“Non voglio che vi siano dubbi 
sulla mia correttezza”. Ha scritto ieri sulla sua pagina Facebook l’assessore all’area metropolitana del Comune di Milano Daniela Benelli. “Sono attualmente affittuaria di
 un appartamento di circa 80 mq in via Marcona, con un contratto regolarmente registrato e un
 canone di 12.100 euro l’anno”, ha precisato riguardo a uno degli alloggi affittati a canoni vantaggiosi dall’Istituto dei ciechi a personaggi più o meno noti. A quanto risulta a ilfattoquotidiano.it, però l’affitto è più basso, visto che i 12.100 euro comprendono anche le spese. E i metri quadri non sono “circa 80”, o “un’ottantina” come Benelli ha ribadito questa mattina ad alcuni cronisti che le chiedevano chiarimenti. Ma, da catasto, ben 121.

Con questa metratura, altro che affitto in linea con i valori di mercato, come sostiene l’assessora della giunta Pisapia. Contattata al telefono, Benelli non è più sicura della superficie esatta e si giustifica: “Ho dichiarato in totale buona fede i dati che mi avevano dato a voce. Se mi dicono che sono 100 metri catastali, io deduco che saranno circa 80 metri calpestabili. Sul contratto la superficie non è indicata. Non volevo dare un dato falso”. E poi ci invita a bere un caffè: “Venite a vedere che non vivo in una reggia”. Ricapitoliamo. Il post di ieri sul social network serviva a smentire che il suo canone fosse di soli 4.200 euro all’anno, una cifra circolata sulla stampa perché riportata in un elenco di 139 immobili finito nelle carte dell’inchiesta della procura di Milano sugli appalti del Comune, che lunedì scorso ha portato all’arresto, tra gli altri, del segretario generale dell’Istituto dei ciechi Antonio Picheca. Secondo quell’elenco l’istituto, che è un ente morale di diritto privato, ha affittato alcuni immobili a persone con legami politici che contano: un alloggio alla figlia dell’ex assessore Mariolina Moioli e uno studio al figlio al figlio del prefetto Gian Valerio Lombardi, solo per fare qualche esempio. E poi l’appartamento dell’assessore Benelli, che per dimostrare la spesa annua da 12.100 euro ieri ha pubblicato il bollettino dell’ultimo pagamento.

Ad alcuni cronisti che questa mattina le chiedevano ulteriori chiarimenti, l’assessore ha ribadito quanto scritto su Facebook: “Ho già documentato tutto”. E a chi avrebbe voluto dare un’occhiata al contratto di locazione, ha risposto con fastidio: “E’ una domanda ridicola. Lo faccio vedere alla magistratura, se me lo chiede”. Sarà stata una domanda ridicola, ma dal contratto che ilfattoquotidiano.it è riuscito a visionare è emersa una sorpresa: quell’appartamento è costituito da ben 6 vani catastali e mezzo. E con qualche verifica in più i metri quadrati sono risultati 121. Le spese poi ammontano a 2.500 euro all’anno, salvo conguaglio. Mentre il canone vero e proprio è di 9.600 euro all’anno, che al mese fanno 800 (1.008 con le spese). L’alloggio è al terzo piano di un palazzo nei dintorni di via XXII Marzo. Zona signorile, a un paio di chilometri dalle facoltà scientifiche dell’università Statale e del Politecnico di Milano. Le agenzie immobiliari lì intorno, un alloggio di quella metratura, lo offrono per 1.400-1.500 euro al mese, spese incluse.

Insomma, degli studenti fuori sede farebbero carte false pur di vivere in una casa così al prezzo della Benelli. Ma loro non hanno le stesse conoscenze dell’assessora. Che è pure la seconda volta che si aggiudica un appartamento dell’Istituto dei ciechi. Era già successo nel 2005, con un appartamento in via Mauro Macchi. “Ero in una situazione di emergenza, tramite conoscenze ho preso contatti con l’Istituto”, ha dichiarato al Giornale Benelli, che allora era assessore provinciale nella giunta Penati. Finita l’esperienza in via Vivaio, la stessa dell’Istituto dei ciechi, Benelli (ex Pci, Pds e Pd) si è candidata alle comunali per Sel e il sindaco Pisapia l’ha chiamata in giunta come responsabile di Area metropolitana, decentramento e servizi civici. A fine 2011 la decisione di cambiare casa (“quell’altra era scomoda, quarto piano senza ascensore”). E’ stato lo stesso Istituto dei ciechi – sostiene – a convincerla a prendere l’alloggio di via Marcona: “Con la crisi hanno un alto tasso di morosità, preferiscono affittare a persone di fiducia. Se sono visibili o hanno ruoli istituzionali, è una garanzia in più”. Da qui la stipula di un nuovo contratto registrato all’Agenzia delle entrate il 27 gennaio di quest’anno. Benelli questa mattina diceva che l’immobile richiedeva degli interventi e che chi lo affittava era un ente “con un patrimonio privato da mettere a frutto”. Niente vantaggi da soldi pubblici, quindi. Ma resta quel balletto poco trasparente sui metri quadri dell’immobile. E un canone d’affitto favorevole, impossibile da ottenere se non si hanno i giusti agganci. Reggia o non reggia.