Silvio Berlusconi, candidato-imputato, chiede la sospensione del processo Ruby fino a dopo le elezioni. L’istanza presentata dal suo legale Niccolò Ghedini è solo l’ultima tappa di un conflitto decennale combattuto nelle aule di giustizia. Dal processo per le tangenti alla Guardia di Finanza a quello sui diritti Mediaset che è costato al Cavaliere una recente condanna in primo grado, tra elezioni, richieste di legittimo impedimedimento per impegni politico-istituzionali e interruzioni dovute ai vari “lodi” immunizzanti, i tempi della politica si sono spesso sovrapposti a quelli della giustizia. 

TANGENTI GUARDIA DI FINANZA. Fu l’avvocato Carlo Taormina, legale del generale della Guardia di finanza Giuseppe Cerciello, a chiedere il 17 febbraio 1996 la sospensione per motivi elettorali del processo per le tangenti pagati dalla Fininvest a militari delle Fiamme gialle, che vedeva imputato anche Silvio Berlusconi. Il clima della campagna elettorale, sosteneva l’avvocato e futuro sottosegretario, avrebbe potuto ledere la serenità dei giudici. Ma il Tribunale di Milano respinse la richiesta.

PROCESSO SME. E’ il lodo Schifani, “antenato” del Lodo Alfano sull’immunità delle più alte cariche dello Stato, a determinare la sospensione del processo Sme-Ariosto il 30 giugno 2003. Lo decide il tribunale di Milano su richiesta dei pm, che avevano sollevato l’eccezione di costituzionalità del provvedimento, che prevedeva che le cinque più alte cariche dello Stato non potessero essere processate durante il loro mandato. Compreso il presidente del consiglio, incarico allora ricoperto da Silvio Berlusconi. La posizione di Berlusconi viene stralciata dal processo. Il 14 gennaio 2004 la Consulta dichiara incostituzionale il Lodo Schifani. Il processo riparte, e alla fine Berlusconi ottiene la prescrizione per il reato di corruzione e l’assoluzione per il falso in bilancio, “non più previsto come reato”.

PROCESSO LENTINI. E’ ancora il lodo Schifani a determinare la sospensione, in Corte d’appello a Milano il 29 marzo 2003, del processo per l’acquisto del calciatore del Milan Gigi Lentini, secondo l’accusa in parte con fondi neri. Berlusconi ne uscirà poi per prescrizione.

PROCESSO MEDIASET. La campagna elettorale si avvicina e i processi a carico di Silvio Berlusconi rischiano di diventare un ”argomento che gli avversari politici possono usare strumentalmente”. Con queste motivazioni, il 25 febbraio 2008, i legali dell’ex premier Niccolò Ghedini e Piero Longo  chiedono la sospensione del processo sui presunti fondi neri di Mediaset. I giudici della prima sezione penale di Milano accolgono la richiesta, rinviando il processo al 21 aprile. Berlusconi è poi condannato a 4 anni di reclusione in primo grado per frode fiscale il 26 ottobre 2012. 

PROCESSO MILLS. Sempre alla vigilia del voto del 2008, i legali di Berlusconi presentano la stessa richiesta di sospensione anche per il processo Mills. Il 7 marzo i giudici della 10/a sezione del tribunale di Milano decidono di sospendre il processo fino al 18 aprile, con la motivazione che sia Berlusconi sia i suoi due avvocati ”partecipano alla competizione elettorale”, ma aggiungono la necessità di “tempi tecnici” per allestire un interrogatorio in videoconferenza dell’avvocato inglese David Mills.  Il processo, che vede Berlusconi imputato di corruzione in atti giudiziari, subisce anche lo stop del Lodo Alfano (che poi, come il lodo Schifani, sarà dichiarato incostituzionale). Il lodo determina lo stralcio della posizione di Berlusconi da quella dell’avvocato inglese. Mills alla fine sarà prescritto, con una sentenza che però reputa accertati i fatti contestati. Stessa sorte, il 25 febbraio 2012, per Silvio Berlusconi, grazie ai benefici della legge ex Cirielli.