Con il governo Berlusconi in agonia tirarono fuori dal cilindro Napolitano, che di lì a breve avrebbe segnato la politica italiana. Oggi la naturale prosecuzione non poteva che portare il nome di Mario Monti. È così che il popolo di Comunione e liberazione cerca di superare il suo anno più difficile, con il loro fu leader indiscusso incastrato in una serie di brutte vicende e inchieste giudiziarie.

Italia tecnica, meeting tecnico: questo è quello che i ciellini si sono detti, dopo aver riposto le speranze di avere con loro niente meno che papa Benedetto XVI. L’imbarazzo formigoniano verrà invece testato mercoledì, giorno in cui il “celeste”, dopo una serie di tentennamenti, aprirà il dibattito sul futuro della Lombardia. Ma basta fare un giro tra i 600 volontari (altri 3 mila sono in arrivo) che in questi giorni hanno allestito i padiglioni della fiera di Rimini, per capire che non si spelleranno le mani. Il fiuto – insieme alla fede e alle fatture – ai ciellini non manca, e sanno bene che in questo momento è bene prendere le distanze. A riabbracciarlo si è sempre in tempo.

La storia di Cl si fa anche senza Formigoni. Sono mancati un bel po’ di quattrini, quello sì, ma era inevitabile: un milione e 100mila euro, dicono dall’ufficio stampa, molti di più a vedere la lista di coloro che si sono ritirati all’ultimo momento: l’anno scorso nove regioni avevano affidato soldi in mano al Meeting, quest’anno ne sono rimaste tre, la Lombardia, ovviamente, l’Emilia Romagna e l’Abruzzo. 

In una lunga intervista al settimanale Tempi il premier liscia il pelo al mondo cattolico e prepara il suo sbarco in Riviera, il primo di un presidente del consiglio in carica da dieci anni a questa parte. “Posso assicurare che il governo non farà mancare al settore, cui riconosce una essenziale funzione complementare rispetto a quella esercitata dalle scuole pubbliche – ha detto – il necessario sostegno economico”.

Domani alle 17 Monti parteciperà all’incontro “I giovani per la crescita” assieme al presidente della fondazione per la sussidiarietà Giorgio Vittadini. Nei giorni successivi, fino a sabato 25 agosto molti ministri passeranno in Riviera. Non mancheranno quello allo sviluppo economico, Corrado Passera, da sempre conoscitore dell’importanza di essere al meeting, da banchiere o imprenditore che fosse, e quello alla Cultura, Lorenzo Ornaghi. Dodici mesi fa il primo era il numero uno di Intesa San Paolo e il secondo era rettore alla Cattolica di Milano: hanno cambiato ambito e mestiere, ma a Rimini ci saranno.

Ci sarà spazio poi per Corrado Clini, ministro dell’ambiente e per Elsa Fornero. La numero uno del Welfare incontrerà il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, giovedì mattina.

E i politici? Pochi. Non è l’anno giusto per loro. Il solito Maurizio Lupi, ciellino di ferro vicino a Berlusconi, Franco Frattini e Gianni Alemanno. Per il Pd arriveranno Enrico Letta, amatissimo dal popolo cattolico, e Vannino Chiti. Comparsate, forse, ce ne saranno. Ma nessun invito ufficiale.

Articolo aggiornato da Redazione Web alle 18.00 del 18 agosto 2012