milano sulle delibere dei finanziamenti regionali degli ultimi anni. Ebbene l’analisi ha evidenziato scelte poco comprensibili e criteri in cui il consulente trovato un “evidente squilibrio”. Che ha portato nelle casse del San Raffaele oltre 400 milioni e in quelle della Maugeri più di 200. “In Regione Lombardia non c’è stata nessuna dispersione di denaro pubblico” dice Formigoni, a margine dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario a Milano. “Se questa notizia è vera – ha proseguito Formigoni – è stato commesso un reato, perché è stata data alla stampa. Il processo per il San Raffaele è già stato celebrato e io non sono stato coinvolto”. 

Formigoni era già stato iscritto per corruzione il 14 giugno scorso – ha ricevuto anche un invito a comparire ma non si è mai presentato davanti ai pm – e poi non molte settimane dopo i pm hanno proceduto anche alla seconda iscrizione per corruzione nello stesso fascicolo sul caso Maugeri di cui è attesa la chiusura dell’inchiesta.