“Il potere sarà esercitato ai vertici dello Stato con dignità e semplicità”. Fin dalle sue prime parole, nel discorso di investitura, François Hollande, nuovo presidente di Francia che stamani si è insediato all’Eliseo, ha voluto sottolineare la differenza con il predecessore, Nicolas Sarkozy. Sì, è tramontata l’era bling bling, dello show off, degli yacht degli amici e delle feste al Bristol: si inaugura un nuovo stile. Proprio qualche minuto prima Hollande e la compagna, Valérie Trierweiller, da una parte, e Nicolas Sarkozy e Carla Bruni dall’altra, si erano presentati in cima alla scalinata del palazzo presidenziale parigino.

Strette di mano, saluti di circostanza (in un’atmosfera visibilmente glaciale) e la coppia presidenziale uscente se ne è poi andata, attraversando il cortile e scivolando su un’auto blu per le strade della capitale. In precedenza Sarkozy e Hollande si erano intrattenuti per 38 minuti: come vuole la prassi, il presidente uscente, sconfitto alle ultime elezioni, ha dato al nuovo inquilino una lista di suoi collaboratori che consiglia di mantenere (tra cui il potentissimo, fino a stamani, Xavier Musca, molto legato ad Angela Merkel). Ha anche consegnato i codici nucleari, vero segno di potenza del Capo di Stato francese.

“La Francia va rappacificata”. Dopo l’uscita di scena di Sarko, il giuramento. E per Hollande è iniziata una giornata faticosa, anche se sempre con il solito leitmotiv, quello della semplicità. “Ha voluto una cerimonia che corrisponda a quello che lui è: la sobrietà”, aveva detto il socialista Manuel Valls, alla vigilia di questa importate giornata. “Sono un servitore dello Stato: credo nella democrazia sociale”, ha ribadito nel suo discorso, pronunciato dinanzi a un ristretto gruppo di invitati. Ha sottolineato che “la Francia va rappacificata. Che occorre una riconciliazione”, che “tutti i francesi vivano insieme senza distinzione”. E si è detto cosciente degli obblighi che incombono su di lui, “tra cui la limitazione di un debito pubblico massiccio”.

Le cerimonie. Il nuovo presidente si appresta così a fare gli Champs-Elysées a bordo di una Citroen DS5 ibrida scoperta (modello scelto da lui personalmente), per recarsi all’Arco di Trionfo a omaggiare la tomba al milite ignoto. Seguiranno altre due cerimonie, una davanti al busto di Jules Ferry, che in Francia creò la scuola pubblica. E un’altra all’Institut Curie, in onore di Marie Curie, donna, scienziata, francese di origini straniere (polacche). Sì, due personaggi simbolici, scelti con cura dal neopresidente. Non a caso. Alle 15 è previsto un bagno di folla per Hollande all’Hotel de ville, il municipio parigino.

Il nuovo governo. Sempre nel pomeriggio, il primo passo politico davvero importante: annuncerà i connotati del nuovo premier. Superfavorito uno dei dirigenti più in vista del Partito socialista, Jean-Marc Ayrault, suo amico di vecchia data e braccio destro durante la campagna. Una sola macchia nel curriculum di Ayrault potrebbe impedirne la nomina, una vecchia condanna per un appalto irregolare promosso in quanto sindaco di Nantes. Infine, già alle 16 via, direzione Berlino. Per il primo incontro da presidente, quello con Angela Merkel. Per ricucire i rapporti con la Germania. Per rinnovare il tandem franco-tedesco. Per iniziare una nuova storia.

I rapporti con l’Europa. Ma anche per “aprire una strada nuova in Europa” come ha spiegato il presidente Hollande, mettendo subito le carte in tavola poche prima di volare a Berlino per parlare con la Cancelliera. Il leader socialista nel discorso di investitura ha aggiunto che proporrà ai partner europei un patto che unisca politiche di crescita e riduzione dei deficit. “Ai nostri partner – ha spiegato – proporrò un nuovo patto che unirà la necessaria riduzione dei deficit pubblici all’indispensabile stimolo all’economia. E dirò loro la necessità per il nostro continente di proteggere in un mondo così difficile non soltanto i suoi valori ma i suoi interessi, in nome del principio di reciprocità dei nostri scambi commerciali”. “Per superare la crisi che la colpisce – ha chiarito Hollande – l’Europa ha bisogno di progetti, di solidarietà, di crescita”.

Un fulmine centra l’aereo presidenziale. Un fulmine ha colpito l’aereo presidenziale che portava Hollande a Berlino per incontrare Angela Merkel, costringendo l’equipaggio a rientrare a Parigi e a cambiare velivolo. Il presidente francese è poi ripartito con un altro aereo. L’incidente ha fatto slittare tutto il protocollo della visita: la cena e la conferenza stampa con la cancelliera sono ritardate di almeno un’ora e mezza (intorno alle 22).