Tre milioni di euro al mese, cioè 100mila euro al giorno a Veronica Lario. In cambio, la rinuncia a chiedere la “violazione del dovere di fedeltà coniugale”. Finisce con questo accordo il matrimonio tra Silvio Berlusconi e la sua seconda moglie. A stabilirlo, come racconta questa mattina il Corriere della Sera, è una sentenza della nona sezione civile del tribunale di Milano. La causa di separazione non consensuale, avviata il 3 maggio 2009, a pochi giorni dalla partecipazione dell’allora premier alla festa per i 18 anni di Noemi Letizia a Casoria, si conclude dunque con il valore dell’assegno di mantenimento fissato per legge in modo da assicurare alla moglie lo stesso tenore di vita del periodo di convivenza, ma non solo: la sentenza contiene anche indicazioni “patrimoniali”. A Berlusconi resta la villa di Macherio (valore stimato 78 milioni), quella in cui Veronica ha vissuto per tutta la vita. E che, nel 2010, ha preferito lasciare. Il fattore decisivo che ha permesso di sbloccare l’istanza, comunque, è stato proprio la rinuncia a chiedere la “separazione con addebito all’altro coniuge di un comportamento cosciente e volontario contrario ai doveri nascenti che derivano dal matrimonio”. Veronica, per molto tempo, non si era dimostrata intenzionata a rinunciare a questo aspetto, anche perché la richiesta di divorzio nasceva da quello che definì “ciarpame senza pudore” riferendosi alle candidature di giovani ragazze alle elezioni europee del 2009. La separazione resta “non consensuale“, ma evidentemente la sentenza è frutto di un accordo tra le parti.

La sentenza non toccherebbe invece gli assetti societari delle aziende del Cavaliere e nemmeno gli equilibri tra le quote dei figli di primo letto (Marina e Piersilvio) e quelli avuti da Veronica (Barbara, Eleonora e Luigi). Secondo le indiscrezioni trapelate nel corso delle udienze, questo era uno dei nodi che ostacolavano l’accordo tra i coniugi, per la volontà della Lario di proteggere i suoi tre figli. 

La richiesta iniziale di mantenimento presentata dagli avvocati della Lario a quelli di Berlusconi era di  43 milioni di euro l’anno. La controfferta oltre dieci volte inferiore: “Non più di 300mila euro l’anno”. Ora, in campagna elettorale, con voci di nozze imminenti con la 28enne Francesca Pascale, il Cavaliere ottiene la separazione a condizioni molto vicine a quelle chieste dalla – ormai – ex moglie. A questo punto l’ipotesi di un nuovo matrimonio per l’ex premier non è impossibile, visto che la legge stabilisce che il divorzio decorre dall’udienza presidenziale nella quale è stato emesso il provvedimento di autorizzazione dei coniugi a vivere separati. Udienza che, nel caso Berlusconi-Lario, è avvenuta nel maggio 2009.