Eutanasia, analisi genetica preimpianto: se cercate due questioni della quali la partitocrazia farebbe volentieri a meno di discutere, è difficile trovarne di migliori. Poi però ci sono le persone, con le loro storie individuali. E c’è persino l’Europa, o almeno quel poco che basta a aprire varchi nei proibizionismi italo-vaticani.
Già, le persone. Come la coppia affetta da atrofia muscolare che è dovuta arrivare fino a Strasburgo per veder riconosciuto il diritto a provare a mettere al mondo un figlio non colpito dalla stessa malattia. O le persone come Gilberto, che da malato di cancro al fegato ha risposto all’appello dell’associazione Luca Coscioni (A.A.A. malati terminali cercasi) spiega, con le parole più semplici e più vere, perché “uscirebbe sconfitto” nella sua dignità e nella sua stessa concezione della vita se fosse costretto a passare gli ultimi 10 giorni della sua vita in condizioni fisicamente distrutto e non più in grado di intendere e di volere. Per lui non può servire Strasburgo. Semmai la Svizzera, avendo il tempo e trovano i soldi per morire da esiliato dallo Stato Etico Italiano.

E il potere italiano? Il Governo Monti ha pensato bene di fare ricorso contro la sentenza di Strasburgo, invece di dedicare qualche energia a imporre ai centri di fecondazione pubblici di realizzare l’analisi genetica pre-impianto, come imposto dal Tribunale di Cagliari all’ospedale della stessa città (come Radicali abbiamo già coinvolto decine di Parlamentari di ogni colore che hanno sottoscritto una memoria per Strasburgo in opposizione alla scelta del Governo).
Quanto ai partiti, finora sono riusciti a togliere dall’agenda parlamentare il divorzio breve e c’è chi sta persino provando ad arrivare in zona Cesarini per la legge contro il testamento biologico. Nessun capo -candidati alle primarie del centrosinistra inclusi- ha mostrato di accorgersi dei sondaggi che confermano il maggioritario sostegno all’eutanasia legale da parte degli italiani (l’ultimo, di Ipsos, dava al 62% i favorevoli nel nordest, con punte del 70% presso gli elettori della Lega Nord!!). Figurarsi si accorgeranno di Gilberto e delle vittime invisibile della “morte all’italiana”.
Come Associazione Luca Coscioni, insieme a Exit – Italia, abbiamo deciso di lanciare una campagna per l’eutanasia legale, partendo da una proposta di legge di iniziativa popolare sulla quale raccogliere 50.000 firme. Possiamo sospettare che i salotti della disinformazione televisiva non faranno a gara per parlarne, ma magari in Rete può accadere qualcosa di diverso.