Romolo Del Balzo – 55 anni, medico e politico navigato del sud pontino – il consigliere regionale semplice proprio non vuole farlo. Nonostante il lungo elenco di guai giudiziari ieri per la terza volta in appena due anni è stato nominato presidente di una commissione consiliare della Regione Lazio, con il voto blindato della Lista Polverini. Entrato alla Pisana subentrando all’amico di sempre Claudio Fazzone – il senatore Pdl di Fondi che si oppose con tutte le forze allo scioglimento del suo comune per mafia – dopo le ultime elezioni regionali venne subito nominato alla guida della strategica commissione lavori pubblici.

Poco dopo finì agli arresti per qualche mese per una brutta storia relativa alla gestione dei rifiuti a Minturno, riuscendo però a mantenere per lungo tempo il suo ruolo di presidente. Una volta scarcerato passò a dirigere la commissione Roma 2020, che avrebbe dovuto occuparsi delle Olimpiadi. Nomina sfortunata anche quella: Monti dopo poco bocciò la candidatura della capitale. Ieri è arrivata l’ultima nomina questa volta alla presidenza della commissione “Scuola, diritto allo studio, formazione professionale e università”. Un ruolo di prestigio, affidato ad un politico indagato per anni dalla Dda (fascicolo poi trasferito alla procura ordinaria di Latina), ritenuto in stretti rapporti con importanti esponenti del gruppo di camorra guidato negli anni Ottanta da Alberto Beneduce e oggi processato davanti al tribunale di Gaeta per truffa e frode. Un curriculum niente male.

A decidere la sua nomina a presidente della commissione sono stati i quattro consiglieri della maggioranza di centro destra: Chiara Colosimo, Pdl, Giuseppe Malpignano e Alessandro Vicari della Lista Polverini e Olimpia Terzia, della lista Politica etica e responsabilità (eletta nella Lista Polverini). Al voto non hanno partecipato in segno di protesta i componenti dell’opposizione Marco Di Stefano, Pd, Filiberto Zaratti, Sel, e Fabio Nobile, Fds.

Il nome di Romolo Del Balzo appare diverse volte nei fascicoli delle indagini della Dda di Roma sul caso Fondi. Gli elementi raccolti non vennero poi ritenuti sufficienti per poter procedere contro di lui per i reati di mafia e la sua posizione venne alla fine stralciata. Politicamente Del Balzo era il punto di riferimento di Riccardo Izzi, l’ex assessore ai lavori pubblici della città pontina (di Forza Italia), condannato in primo grado per associazione a delinquere di stampo mafioso nel corso del processo Damasco 2.

La Dda di Roma riuscì in parte a ricostruire la rete di Del Balzo nella provincia di Latina, che i carabinieri ritenevano basata su rapporti clientelari, alimentata da un’intensa attività di raccomandazioni: “Dalle indagini si appurava che la persona di cui il sodalizio si serve per ottenere dei favoritismi presso gli organismi regionali del Lazio è Del Balzo Romolo – scrivono i carabinieri in una informativa del 2007 – al quale Riccardo Izzi si rivolge per le domande di invalidità civile. Le intercettazioni hanno consentito di verificare come egli stesso (ovvero Del Balzo, ndr) sia al centro di una vasta rete clientelare finalizzata a favorire i suoi amici (posti di lavoro, concorsi come infermieri, interventi presso l’amministrazione comunale di Minturno)”.

Il nome del nuovo presidente della commissione scuola del consiglio regionale del Lazio era già noto alle forze dell’ordine anche prima dell’inizio delle indagini sulla mafia a Fondi. Oltre ai rapporti passati con persone molto vicine ad Alberto Beneduce (referente dei casalesi nella zona del sud pontino, ucciso nei primi anni ’90), secondo gli investigatori Del Balzo era vicino anche al gruppo della famiglia di ‘ndrangheta Tripodo: “Era in contatto, fin dal 1999, con Carmelo Tripodo – si legge su un’informativa del 2007 – che si occupava anche di recupero crediti per conto di Del Balzo stesso, all’epoca consigliere provinciale di Latina”.

La carriera politica dell’esponente sud pontino del Pdl sembrava finita il 25 ottobre del 2010, quando – su richiesta del Pm di Latina Giuseppe Miliano – venne arrestato con l’accusa di aver favorito la società Eco Ego nell’aggiudicazione di un appalto per la gestione dei rifiuti a Minturno. Ma per la politica regionale Del Balzo era pronto per proseguire la sua carriera, fino alle poltrone più ambite in via della Pisana, alla guida delle commissioni del consiglio regionale.