In arrivo un’altra proroga temporanea dello sconto accise sul gasolio, poi aiuti mirati solo per chi ha redditi bassi. Buio sulle coperture
Il governo prende tempo sui carburanti. A Palazzo Chigi si è tenuta una riunione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per decidere come muoversi a fronte della corsa delle quotazioni durante il controesodo estivo. Per mercoledì alle 18 è previsto un nuovo Consiglio dei ministri, che però si limiterà a prorogare per alcuni giorni – “fino a settembre”, ipotizza Salvini – lo sconto complessivo di 17 centesimi sul gasolio in scadenza alla mezzanotte di mercoledì, per consentire all’esecutivo di mettere a punto un intervento più mirato.
Dopo aver speso dall’inizio della guerra in Iran circa 2,5 miliardi per concedere sconti generalizzati, si raschierà quindi il fondo del barile per tirare a campare ancora un po’. Con l’obiettivo di arrivare poi a una misura “concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno dello Stato”, dicono le veline di Chigi, per rendere l’intervento “più efficace e selettivo” rispetto al taglio lineare delle accise adottato a partire di marzo e sempre confermato. Che è notoriamente regressivo, cioè aiuta di più le fasce più ricche. E’ noto da tempo che una parte della maggioranza, tra cui il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e l’omologo all’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, spinge appunto per aiuti mirati che potrebbero essere convogliati sulla card Dedicata a te di cui sono titolari 1,2 milioni di famiglie con Isee non superiore a 15mila euro.
La partita extraprofitti
Sulle coperture è buio fitto. Lunedì la Commissione Ue, dopo che cinque Paesi tra cui l’Italia hanno chiesto di discutere al prossimo Ecofin uno schema comune sulla tassazione degli extraprofitti energetici, ha ricordato l’ovvio: il fisco “rientra nelle competenze degli Stati membri che possono agire sulla base della legislazione nazionale”. Il governo Meloni continua però a chiedere un intervento coordinato, “l’unico strumento in grado di garantire equità e neutralità competitiva: facendo contribuire in egual misura tutte le aziende petrolifere ed energetiche che operano nel mercato unico Ue, si evita di creare discriminazioni commerciali e si protegge la competitività del sistema industriale nazionale”. Fonti di Palazzo Chigi fanno quindi sapere che l’Italia continua a portare avanti la propria iniziativa su questo tema e la risposta della Commissione non sposta nulla: a differenza della missiva che l’Italia indirizzò al commissario Hoekstra il 3 aprile scorso insieme ad altri quattro Stati membri, stavolta la lettera è stata inviata alla presidenza irlandese di turno alla guida del Consiglio Ue e “la discussione attiene al dialogo politico sovranazionale tra Stati membri”. E dal portavoce della presidenza irlandese è arrivata una mezza apertura: “I governi di tutta Europa prestano giustamente grande attenzione agli sviluppi sui mercati dell’energia e al loro impatto sulle famiglie, sulle imprese e sull’economia nel suo complesso. Il Tánaiste, vicepremier e ministro delle Finanze, discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per dare seguito alle questioni sollevate nella loro lettera”. Ma va ricordato che per decidere in Consiglio sui temi fiscali serve l’unanimità.
Prezzi ancora in salita
Intanto i prezzi continuano a salire, nonostante lo sconto in vigore. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il prezzo medio del self service sulla rete stradale è di 2,015 euro al litro per la benzina – con le accise standard – e 2,136 per il gasolio. In autostrada la benzina arriva a 2,091 euro al litro e il gasolio a 2,207 euro, ma si segnalano picchi addirittura oltre i 3 euro al servito su alcune tratte autostradali. Per il gasolio si tratta del terzo giorno consecutivo sopra quota 2,2 euro in autostrada.
Le reazioni
“Sugli aumenti il governo non sa cosa fare e procede a tentoni“, commenta il senatore di AVS Tino Magni. “Tutte le misure tampone fino ad ora adottate non solo non sono servite ad abbassare i prezzi, ma sono state pagate pure dagli italiani alla pompa. Una doppia beffa per i cittadini, un guadagno per i petrolieri. Domani il Consiglio dei Ministri approverà l’ennesima misura in vista del rientro dalle ferie, e niente di più. Ennesimo regalino alle società energetiche che invece andrebbero tassate proprio per gli extraprofitti che stanno facendo”.
“La proroga non basta”, aggiunge Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Sarebbe un pannicello caldo, sia perché significherebbe confermare i prezzi monstre di oggi, oltre 2,2 euro in autostrada, condannando gli italiani a una stangata per l’ultimo controesodo di agosto, 1,80 euro in più a pieno rispetto al viaggio di andata del primo weekend di agosto, 2,20 nelle strade normali, sia perché non si interverrebbe sulla benzina che è a un soffio dai 2,1 euro in autostrada”. Dona boccia però anche l’idea di concentrare le misure solo chi ha più bisogno, consigliata dagli organismi internazionali, “perché significa non considerare l’effetto che il caro carburanti ha sull’inflazione, il vero problema economico, spirale evitabile solo abbassando i prezzi dei carburanti per tutti”. “Inoltre”, dice, “dubitiamo che quando il governo parla di fasce di reddito che hanno più bisogno si riferisca alle famiglie con le fasce di reddito più basse, per la semplice ragione che il meccanismo di commisurare lo sconto all’Isee richiederebbe tempi troppo lunghi”.
L’Adoc ricorda che per milioni di automobilisti e famiglie il rientro dalle vacanze rischia di trasformarsi in un “salasso insostenibile”. L’associazione chiede non solo una proroga immediata e un potenziamento del taglio delle accise e il trasferimento di quelle sui carburanti nella fiscalità generale, ma anche la riduzione dell’Iva per benzina e gasolio, l’equiparazione al trattamento previsto per il metano per autotrazione e sostegni diretti alle famiglie a basso reddito. Le coperture? Dalla tassazione degli extraprofitti delle grandi compagnie energetiche e petrolifere.