“Non è che se uno di noi sbaglia è colpa di tutto il movimento”. Giulia è una studentessa all’accademia di Brera. Mentre abbozza un progetto per uno degli stand risponde alle domande su Roberto Formigoni e le inchieste milanesi sulla sanità che lo hanno visto coinvolto. Non se la sente di assolverlo o condannarlo, ma guai a toccare il movimento. E tra i giovani che lavorano alla preparazione del Meeting 2012 di Comunione e Liberazione cresce sempre più la voglia di prendere le distanze dai risvolti delle inchieste milanesi. “Ogni uomo ha la responsabilità di dire di sì o di no alle cose. Non è che far parte di Cl comporti che tu sia automaticamente salvato”.

Il motore dell’evento si è acceso. Seicento volontari sono a lavoro a Rimini per preparare l’edizione di quest’anno, che domenica vedrà Mario Monti aprire i lavori. Rispetto ad aprile scorso, l’ultimo grande incontro ciellino a Rimini, quando lo scandalo era appena venuto a galla e tutti si dicevano fiduciosi rispetto a Formigoni, qualcosa è cambiato. Sara, volontaria anche lei a lavoro tra gli stand della fiera di Rimini, non ha dubbi sulla sua adesione a Cl, ma “la merda c’è ovunque e io non sto nel movimento per le persone che ci sono”.

C’è anche chi ancora difende il governatore, indagato dalla Procura di Milano per corruzione, considerandolo vittima di un ‘accanimento di propaganda’. Tuttavia, spiega Federico, un commercialista brianzolo che non crede troppo alle accuse contro Formigoni, se fossero vere “ciò non sposta niente rispetto all’essere qua, anzi chiede un impegno maggiore a chi si dà da fare”. Insomma “sbagliare è umano”. Eppure sono lontani i tempi un anno fa, proprio alla fiera di Rimini, quando tutti già pensavano Roberto Formigoni con un futuro radioso a Palazzo Chigi.

Del resto le distanze le hanno prese anche già i vertici ciellini. Tutti i volontari fanno infatti riferimento alla lettera del successore di don Giussani, Julián Carrón, che nel maggio scorso ha preso atto che nel movimento qualcosa che non va c’è. “Se Comunione e Liberazione è continuamente identificata con l’attrattiva del potere, dei soldi, di stili di vita che nulla hanno a che vedere con quello che abbiamo incontrato – scriveva il numero uno di Cl – qualche pretesto dobbiamo aver dato”.

Intanto, nonostante la bufera abbattutasi sulla Regione Lombardia, anche quest’anno l’ente guidato da Formigoni ha foraggiato l’evento riminese. Il copione è ormai lo stesso da diversi anni: i finanziamenti partono diretti in Riviera e poi, quando vengono a galla i documenti, una parte dell’opposizione insorge. Già, una parte soltanto, perché il Partito democratico sul tema è sempre stato timido. Almeno questa l’accusa di Giulio Cavalli, regista teatrale e consigliere regionale di Sinistra e Libertà nell’assemblea lombarda. “Non dimentichiamoci mai che Cl in Lombardia non è solo Formigoni. Dentro c’è anche molto Pd e questo rende tutto molto più complicato”, spiega il consigliere a ilfattoquotidiano.it.

Anche quest’anno la giunta ha messo in campo, sotto la voce sponsorizzazioni, 80mila euro per l’evento in programma per una settimana a partire da domenica prossima. Per Cavalli, da anni in prima linea contro questi finanziamenti, quest’anno l’atto della giunta assume un sapore ancora più beffardo. “In un momento in cui Cl stessa ha voluto mettersi in discussione sui propri legami con la politica – conclude Cavalli facendo riferimento alla lettera di Carrón – sarebbe stato un gesto di sobrietà evitare questa sponsorizzazione”.

Oltre a quegli 80mila euro ci saranno anche i soldi delle società partecipate dalla Regione. Tra tutte, l’azienda ferroviaria Trenord, anche quest’anno presente in Riviera. “Il conto che presenteremo in aula sarà quello totale”, assicura Cavalli. Ma nella lotta in aula probabilmente ancora una volta non ci sarà il Pd. “Escluso Pippo Civati, con cui siamo stati convergenti, il Pd è sempre stato molto timido”.

Ma è la Lega Nord di Bobo Maroni, secondo il consigliere, a non aver fatto niente per bloccare quelle sponsorizzazioni che molte altre regioni invece da quest’anno hanno preferito evitare. A parole i lumbard hanno sempre criticato quel fiume di soldi per la Riviera. Ma poi in giunta hanno sempre sottoscritto. “Quello è un atto firmato dal leghista Andrea Gibelli. Lo stesso Gibelli – attacca Cavalli – che dice che il governo si è scordato di Mantova dopo il terremoto. Perché i soldi per il meeting non li destinano alla ristrutturazione di una chiesa danneggiata dopo il sisma? Forse ne sarebbe più felice anche don Giussani“. Poi il consigliere vendoliano, anche se non può provarlo, avanza un sospetto: “Il dubbio vero è che, più che una sponsorizzazione, sia il dazio per essere invitato al Meeting“, dice Cavalli. Il governatore lombardo infatti inizialmente non avrebbe infatti dovuto parlare, per la prima volta in 33 anni. Questo almeno fino a pochi giorni fa, quando il nome del presidente della Lombardia è stato inserito in un dibattito previsto per il 22 agosto.