Ha ucciso una prostituta e poi ha scritto un libro ispirato alla vicenda. La storia è quella dell’aspirante scrittore Daniele Ughetto Piampaschet, 34 anni, di Giaveno (Torino), che è stato arrestato dai Carabinieri per l’omicidio volontario premeditato e l’occultamento del cadavere di Anthonia Egbuna. Il corpo della ragazza fu ripescato a San Mauro Torinese nelle acque del Po lo scorso febbraio. Piampaschet è autore del manoscritto “La rosa e il leone”, ispirato al suo incontro con la nigeriana che si prostituiva tra Carignano e Torino, alla sua storia d’amore e all’assassinio della ragazza.

Secondo le indagini condotte dai Carabinieri – anticipate oggi dal quotidiano La Stampa – l’uomo, avrebbe compiuto l’omicidio a coltellate e avrebbe poi gettato il cadavere nel fiume. Nel manoscritto, tuttavia, parla di un omicidio a colpi di fucile. Il gip Massimo Scarabello, ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del pm Vito Destito, sostenendo che via sia pericolo di fuga e di reiterazione del reato. L’arresto di Piampaschet, eseguito giovedì scorso, è stato già convalidato. Davanti al pm Sandro Destito, che ha chiesto per lui l’arresto per omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Mentre al gip l’uomo ha presentato una memoria scritta in carcere in cui dichiara di aver conosciuto la donna e di aver scritto lui il romanzo, ma di non essere stato lui ad ucciderla.

Le vicende narrate nel racconto scritto da Ughetto e ritrovato a casa della vittima, in cui si racconta la storia di amore per una prostituta, la volontà di farle lasciare la strada e il successivo omicidio, sono parsi agli investigatori un macabro annuncio di quanto poi sarebbe realmente avvenuto. Per le indagini dei carabinieri della Compagnia di Chivasso il 34enne, laureato in filosofia e con una passione per la Nigeria (tanto che era già stato sposato con una donna nigeriana da cui aveva poi divorziato) aveva iniziato a frequentare Anthonia nel febbraio 2011. L’uomo sarebbe stato intenzionato a sottrarre la donna dalla strada, ma – ipotizzano gli inquirenti – qualcosa deve essere andato storto. Traccia di questo intento sarebbe contenuta in alcuni passi del suo racconto: “Lui l’amava e l’amava sempre di più ma lei non voleva saperne di lasciare la strada. Tutti i suoi tentativi di convincerla a cambiar vita erano falliti. E per questo si era trasformata nella sua torturatrice”. Ughetto, secondo i rilievi degli spostamenti effettuati sulle celle telefoniche, avrebbe dato appuntamento alla donna la sera del 27 novembre 2011 – giorno dal quale non risulterebbero più contatti tra i due – vicino al fiume, dove l’uomo l’avrebbe uccisa con oltre venti coltellate gettando poi il corpo nel fiume.