Il processo del cittadino Berlusconi continua. I giudici di Milano hanno respinto la richiesta di sospensione del processo Ruby avanzata dai difensori dell’ex premier. “La richiesta non può trovare accoglimento”, spiega il presidente Giulia Turri nelle motivazioni dell’ordinanza, letta dopo oltre quattro ore di camera di consiglio. Quanto invece alla richiesta di rinviare l’udienza odierna per una riunione del Pdl secondo i giudici la riunione “non è riconducibile all’attività parlamentare in senso proprio o in senso lato”. In questo senso non si può applicare il legittimo impedimento e l’assenza di Berlusconi è legata “a una sua scelta personale”. Secondo i giudici “la partecipazione del cittadino all’attività politica” non rappresenta di per sé un motivo per sospendere il processo fino alle elezioni. E Ruby, come chiesto dalla difesa, non sarà testimone. Oggi tra accusa e difesa la “partita” è finita in parità: se da una parte le udienze proseguiranno, e la sentenza potrebbe arrivare poco prima delle elezioni, dall’altra parte agli atti del processo rimarrà la versione della marocchina su i suoi rapporti con l’ex premier: “Mai sesso con Silvio Berlusconi”. 

La difesa – Come previsto i legali di Silvio Berlusconi questa mattina avevano chiesto il legittimo impedimento per motivi elettorali e in contemporanea la richiesta di sospensione del procedimento del processo Ruby, quello in cui l’ex presidente del Consiglio è imputato per concussione e prostituzione minorile. La difesa aveva chiesto la sospensione in quanto l’ex premier è capo della coalizione del Pdl. L’avvocato Ghedini aveva formalizzato l’istanza ai giudici di Milano spiegando che ieri sono stati depositati tutti i simboli e che per i capi della coalizione da oggi è aperta la campagna elettorale e pertanto il legittimo impedimento per il leader del Pdl non è solo per oggi ma è generale e copre tutto il periodo elettorale. Anche oggi, come la scorsa udienza, tra accusa e difesa è stato scontro

La difesa aveva poi chiesto al collegio, presieduto da Giulia Turri, di valutare “dal punto di vista tecnico e di opportunità” la sospensione del procedimento. Ghedini aveva richiamato da un lato “precedenti specifici” di casi analoghi in cui i giudici milanesi hanno ritenuto di rinviare i procedimenti “con sospensione della prescrizione” e dall’altro ha fatto notare che “per il capo della coalizione oggi è impossibile seguire lo svolgimento del procedimento” in regime di ‘par condicio‘ dal momento che “i processi hanno una eco mediatica”. Con la richiesta di bloccare i processi, la difesa aveva chiesto anche la sospensione dei termini di prescrizione e ha ricordato che, in un’analoga situazione, in passato vennero fermati i processi Ariosto (Sme e Imi-Sir) e Mills. A sostegno della loro richiesta, avevano depositato una lettera firmata da Angelino Alfano che convoca per oggi una riunione a Palazzo Grazioli per discutere sulla campagna elettorale.

Gli avvocati di Berlusconi, dopo la rinuncia a sentire Ruby come teste, hanno chiesto di convocare come ulteriori testimoni l’attore George Clooney, l’ attaccante del Real Madrid Cristiano Ronaldo e altri 4 testi, tra cui anche la mamma della giovane marocchina. Su queste richieste i giudici decideranno nella prossima udienza fissata per il 21 gennaio, mentre da programma la requisitoria dei pm dovrebbe essere fissata per il 28 gennaio, con la parola alle difese il 4 febbraio. Clooney e Ronaldo erano già stati citati nella lista dei testimoni della difesa dell’ex premier e i difensori si erano riservati di decidere se convocarli o meno dopo la testimonianza di Ruby. Oggi dopo la rinuncia a sentire la giovane marocchina, i difensori hanno formulato la richiesta di ulteriori testi, tra cui proprio il calciatore e l’attore americano, ai quali aveva fatto riferimento Ruby nei verbali in fase di indagini.

