Il presidente della Lombardia ha dieci giorni di tempo per decidere il rimpasto della sua giunta. Roberto Formigoni, che ha dichiarato d volere rimanere fino al 2015, si è detto intenzionato a dare un “forte segno di discontinuità” dopo l’arresto dell’ormai ex assessore Domenico Zambetti con l’accusa di aver comperato voti dalla ‘ndrangheta. In attesa di conoscere la nuova squadra, dove secondo le indiscrezioni pubblicate dal sito del Sole 24 Ore ci sarebbero solo 8 assessori, di cui 5 del Pdl e 3 della Lega, il segretario del Carroccio in Lombardia Matteo Salvini, ha definito la nuova giunta “inutile” aggiungendo che il suo partito non dovrebbe entrarci né dare l’appoggio esterno. Secondo quanto anticipato, sarebbero eliminati tutti gli uomini considerati vicini a Umberto Bossi

La nuova squadra sarà “ridimensionata” (si parla di 8 persone contro i 16 assessori e 4 sottosegretari) e “rinnovata” con un programma di cose da fare che include la riforma della sanità e la legge elettorale. Ai giornalisti il presidente non ha fatto nomi. Non ha detto se si tratterà di un governo di tecnici (come ad esempio spera il consigliere Pdl Stefano Maullu che propone di coinvolgere persone come il presidente di Assolombarda Alberto Meomartini), o se i nuovi assessori saranno scelti fra i consiglieri regionali.

Fra le riconferme, le più probabili sono quelle dell’assessore al Bilancio, Romano Colozzi, il fedelissimo di Formigoni che è responsabile per le materie finanziarie della Conferenza delle Regioni, e quella del leghista Andrea Gibelli, il vicepresidente della Lombardia, anche lui vicino al governatore e a Cl. Improbabile che siano confermati gli assessori indagati (Romano La Russa e Daniele Belotti). Difficile anche la riconferma ad assessore alla Sanità di Luciano Bresciani, il medico di Umberto Bossi, che nei mesi scorsi parte della Lega avevano già chiesto di sostituire. Il Carroccio però punta a mantenere un ruolo da protagonista nel settore Sanità e, secondo il Sole, “punterebbe sul direttore della Asl di Milano Walter Locatelli“. Il Pdl invece “pensa di sostituire il direttore generale della Sanità Carlo Lucchina (finito anche lui nel mirino della Procura di Milano) con l’attuale direttore generale dell’ospedale Niguarda Walter Bergamaschi“.

E anche l’assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo potrebbe pagar caro il suo sfogo contro la diminuzione delle indennità, anche se il quotidiano di Confindustria non lo ritiene fuori dai giochi. Anche se, visto il suo coinvolgimento su Pedemontana e tangenziale di Milano, “potrebbe ricomparire solo in un ruolo dirigenziale”. “Nulla è escluso e nulla è previsto – ha spiegato il presidente – Innanzitutto intendo riflettere e verificare io alcune idee che ho in mente”. Un’occasione per parlare delle sue idee potrà essere l’incontro, probabilmente già lunedì, di Formigoni con il coordinatore regionale del Pdl Mario Mantovani, che ha iniziato ad incontrare assessori e consiglieri regionali.