Fino al 25 maggio scorso, quando ha deposto in tribunale a Milano per il processo Ruby, di Giuseppe Spinelli non c’era neppure una fotografia. Uomo di fiducia di Silvio Berlusconi dal 1978, per molti anni consulente di Veronica Lario, ha sempre tenuto un basso profilo, tipico del ragioniere, almeno secondo un certo immaginario collettivo: massima riservatezza e attenzione solo alla precisione dei conti. Quando è emerso che era stato delegato dal Cavaliere anche per pagare le cosiddette ‘Olgettine’, cioè le ragazze che abitavano nel residence di via Olgettina e che erano frequentatrici delle serate di Arcore, le ormai celebri “cene eleganti”, i giornalisti lo hanno ribattezzato ironicamente “ragionier Bunga Bunga”, dando così un’immagine meno grigia di quella del professionista sempre chino sui conti.

Non solo i giornalisti avevano però ironizzato sul suo ruolo, anche Nicole Minetti nelle conversazione telefoniche intercettate dalla procura, quando parlava con le altre ragazze del ragioniere lo chiamava confidenzialmente ‘Spinaus’.

Giuseppe Spinelli è così vicino al Cavaliere che gli inquirenti non poterono neppure perquisire il suo ufficio di Segrate in quanto risultava di pertinenza di Silvio Berlusconi come parlamentare. In aula, nonostante gli appellativi scanzonati di Nicole Minetti e dei giornalisti ha mantenuto fede all’immagine del ragioniere: “Eseguivo su disposizioni di Silvio Berlusconi”. Ha raccontato che in 2 anni, cioè nel 2009 e nel 2010, portò circa 20 milioni in contanti ad Arcore. Soldi che monetizzava incassando assegni firmati dall’ex presidente del consiglio che gli dava “disposizioni”. Con l’ausilio della documentazione bancaria raccolta nel corso delle indagini, Spinelli ha spiegato al pm Ilda Boccassini di quando Berlusconi gli chiedeva i contanti da portare alla sua casa di Arcore”. Il ragioniere ha raccontato che nel 2009 avrebbe prelevato in contanti 7.665.000 euro mentre nel 2010 oltre 12.000.000 di euro.

Ha confermato di avere dato a Ruby dalla primavera 2010 al settembre successivo “meno di 10.000 euro in contanti, forse 8.900 euro”. Quindi ha spiegato che un giorno la ragazza venne nel suo ufficio all’improvviso raccontandole che la coinquilina l’aveva picchiata. “Le ho dato 3.000 euro, mi faceva pena, era segnata in faccia”. In precedenza Spinelli, dopo aver parlato con Berlusconi, diede alla ragazza 5.000 euro e invece in altri due casi, dato che la giovane marocchina si precipitò nel suo ufficio senza preavviso, contanti che andavano dai 100 ai 300 euro.

Il sistema di pagamento delle ragazze era collaudato: loro chiedevano il denaro e lui attendeva l’autorizzazione di Berlusconi “lui mi diceva cosa fare e poi preparavo una busta con i contanti per ciascuna”. Quindi ha confermato che la gestione degli appartamenti di via Olgettina era delegata alla Minetti alla quale girava le provviste per i pagamenti ma anche per spese extra come, per esempio, quelle per il dentista. Sui motivi dei pagamenti ha dato una risposta da ragioniere, ovvero da buon esecutore di ordini: “Non mi sono chiesto il perché, per me erano tutte persone senza lavoro”. Infine aveva confermato il prestito di 2.450.000 euro a Lele Mora, denaro prelevato da un conto corrente aperto appositamente nel gennaio 2010 a nome di Spinelli “per far fronte a una richiesta di aiuto” del talent scout.