L’inchiesta sulle agenzie di rating, coordinata dal pm Michele Ruggiero con il procuratore capo Carlo Maria Capristo della procura di Trani, ha preso le mosse da una denuncia presentata nell’estate del 2010 dal Sen. Elio Lannutti, presidente di Adusbef, e da Rosario Trefiletti sull’operato di Moody’s: all’agenzia veniva imputato il report del 6 maggio 2010 che definiva l’Italia un Paese a rischio.

L’inchiesta si è poi arricchita, con ulteriori denunce da parte degli stessi “guardiani dei consumatori” per i casi relativi a S&P e Fitch. Nell’atto di conclusione di indagine, i magistrati accusano i vertici di S&P Financial Service, del reato di “manipolazione del mercato, continuata e pluriaggravata“: aggravata anche dalla “rilevante offensività” dei comportamenti “perché commessi in danno dello Stato sovrano italiano“. Per questo mese si attende anche l’atto di conclusione di indagine per le agenzie Moody’s e Fitch. Intanto, il procuratore generale della Corte dei conti, Angelo Raffaele De Dominici, ha aperto un’istruttoria sui rapporti diffusi da Moody’s e Fitch tra maggio e novembre 2011 sul debito pubblico italiano, quantificando il possibile danno erariale provocato dai report nella somma delle manovre finanziarie dello scorso anno: 120 miliardi di euro.

Il problema fondamentale nel modus operandi di tali agenzie è che i rating vengono nella maggior parte dei casi rilasciati onerosamente su richiesta del soggetto che verrà valutato, mentre rating non richiesti e gratuiti (come quelli sugli Stati) costituiscono un’eccezione: a tal punto è importante chiedersi che tipo di responsabilità gravi su detti soggetti che esprimono pubblicamente valutazioni sulla solidità economica e morale di un altro soggetto, determinandone il repentino mutamento del suo stato patrimoniale, con evidenti e rilevanti riflessi anche in ambito soggettivo. Specialmente, poi, se si considera che le tre sorelle del rating” sono intrise di conflitti di interesse e che i loro pareri non possono certo ritenersi privi d’interesse specifico. D’altro canto, il 14 Settembre 2011 l’Esma (European Securities and Markets Authority) ha pubblicato l’elenco delle agenzie di credito registrate e certificate in conformità del Regolamento (Ce) n. 1060/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009 sulle agenzie di rating (Regolamento delle agenzie di rating del credito): il tale elenco, però, non appare il nome di Standard & Poor’s e neppure quello di Moody’s.

Questo significa che queste agenzie non avevano la “patente” per poter operare in Europa. Il Popolo Italiano è stato, però, vessato da una serie di interventi di finanza pubblica che hanno raffreddato l’economia e hanno messo a rischio la stabilità dei conti pubblici italiani, determinando non poche volte il suicidio di imprenditori e padri di famiglia. Da tutto ciò nasce il diritto di ogni cittadino italiano, quanto meno, al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c.: il risarcimento è, dunque, dei Fratelli d’Italia e di nessun altro!

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