La Procura della Repubblica di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sulla sanità pugliese per i due fratelli e imprenditori Gianpaolo e Claudio Tarantini, per l’ex direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, “lady Asl”, per la fisiatra barese Sabina Ilaria Tatò e per il direttore della clinica ortopedica del policlinico di Bari Vittorio Patella. La richiesta dell’accusa è arrivata al termine delle indagini sugli affari connessi al sistema sanitario pugliese. In totale gli indagati sono 15, con accuse che a vario titolo vanno dall’associazione per delinquere, alla corruzione e istigazione alla corruzione, peculato, turbativa d’asta, falso materiale e ideologico, truffa e frode in pubbliche forniture.

Gli altri dieci imputati che compariranno dinanzi al giudice per le indagini preliminari di Bari sono Antonio Colella, all’epoca dei fatti capo area gestione patrimonio della Asl di Bari; Francesco Lippolis, direttore amministrativo della stessa Asl; Michele Vaira, funzionario della Asl di Bari; Antonio Pica, legale rappresentante della società Sport Club; Cristina Rosaria Signorile e Domenico Miscioscia, responsabili del servizio di prevenzione e protezione della società Pura Depurazione, società di diritto pubblico controllata da Aqp; Lucia Montinaro, dipendente Asl; Angelo Damiani, collaboratore della Tato, e Mauro Spagnoletta e Benedetto Verdiani, componenti della commissione di gara per l’affidamento del servizio di sorveglianza sanitaria finalizzata alla tutela della salute e della sicurezza per il personale addetto agli impianti di depurazione. I fatti contestati dai pm baresi, Ciro Angelillis ed Eugenia Pontassuglia, si riferiscono agli anni 2008-2010 e rappresentano la riunificazione di due diversi procedimenti sulla gestione delle gare e delle trattative per l’acquisto di attrezzature e protesi sanitarie che, nel gennaio 2010 e nello stesso mese del 2011, hanno portato all’arresto di alcuni degli indagati.