“Avrei voluto un programma in alcuni punti più coraggioso, una svolta più radicale”. Con queste parole, il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, esprime al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli le sue perplessità sulla lista del Professore. La critica di Passera non si limita ai contenuti, ma anche alla forma: “Mi è dispiaciuto non rivedere richiamato con più forza, anche nei simboli, il concetto di Agenda per l’Italia“.

Per il ministro si tratta di un’occasione persa: “Avevo dato la mia disponibilità a candidarmi, senza pretese di ruoli”. Poi però “hanno prevalso le posizioni di Italia Futura, di Montezemolo, di Riccardi, di Casini. Ho preso atto e me ne sono tirato fuori”. Una rinuncia dolorosa, che però, sottolinea Passera, non comporterà un voltafaccia: “Non farò mancare il mio sostegno a Monti e non accetterei mai di candidarmi contro di lui”. In mattinata, peraltro, Silvio Berlusconi ha smentito le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, escludendo “nella maniera più decisa” che Passera possa essere il candidato premier del centrodestra.

Una delle principali lacune dell’Agenda, secondo il ministro, sta nella poca trasparenza sul tema delle imposte: “Dev’essere chiaro l’impegno a ridurre le tasse, va alleggerito il carico fiscale per le famiglie con redditi bassi e con figli e per le imprese che investono in innovazione e internazionalizzazione e assumono”. Passera si dice contrario a nuova patrimoniale e ritiene che la spesa pubblica vada “ripensata e tagliata con interventi strutturali profondi”, mentre sui costi della politica sostiene sia necessario “incidere più in profondità”.

Nonostante le critiche, Passera difende con forza l’operato del Professore: “Ha portato forte innovazione nella politica del Paese sia nel metodo che nello stile”. Alle elezioni, però, è convinto che la vittoria andrà al centrosinistra: “Sulla base delle proiezioni ad oggi, vincerà bene Bersani, ma servono maggioranze forti per affrontare alla radice i problemi del Paese”, sottolinea il ministro, auspicando la formazione di “una coalizione forte con il raggruppamento di Monti che garantisca la governabilità del Paese almeno in questa fase ancora difficile”.