Si chiama Nelli Scilabra il nuovo Assessore alla Formazione della Regione Sicilia, classe ’83, professione studentessa, segni particolari da tanti anni in prima linea nella rappresentanza degli studenti. Scelta dal governatore Rosario Crocetta nel difficile compito di rivoluzionare la formazione professionale nella regione. Compito dalle tante difficoltà visto l’importanza di un assessorato che gestisce miliardi e interessi di tanti potenti, che in questi anni al posto di costruire una prospettiva è stato cassaforte di prebende e di voti. Sapevate che la Sicilia è l’unica regione d’Italia a non avere una Legge quadro sul diritto allo studio?

Si scatena un polverone, soprattutto a sinistra, dove si fa gara alla cattiveria più grande.

Non si capisce perché in una terra dove gli amministratori troppo spesso vengono arrestati, dove sono in troppi quelli che lavorano per la mafia, o per i loro affari (basti solo pensare che la vecchia assemblea parlamentare contava 1 indagato su due).

Adesso si punta il dito su una giovane donna che è cresciuta sulle barricate a pane e politica. Adesso sono le competenze che contano, visto che quelli di prima erano dei premi Nobel, iniziando a fare l’esame del sangue alla Scilabra.

La retorica degli “sfigati, mammoni, bamboccioni” viene recuperata per attaccare la Scilabra- colpevole di essere fuoricorso “ancora all’Università”, e come direbbe Martone “è una sfigata”. Poco importa che la Scilabra rappresenti proprio la generazione perduta dimenticata nei parcheggi delle Università del sud, ma rappresenta anche quei ragazzi che al posto di emigrare hanno deciso di lottare con passione. Tutti all’Università conoscono Nelli, chi diffida, chi l’ama e chi no, ma tutti apprezzano passione e intelligenza.

C’è di più. La Scilabra è rappresentante degli studenti in Senato Accademico, dove siede con Rettore e Presidi, possiamo dire che laurearsi, e magari, ottenere un dottorato le sarebbe venuto molto semplice? Al posto di avere una bassa media, condividere una casa con studenti fuorisede, perdere tempo nel rappresentare gli sfigati al posto di costruirsi una posizione. Beh, questa Scilabra sembra una pazza. Sorridiamo, ma dovremmo incazzarci, quando l’Università è il luogo dove si diventa professore se sei figlio di professore, dove le borse di studio non sono assegnate perché non ci sono i fondi, in un Paese dove la figlia del Ministro del Lavoro vince i concorsi grazie alle sponsorizzazioni della Fondazione diretta dalla mamma potente.

Adesso un “autorevole” professore, un dinosauro dell’Università si permette di giudicare come se il mondo fosse sempre la sua aula d’esami: il Professore Fiandaca si permette di dire che “chi spende tempo nell’associazionismo studentesco non è uno studente modello”. Certo perché la Vostra Università è ancora quella dei soldatini di latta con il numero, quelli che stanno zitti, davanti alla spartizione di cattedre e all’abuso dei privilegi. Per fortuna che avete fatto il ’68 verrebbe da pensare.

Mi fa imbestialire che non si riesca a mettere al centro il profilo della Scilabra, studentessa e donna. Più di un simbolo, un’amministratrice che viene dal mondo reale, da quel mondo che l’assessorato dovrebbe servire e rappresentare. Sento sempre che bisognerebbe riportare i contadini e gli operai in parlamento, che il problema dei sindacati è troppo spesso quello di non avere sindacalisti che vengono direttamente dal mondo del lavoro. Allora non capisco se uno studente, anzi una leader degli studenti, diventa Assessore di quel mondo che tanto ha combattuto e che tanto è ostile alle nuove generazioni quale è il problema? Poi ci commuoviamo quando i nostri giovani sono disoccupati, quando sono costretti a emigrare, lacrime di coccodrillo.

Diamo una possibilità alla Scilabra, anzi mettiamoci al fianco della studentessa fuoricorso, come l’Italia intera d’altronde, per recuperare la strada perduta.

E tu cara Nelli non dimenticare da dove vieni, e non perdere mai di vista dove devi arrivare. Come avrai capito su di te tante attenzioni, non solo critiche e attacchi, ma anche le speranze di una generazione bisognosa di un’opportunità. In bocca al lupo.