Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni è arrivato alla Fiera di Rimini, sede del Meeting di Cl, dove tra non molto è previsto l’intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti. Al suo arrivo, Formigoni, che al Meeting interverrà mercoledì pomeriggio, è stato accolto da timidi applausi dei militanti. Il popolo di cielle non ha fatto niente per nascondere l’imbarazzo che già nei giorni scorsi aveva riferito davanti alle telecamere del fattoquotidiano.it.

Lui, il celeste, fino allo scorso anno capo assoluto della kermesse più importante dell’anno del popolo giovane, cattolico e consapevole che oltre ai numeri servono i danari, fino all’ultimo non aveva lasciato intendere niente in merito alla sua partecipazione. Sarebbe stato troppo non presentarsi, avrebbe voluto dire chinare il capo. Presentarsi il giorno in cui arriva il presidente del Consiglio Mario Monti, qualche perplessità tra i militanti, l’ha lasciata (la diretta dell’intervento di Monti). Ma Formigoni, da uomo scafato della politica qual è, si è fatto precedere da un comunicato stampa sull’avviso di garanzia che ha ricevuto:  ”Vorrei tranquillizzare l’Idv, il senatore Pedica e tutti i quotidiani e Tv che con fanciullesco servilismo hanno sottolineato che partecipo al Meeting di Rimini pur avendo ricevuto un avviso di garanzia. Ricordo loro infatti – ha scritto  Formigoni – che nei miei 17 anni di presidenza di Regione Lombardia sono stato destinatario di 14 avvisi di garanzia. E bastano meno delle dita di una mano per contare le edizioni del Meeting in cui ho partecipato senza la simpatica dotazione di un avviso di garanzia. Bene – ricorda Formigoni -, i primi 13 avvisi sono tutti finiti nel nulla, con 11 mie assoluzioni in altrettanti processi o senza neppure il rinvio a giudizio”.

Alle 16.25  è arrivato Monti. Il premier è stato accolto dal presidente del meeting Emilia Guarnieri e dal presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini. Alcuni applausi hanno sottolineato l’ingresso in Fiera del premier, ma alcuni giovani hanno anche gridato ‘lavoro, lavoro’. Subito dopo Monti è a colloquio con Formigoni ormai da diversi minuti. Si sono appartati per rimanere lontani dalle telecamere.

Roberto Formigoni, attualmente indagato per corruzione, è il padrone di casa, il leader morale della manifestazione da anni. E da tale si muove. Ma il 2012 non è stato il suo anno più fortunato e i volontari, i tanti giovani che ogni anno accorrono da tutta Italia per partecipare all’atteso meeting sono divisi da giorni tra l’amarezza e la voglia di andare avanti, come a dire: “A noi non importa”. Dall’apertura del meeting alle 11.15 con la santa messa, fino al panel dedicato al martirio in Nigeria o alla discussione con il direttore dell’Irish Times che parla di rock and roll, è stato tutto un balletto di sottintesi e non detti con un popolo di giovani e di appassionati volontari che dalle prime ore del mattino cerca di dimostrare che tutto è normale. Poi l’apertura ufficiale e Roberto Formigoni che accoglie il Presidente Mario Monti, la scena che nessuno si sarebbe mai potuto immaginare. Almeno a questa vigilia.

Il discorso d’apertura con Monti era il lancio più importante, la vetrina che avrebbe dovuto lavare da ogni dubbio e insinuazione l’organizzazione del meeting. Arriva Monti e si parla di Italia, di futuro, di governo tecnico ed alleanze. Così l’intervista in esclusiva per il meeting che il premier tecnico ha rilasciato al direttore di “Tempi”, e che già dalle prime anticipazioni ha riempito le pagine dei giornali. Tentativi più o meno voluti di cambiare scenario aprire sul futuro e dimenticare il passato. Formigoni avrebbe dovuto essere presente solo mercoledì, in un incontro confermato all’ultimo, circa tre settimane, un arrivo toccata e fuga per non disturbare troppo e lasciar confondere le acque. Poi il politico deve aver cambiato idea, perché ad aprire le porte della fiera di Rimini è stato proprio lui, giacca e cravatta.

Una folla di volontari e visitatori allibita, quella che ha accolto Formigoni prima ancora che Monti e il timido applauso per il presidente indagato non è bastato a togliere la sorpresa. Per qualche ora il sole a picco sulla Fiera di Rimini, gli stand degli sponsor che malgrado la crisi ancora riescono ad affollare le sale, era riuscito a confondere il contorno. Maxi schermi, panini, bibite, magliette e inaugurazioni. Perfino un social media team con i pià grandi esperti di comunicazione nel panorama italiano (primo fra tutti Luca Conti, conosciuto dal mondo di twitter come @pandemia), per parlare e twittare ogni ora e raccontare cosa succede al meeting, o meglio per distogliere l’attenzione da quello che potrebbe essere il lato più scomodo.

di Emiliano Liuzzi e Martina Castigliani