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Dl Sicurezza è legge. Opposizioni cantano “Bella ciao”, poi la destra intona l’inno d’Italia e tutti si accodano. Cdm lampo per il correttivo

Dopo una maratona di tre giorni, la Camera converte il provvedimento: subito dopo il governo approva la norma che corregge il "bonus" agli avvocati per i rimpatri
Dl Sicurezza è legge. Opposizioni cantano “Bella ciao”, poi la destra intona l’inno d’Italia e tutti si accodano. Cdm lampo per il correttivo
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Dopo una maratona di tre giorni, l’Aula della Camera ha convertito definitivamente in legge il nuovo decreto Sicurezza del governo, varato a febbraio dal Consiglio dei ministri. L’ok finale (con 162 sì e 102 no) è arrivato a mezzogiorno di venerdì, nel penultimo giorno utile per la conversione. Il provvedimento però è stato immediatamente corretto con un nuovo decreto-legge: durante l’esame al Senato, infatti, è stato introdotto il contestatissimo articolo 30-bis sul “bonusagli avvocati che ottengono il rimpatrio assistito per i migranti, a cui il Quirinale si è opposto minacciando di non firmare il testo. Così, non essendoci più il tempo per approvare emendamenti, il governo si è impegnato a rivedere la norma in un decreto ad hoc, approvato all’ora di pranzo in un Consiglio dei ministri lampo, che verrà firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella contestualmente alla legge di conversione. “Ci sono dei precedenti in passato di correzioni fatte contestualmente all’approvazione del decreto, quando non c’erano i tempi per la conversione. Quindi non ci vedo un precedente pericoloso. Chiaramente avremmo preferito procedere correggendo in corsa, ma questo avrebbe fatto decadere il decreto e avrebbe creato non pochi problemi”, ha detto la premier Giorgia Meloni, rispondendo alla stampa a margine del Consiglio europeo informale a Cipro.

Il voto finale è arrivato dopo una seduta fiume notturna terminata alle 7:36, che ha visto 106 interventi in Aula, di cui 58 del Partito democratico. Alla ripresa dei lavori, alle 11:30, le opposizioni hanno intonato “Bella ciao” e sono intervenute ricordando il 25 aprile: la capogruppo del Pd Chiara Braga è intervenuta con un fazzoletto dell’Anpi al collo. Al momento del voto i deputati di centrosinistra hanno alzato dei cartelli con scritto “La nostra sicurezza è la Costituzione”; quelli di maggioranza invece hanno iniziato a cantare l’inno d’Italia, seguiti da tutto l’emiciclo che si è alzato in piedi, ad eccezione del gruppo della Lega. Alla domanda sul perché, il leader del Carroccio Matteo Salvini ha risposto polemico: “Siamo qua per il decreto Sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l’inno nazionale ma quelli cantano Bella ciao, mi sembra una mancanza di rispetto”, ha commentato.

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