Roberto Formigoni

Vacanze pagate a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia. A carico di Pierangelo Daccò, l’intermediario d’affari in campo sanitario arrestato per il crac del San Raffaele e destinatario di un altro ordine di custodia per l’inchiesta sulla Fondazione Maugeri di Pavia. Lo racconta ai pm di Milano Giancarlo Grenci, fiduciario svizzero di Daccò. Nell’interrogatorio del 14 dicembre 2011, di cui scrive oggi il Corriere della Sera, riguardo alla ralazione tra Daccò e Formigoni, Grenci afferma: “So che erano in rapporti di amicizia e che risultano pagamenti carta di credito di Daccò, dalla quale risulta un viaggio pagato per un biglietto a nome Roberto Formigoni e del suo collaboratore Alberto Perego, del valore oltre 8.000 euro, di cui un mese dopo Air France rimborsa a Daccò circa un quarto”.

Si tratta di un pagamento con carta di credito datato 27 novembre 2008 per un volo a nome di Formigoni/Roberto, partenza il 27 dicembre 2008, biglietto numero 05733298313724 nell’agenzia Buon viaggio, da Milano Malpensa a Parigi Charles De Gaulle. Costo: 4.080,80 euro. Idem per Perego/Alberto. Totale: 8.161,60 euro.

Una circostanza politicamente imbarazzante per il governatore che ha basato gran parte del suo quasi ventennale regno lombardo sull’eccellenza del sistema sanitario misto, basato sul rimborso pubblico delle prestazioni erogate dal settore privato. Perché così lo stesso Grenci descrive la natura dell’attività professionale di Daccò, basandosi sul racconto del diretto interessato: “Svolgeva un’attività di consulenza nel senso che risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti che gli enti per i quali lavorava facevano fatica a ottenere dalla Regione Lombardia. Tale attività, più che su competenze specifiche, si fondava su relazioni personali e professionali che lo stesso Daccò aveva all’interno della Regione”.

Nel dettaglio, secondo il verbale riportato dal Corriere, Grenci parla  di “pagamenti di viaggi anche a Formigoni Carlo, fratello del presidente, ad Anna Martelli, forse compagna di Formigoni Carlo, ad Alberto Perego, segretario del presidente (così lo qualifica Grenci, ndr). Risultano pagamenti di viaggi a favore di Renato Pozzetto“,  probabilmente riferimento all’attore, amico di Daccò. Grenci afferma di non sapere se a Formigoni e compagni siano stati pagati anche dei soggiorni, tuttavia, afferma ancora, “risultano pagamenti di affitti di ville da 80/90mila euro ai Caraibi per 2-3 settimane e ritengo che fossero ragionevolmente destinate a ospitare più persone”.

Lo stesso Grenci aveva raccontato di pagamenti di Daccò a un altro nome di peso, Antonio Simone, ex assessore alla Sanità della Regione Lombardia, anche lui ciellino, arrestato nell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri.

Formigoni non ha mai negato i suoi rapporti con Daccò, vicino come lui a Comunione e Liberazione, spiegando che un presidente di Regione “conosce tanta gente”. Ancora nessun commento, invece, sulla questione delle vacanze pagate.