Caschetto da operaio, fazzoletto dei quattro mori, tuta verde: la sua immagine è ben riconoscibile al di là della Sardegna. Quasi una divisa per un personaggio simbolo. Circa un anno fa, ospite televisivo a “Servizio pubblico” di Michele Santoro, aveva zittito l’ex ministro leghista Castelli (“non rompere i co…”, lo apstrofò) con uno sfogo urlato sulla “polveriera” Sulcis. Ora Antonello Pirotto, 51 anni, cassintegrato e sindacalista dell’Eurallumina di Portovesme è candidato alla Camera con la lista Rivoluzione civile del magistrato Antonio Ingroia. Il suo è il secondo posto per la Sardegna subito dopo il leader, primo in tutta Italia.  

Quello di Pirotto si aggiunge all’altro nome mediatico, Antonello Zappadu, il fotografo gallurese autore di numerosi scoop sulla residenza isolana di Berlusconi, Villa Certosa.

“Nessuna forza politica finora ha mai avuto il coraggio di candidare operai, persone semplici, Ingroia invece sì”, spiega Pirotto a ilfattoquotidiano.it. È appena uscito da una riunione, impegni sindacali, come sempre da 25 anni. “Finora forse si è pensato che solo i notabili, o i funzionari di partito potessero rappresentare le istanze della gente comune, ma in realtà non è così. Solo chi vive sulla propria pelle il disagio sa di cosa si parla e può far qualcosa”. Pirotto è cassintegrato da circa quattro anni, insieme ai suoi quasi 300 colleghi. Ora per l’Eurallumina, spenta dal 2009, si spera in una ripartenza con i russi della Rusal, ma ci sarà ancora da aspettare tra mille incognite. “Agogno il giorno in cui riprenderò il mio vero posto di lavoro – dice ancora Pirotto – baratterei subito un posto sicuro in Parlamento con il mio, nessun dubbio a proposito. Purtroppo non è così”.

Racconta di non aver mai avuto nessun incarico politico, né come consigliere comunale, né segretario di nessun partito. Il suo unico impegno in cui si è dimostrato infaticabile e onnipresente è quello sindacale, di rappresentanza di base con la Cisl. In prima linea in quasi tutte le manifestazioni di protesta e di solidarietà a studenti e lavoratori, nell’Isola e nella capitale. “Non ho mai avuto finora ambizioni di politica attiva, ma in questi anni di lotte, per il Sulcis e per la Sardegna ho capito che questa scadenza elettorale e di vitale importanza e posso portare il mio contributo a nome di tutte le vertenze. Quelle di cui non si parla più: da Porto Torres a Ottana”. Il leader di Rivoluzione civile l’aveva contattato da tempo, ma solo ieri l’operaio ha sciolto le riserve e dato l’ok: “È stato un periodo di riflessione, soprattutto sulla mia persona e sul ruolo che ho avuto in questo periodo, poi la scelta e ora non si torna indietro”.

La sua casella è di quelle preziose, il nome che circolava nei giorni scorsi era quello di Elias Vacca, avvocato algherese e già deputato PdCI. Poi l’ufficialità per Pirotto, decisa come sempre a Roma.