L’accusa – Ilda Boccassini aveva espresso la contrarietà dell’accusa alla sospensione: “Il processo non può essere sospeso per una campagna elettorale. Questa richieste non è una questione di diritto che si deve affrontare in Tribunale, ma è una questione di opportunità politica”. Secondo il procuratore aggiunto la norma sul legittimo impedimento “è molto chiara” e va applicata laddove non può essere garantita la presenza dell’imputato in aula. In questo caso, per il procuratore aggiunto di Milano, l’imputato “ha sempre scelto di non presentarsi” e il legittimo impedimento “non si applica neanche nelle situazioni minimali quindi questo processo vada avanti”. L’obiettivo, per l’accusa, è quello di “un giusto processo in termini ragionevolmente brevi”. Berlusconi ”non è  il segretario politico nazionale del partito, perché è Alfano, e non è nemmeno il candidato premier. La riunione di oggi tra l’altro si svolge nella sede privata di Berlusconi, a palazzo Grazioli”. L’avvocato Ghedini è intervenuto per spiegare che “Palazzo Grazioli non è l’abitazione privata di Berlusconi, ma una sede del partito”.

Il procuratore aggiunto aveva ribadito anche oggi (come aveva fatto lo scorso 10 dicembre, ndr) che la difesa dell’ex premier ha messo in atto nelle ultime udienze del processo “un’attività per procrastinare il dibattimento e per arrivare alla campagna elettorale”. Infine, il pm aveva anche voluto far notare che “l’imputato ha scelto ed è un suo diritto di non partecipare alle udienze del processo, se non quando è venuto per dichiarazioni spontanee ed oggi la difesa chiede di sospendere il processo per la campagna elettorale, questione solo politica”.

Il pm Boccassini ha poi chiesto ai giudici del Tribunale di Milano di acquisire la registrazione dell’intervista a Berlusconi andata in onda l’8 gennaio scorso nel programma Otto e Mezzo. In quell’occasione l’ex premier aveva affermato di non avere mai detto che Ruby era la nipote di Mubarak, all’epoca presidente dell’Egitto. Una richiesta a cui ha replicato Ghedini, convinto che le dichiarazioni resa dall’ex premier nel corso della tramissione “non hanno valenza probatoria”. Anche in questo caso, il tribunale deciderà nella prossima udienza del 21 gennaio se acquisire l’intervista.

Ruby – Intanto dopo il Natale in Messico e il Capodanno a New York e aver fatto, di conseguenza, saltare l’udienza del 10 dicembre con lunga scia di polemiche, Ruby era arrivata in aula. La ragazza marocchina, cuore del processo perché ospite da minorenne delle serate ad alto tasso erotico di Arcore e invano spacciata per la nipote dell’ex presidente egiziano Hosni Mubarak, la scorsa udienza non si era presentata in aula per testimoniare scatenando l’ira del procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini: “Questa è una strategia per dilatare i tempi, del processo per arrivare alla campagna elettorale” aveva affermato il magistrato provocando la reazione degli avvocati del Cavaliere, Niccolò Ghedini e Piero Longo. 

I difensori, a sorpresa, avevano anche dichiarato di essere disponibili a rinunciare a sentire la giovane marocchina come teste “se anche il Pm è d’accordo”. La scorsa udienza la pubblica accusa aveva chiesto ai giudici di dichiarare decaduta la testimonianza di Karima El Mahroug, ma il collegio aveva respinto l’istanza ritenendo la ragazza una testimone importante. L’esame della teste “non è superfluo né irrilevante” avevano affermato i giudici. La difesa del Cavaliere ha proposto quindi alla procura di “consentire al deposito dei verbali” delle dichiarazioni rese finora dalla giovane marocchina. Ruby non testimonierà e dopo la lettura dell’ordinanza è stata congedata. Saranno acquisiti quindi i verbali integrali degli interrogatori resi dalla giovane marocchina durante le indagini. Ruby aveva negato di avere avuto rapporti intimi con Silvio Berlusconi ed è questa, di conseguenza, la versione definitiva che viene ‘consegnata’ al processo.