È stato un altro brutto weekend per la politica italiana.

Il primo partito di centrosinistra ha deciso di non decidere e farlo a metà luglio nell’anno pre-elettorale ha un significato diverso e ben più decisivo politicamente rispetto al solito.

A destra, invece, i dirigenti del Pdl hanno deciso di comunicare al mondo che in questi venti anni non è emerso alcun leader politico. Lo sancisce proprio Alfano, l’eterno incompiuto, affermando che è Berlusconi l’uomo con cui si hanno le più alte possibilità di vincere. La rottamazione perfetta.

Dentro questa mediocrità c’è necessariamente un dibattito e questo dibattito conosce, grazie a Internet, un aumento esponenziale delle voci e degli attori. Ma questo dibattito non deve essere necessariamente mediocre. E invece così, a mio avviso, è stato. In particolare nella reazione alle posizioni di Rosy Bindi. Non è stato difficile leggere commenti online sprezzanti nei confronti del Presidente del Pd. Il problema è che lo sprezzo raramente riguardava l’analisi della sua posizione politica, ma si è preferito parlare piuttosto del suo aspetto e della sua vita privata. Entrambi gli argomenti non dovrebbero avere nulla a che vedere con le sue scelte politiche.

Si può essere più o meno avvenenti, più o meno impegnati sentimentalmente, ma questo non dovrebbe essere utilizzato come arma di attacco politico. Quando poi le due variabili sono correlate non si fa altro che agitare il più regressivo dei pregiudizi, il più omofobo degli stereotipi. Senza far troppi giri di parole, se si allude al fatto che Rosy Bindi sia lesbica perché brutta, si sta implicitamente sostenendo che tutti gli omosessuali sono brutti e sono omosessuali perché non belli.

Cosa c’è di più omofobo di un ragionamento del genere? Chiunque attacchi Bindi su questi temi non solo non ottiene nulla sul terreno dei diritti civili (voi rispondereste a chi vi attacca sull’aspetto fisico per delegittimarvi?), ma si dimostra ancora più intollerante della persona che si intende contrastare politicamente. Questo miscuglio tra pubblico e privato, tra fisicità e identità politica è stato coltivato da Berlusconi, sostenuto da tanti, troppi politici e giornalisti (quanti hanno attaccato Berlusconi chiamandolo psiconano e quanti continuano a farlo?) ma non nasce con lui: evidentemente c’è un substrato fin troppo florido che va combattuto il prima possibile.

Il modo migliore per rispondere Rosy Bindi è, a mio avviso, il seguente: “la sua posizione è antistorica, il mondo va in un’altra direzione. Il Pd dovrà decidere che posizione prendere e dovrà essere una posizione chiara e univoca. Se si opporrà alle unioni tra persone dello stesso sesso, ed è pienamente legittimo, gli italiani potranno decidere di affidarsi ad altre forze politiche”.

Poi sta agli italiani decidere se è più gratificante la battutina o un ragionamento.