Sale a 17 il numero dei morti per il terremoto in Emilia: l’ultimo corpo ritrovato è quello dell’operaio Biagio Santucci, sotto le macerie della Haematronic di Medolla, in provincia di Modena. L’emergenza continua: circa 15mila sfollati sono assistiti nelle tendopoli, “ma il numero di chi è fuori dalla case è molto più alto”, afferma il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, perché ci sono “molte altre persone” che ancora cercano una sistemazione provvisoria, chi alloggia presso parenti o amici e chi ancora “non ha deciso che cosa fare, incerto fra la tenda o l’albergo”.

Ma il giorno dopo la tragedia, e dopo che altre sessanta scosse hanno accompagnato la notte delle popolazioni colpite, si apre anche la caccia alle responsabilità. La Procura di Modena ha aperto un’inchiesta che sarà focalizzata proprio sui crolli di capannoni industriali di recente costruzione, che hanno provocato diverse vittime. Il procuratore Vito Zincani parla esplicitamente di “risparmi” sui costi di costruzione pagati “con vite umane”. Ma si comincia a guardare anche alla ricostruzione. Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per finanziare una deroga al patto della stabilità per i Comuni colpiti. Monti non ha escluso però che ribilanciare i conti sia necessario un “ritocco” all’Iva. E in serata lo stesso Catricalà ha aggiunto: “Cercheremo di evitarlo, ma non è escluso”.

L’INCHIESTA SUI CAPANNONI CROLLATI. Monta la polemica sul crollo di diversi capannoni industriali, che ha provocato diverse vittime tra lavoratori e imprenditori. Il Procuratore capo di Modena Vito Zincani ha annunciato l’apertura di un’inchiesta focalizzata proprio sui capannoni. Secondo il Procuratore, “la politica industriale a livello nazionale sulla costruzione di questi fabbricati è una politica suicida”, perché “tra magnitudo quattro e sei un sisma non è ritenuto distruttivo, ma per alcuni capannoni lo è stato”. L’indagine è affidata ai sostituti procuratori Maria Angela Sighitelli e Luca Guerzoni e punterà a verificare se sono state rispettate le norme antisismiche previste dalla direttiva regionale del 2003, ma anche se ci siano state negligenze o mancanze nella costruzione e nella progettazione e nel collaudo degli edifici stessi. Le ipotesi di reato, ancora in corso di valutazione, sono omicidio colposo plurimolesioni personali colpose – viene valutato anche il disastro colposo – e poi la violazione delle norme edilizie. “Il risparmio nelle costruzioni”, ha commentato Zincani, si paga “con un prezzo di gran lunga superiore, che si calcola con vite umane”.

VIDEO – AZIENDA DISTRUTTA A MEDOLLA, LA RABBIA DEI PARENTI DELLE VITTIME 

Il procuratore capo di Modena ha scritto al procuratore generale Emilio Ledonne per chiedere un coordinamento a livello regionale sulle varie inchieste aperte o che si apriranno sul sisma, comprese quelle di Ferrara, che vedono già una ventina di indagati, sempre per omicidio colposo, per i crolli di capannoni avvenuti in quella zona. La procura sta avviando le prime procedure formali, dalla localizzazione di tutti i decessi, alle identificazioni, alla ricostruzione della dinamica dei crolli.  

Proprio sui crolli dei capannoni era intervenuto in mattinata anche il neopresidente di Confindustria Giorgio Squinzi: “La polemica che sta montando mi sembra artificiosa. I capannoni come si vede dalle fotografie sui giornali di oggi, erano in assoluta normalità. E la zona non era specificata come particolarmente sismica. Sono dispiaciuto e triste per le vittime che ci sono state ma escludo la malafede dal punto di vista imprenditoriale. Non dimenticate che sono morti anche degli imprenditori direttamente nel crollo”.

Squinzi ha sottolineato che il sisma, avendo colpito una delle aree più produttive d’Italia, avrà “almeno un minimo impatto sul Pil italiano”. Nell’area che vale l’1% dell’economia del paese “probabilmente assisteremo a un fermo delle attività produttive di tre-quattro mesi”.

Per quanto riguarda le abitazioni sono stati anche i cosiddetti “vulcani di sabbia” a provocare il cedimento di molte case. “E’ un fenomeno dovuto alla liquefazione della sabbia che avviene nel sottosuolo, sotto la spinta di una fortissima pressione”, ha spiegato la ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) Paola Montone, appena rientrata da una prima campagna di rilievi nelle zone colpite dal sisma del 20 maggio.

PER LA RICOSTRUZIONE AUMENTA LA BENZINA. Aumento di 2 centesimi al litro del prezzo della benzina e deroga del Patto di stabilità per i Comuni colpiti. Sono le misure decise del consiglio dei ministri per fare fronte al terremoto che ha colpito l’Emilia. La deroga al patto sarà possibile entro il limite degli investimenti necessari alla ricostruzione, e sarà finanziata appunto dal surplus aggiunto all’accisa sulla benzina, che sarà in vigore fino al 31 dicembre, ha precisato il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli. In favore dei terremotati andrà anche parte dei fondi resi disponibili dalla spending review. “Credo si debba evitare l’aumento dell’Iva, però vedremo”, a risposto il presidente del consiglio Mario Monti rispondendo a chi gli chiedeva se si renderà necessario ritoccare l’Iva, per controbilanciare i “prelievi” dai risparmi della spending review. Identica risposta – “vedremo” – alla domanda se in seguito ai danni del terremoto dovranno essere riviste le stime di finanza pubblica. 

Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha chiesto all’Unione Petrolifera di valutare l’opportunità di ridurre il prezzo industriale dei carburanti (al netto delle imposte) per farsi carico di parte dell’aumento dell’accisa deciso dal Governo per finanziare l’emergenza terremoto. “Siamo certi che, in questo momento di emergenza per tanti cittadini e imprese – ha dichiarato Passera – anche le aziende petrolifere, che rappresentano uno dei comparti industriali più importanti a livello nazionale, vorranno fare la loro parte”. La cifra in ballo, secondo fonti del settore, sarebbe di 500 milioni di euro circa.

Il governo ha stabilito l’estensione dello stato di emergenza alle Province di Reggio Emilia e Rovigo e varato una serie di misure attraverso l’applicazione di un decreto legge. Il decreto – si legge in una nota di Palazzo Chigi – prevede la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali. Nonché “l’individuazione di misure per la ripresa dell’attività economica”, anche grazie al credito agevolato sul fondo di rotazione della Cassa depositi e prestiti e sul fondo di garanzia MedioCredito Centrale. Sarà facilitata la delocalizzazione delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto.

Il governo comunica inoltre che “le strutture di accoglienza già attive sul territorio sono state potenziate ciascuna del 20% per un totale di ulteriori 1250 posti letto”. Lo stesso premier Monti, al termine, ha voluto rassicurare tutti: “Siamo impegnati con determinazione per aiutare le persone colpite dal terremoto: istituzioni, governo e cittadini non lasceranno solo nessuno. Sono molto fiducioso che i provvedimenti assunti in Consiglio dei ministri saranno efficaci”. 

Mentre continua la polemica sulla parata del 2 giugno, che molti avrebbero voluto cancellare per devolvere ai terremotati i soldi risparmiati dallo Stato, arrivano proposte alternative: “Il gettito economico derivante dall’8 per mille sia destinato dallo Stato alla popolazione e alle aziende emiliane colpite dal terremoto”, chiedono i due consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle Andrea Defranceschi e Giovanni Favia. A stretto giro arriva la promessa dell’Italia dei Valori di devolvere l’intero rimborso elettorale della tranche di giugno, pari a 1,9 milioni di euro, annunciata da Antonio Di Pietro in una conferenza stampa. “Chiediamo che lo facciano anche gli altri”, ha detto il leader dell’Idv. 

IL BILANCIO: 17 MORTI E 14MILA SFOLLATI. E’ stato trovato morto anche Biagio Santucci, l’ultimo operaio disperso in seguito al crollo della fabbrica Haematronic di Medolla, in provincia di Modena, uno dei comuni più colpiti dal terremoto di ieri (video: Gli sfollati a Medolla). Sale dunque a 17 il bilancio dei morti per il sisma. Alla Haematronic, che produce apparecchiature mediche, sono decedute 4 persone: il primo corpo era stato recuperato nella mattinata di ieri, altri due corpi sono stati individuati nel pomeriggio, ma il loro recupero è ancora in corso. 

I medici esprimono invece cauto ottimismo sulle condizioni della donna 65enne estratta dalle macerie a Cavezzo dodici ore dopo il sisma, ora ricoverata all’ospedale di Baggiovara. La donna ha subito traumi da schiacciamento sugli arti inferiori. All’ospedale di Baggiovara sono arrivati 15 feriti in codice rosso, ma solo tre al momento sono in condizioni gravi. In totale le persone ricoverate a causa del terremoto sono 138 per ferite lacerocontuse, tagli o piccoli traumi. Gli altri feriti sono stati trasportati nei vari ospedali del modenese. 

Il numero degli sfollati è stimato dalla Protezione civile in 13mila (video), mettendo insieme le 8mila persone colpite dal sisma di ieri e da quello di dieci giorni fa. In provincia di Modena circa 300 persone hanno passato la notte in albergo, si apprende da fonti della Protezione Civile, che ha messo in piedi nell’area terremotata 7 nuovi campi da 250 posti ciascuno, per un totale complessivo di 1500 posti letto; ha dato il via a 5 potenziamenti dei campi già esistenti fin dal terremoto della scorsa domenica per un totale complessivo di 1.000 posti in più. I 7 nuovi campi sono localizzati a Novi, Cavezzo, Mirandola, Concordia, Medolla, epicentro del sisma, Carpi, e San Posidonio. 

Sono stati circa un migliaio le scosse di terremoto avvenute in Emilia a partire dal 20 maggio. Di queste, più recenti concentrate nella zona occidentale, la maggior parte avvenute a partire dalla mezzanotte oscilla fra magnitudo 2 e 3.”Le scosse registrate finora rientrano in un quadro di normale sismicità” ha detto il presidente dell’Invg Stefano Gresta che ipotizza che in Emilia “sarà una sequenza sismica lunga, che potrebbe durare mesi o anni, con sequenze di magnitudo confrontabile alla scossa principale”. Nella notte si sono susseguite cinquanta nuove scosse, dalla mezzanotte alle 6,30. Quella più forte è avvenuta poco prima delle 4 e ha avuto magnitudo 3.4. L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di San Felice sul Panaro, Mirandola e Cavezzo. Un altro evento sismico è stato registrato alle 8 con magnitudo 3.8, vicino ai comuni di Novi di Modena e Concordia, in provincia di Modena, e Moglia, in provincia di Mantova. Anche il mantovano, infatti, è stato colpito dal sisma e conta circa 1.300 sfollati, con seri danni al patrimonio storico della città lombarda che ospita il Festival della letteratura.