Un emendamento al ddl anticorruzione presentato al Senato dal Pdl per evitare il sorgere di nuovi ‘casi Fiorito‘, il capogruppo della Regione Lazio coinvolto nello scandalo che ha portato alle dimissioni del governatore Polverini e della sua giunta. Il testo prevede che il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che utilizza contributi politici “indebitamente per finalità diverse o se ne appropria” sia punito con il carcere da 2 a 6 anni. Il segretario del Pdl, Angelino Alfano specifica che la norma è stata pensata “per colpire severamente tutti coloro che, avendo la disponibilità di contributi pubblici, li utilizzano per finalità diverse rispetto alle attività per le quali erano stati erogati o a fini esclusivamente privatistici”. 

Una proposta che tra i banchi dei democratici solleva l’ipotesi della fiducia. “Mi aspetto che il tema sia affrontato con gli strumenti che ha a disposizione, come la fiducia – ha detto Pierluigi Bersani -. E’ stata usata per cose di minor rilievo”, ha sottolineato il segretario del Pd incontrando i giornalisti alla sede del partito al termine di un incontro con Confindustria. “Si è già capito chi non vuole il ddl”, ha sottolineato alludendo al Pdl, “bisogna vedere se il sistema si arrende alla volontà di qualcuno. Spero proprio di no”. E Romano Prodi ha aderito alla petizione di Repubblica.it per l’approvazione del disegno di legge in tempi rapidi.

Dai banchi dell’esecutivo, però, frena però sulla fiducia il ministro Paola Severino secondo cui “è prematuro parlare” perché “in Commissione non sono ancora scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti”. Il ministro ha inoltre espresso apprezzamento per l’impegno mostrato dal presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, “a trattare la materia in tempi brevi”. Berselli, infatti, ha parlato di un lavoro serrato la prossima settimana in Commissione così che il provvedimento possa arrivare in aula a Palazzo Madama il 15 ottobre. “Leggerò gli emendamenti che saranno presentati – ha aggiunto Severino – e confido che il loro esame avvenga in tempi brevi. Vi è interesse perché questo provvedimento venga approvato entro la fine della legislatura”. Severino puntualizza però di non avere “ancora l’emendamento, ne ho solo sentito parlare, ma l’idea potrebbe essere buona”. Interpellata dai cronisti al Senato ha aggiunto che “si tratterebbe di una norma che vorrebbe estendere il reato di malversazione anche a soggetti pubblici che operano nelle Regioni: se così fosse – ha concluso – sarebbe una norma apprezzabile”. Il ministro per la Pubblica Amministrazione e per la Semplificazione Filippo Patroni Griffi ha inoltre precisato: “La proposta sulla fiducia non compete a me e la decisione sarà collegiale. Per la prima volta – ha detto a TgCom24 – proponiamo una politica di prevenzione della corruzione”.

Prioritario invece per l’Italia dei Valori “che la lotta alla corruzione si debba fare introducendo il reato di autoriciclaggio, ripristinando il falso in bilancio, intervenendo su incandidabilità e decadenza dei corrotti da ruoli di rappresentanza politica elettiva, inasprendo le pene, bloccando la corrosione della prescrizione e, soprattutto, mantenendo fermo il reato di concussione per induzione che ora vogliono togliere”.