In caso di vittoria alle politiche vuole concordare con Mario Monti un ruolo per il premier, perché ritiene “debba continuare ad avere un ruolo per il nostro Paese“. Non ha aggiunto dettagli più specifici Pierluigi Bersani sulla eventuale ‘collocazione’ dell’attuale presidente del Consiglio. Ma in conferenza con la stampa estera ha aggiunto che “il giorno dopo le elezioni, se toccasse a me, il primo colloquio vorrei farlo con Monti per ragionare assieme. Non posso dargli io la destinazione d’uso”, ha sottolineato. “Il suo ruolo si discute e si decide assieme, vedrà anche lui”, ha ribadito. E sull’ipotesi di caos al Senato a causa dell’attuale sistema elettorale, ha spiegato che “non ci sarà ingovernabilità sia per i numeri sia per la politica perché in qualsiasi condizione numerica siamo disponibili ad un dialogo con le forze del centro europeiste e costituzionali”.

Il segretario del Pd ha commentato anche l’intervento di Silvio Berlusconi, che si è detto pronto a ritirarsi nel caso di candidatura di Monti. “Berlusconi non è tornato, cerca solo di farlo, ma non vincerà – ha detto il leader del centrosinistra -. Sembra paradossale, ma Berlusconi ci aiuterà a rendere chiaro dove vuole andare l’Italia“. Il segretario del Pd inoltre, in un’intervista alla Welt, è infatti convinto che “gli italiani daranno il loro giudizio e questo si chiamerà Europa. La vera sfida di queste elezioni è il rinnovo della democrazia italiana, che ha diversi avversari: il populismo, Berlusconi, la Lega Nord e Beppe Grillo“. 

Poi ha parlato di economia e ha osservato che per salvare il Paese è necessario un “urgente bisogno di investimenti” anche dall’estero e “l’austerità deve essere accompagnata da misure per incentivare la congiuntura”. Convinto sostenitore della linea europeista, Bersani aggiunge di non volere “piacere agli italiani, ma ottenere la loro fiducia, anche perché con loro voglio parlare chiaro. Chiederò – ha aggiunto – uno sforzo per assicurare all’Italia una posizione di primo piano nella casa comune europea”. Il candidato alle elezioni ha inoltre precisato che, nonostante le misure di austerity siano necessarie, “stiamo tutti sullo stesso treno, anche la Germania e la Grecia. Ci sono scompartimenti più comodi ed altri meno confortevoli, ma viaggiamo tutti nella stessa direzione, verso il negativo. Non si può andare avanti così, il continente più forte del mondo non può diventare anche il problema per il mondo intero. Da solo non si salva nessuno. Molti pensano che le cose andrebbero meglio se ci si liberasse dei più deboli”.

Il segretario Pd, nell’intervista alla Welt, spiega poi che per favorire la crescita economica l’Italia ha “urgente bisogno di investimenti” anche dall’estero, poiché “la cultura industriale ha in Italia un’antica tradizione” e sottolinea che “il mondo vuole l’Italia e noi dobbiamo dargliela. Siamo famosi per i prodotti di punta dell’artigianato e della meccanica. Potrei addirittura scommettere che alcune fabbriche producono oggi una birra migliore di quella dei loro concorrenti in Germania”. E promette che in campagna elettorale parlerà’ del futuro dell’Italia, “senza raccontare favole”.