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Massimo Calearo, l’imprenditore ed ex deputato Pd indagato per truffa e bancarotta: sequestrata la sua villa

L'indagine della Procura di Vicenza riguarda finanziamenti pubblici per oltre nove milioni di euro, erogati secondo l'accusa in mondo illecito alla società di famiglia Calearo Antenne
Massimo Calearo, l’imprenditore ed ex deputato Pd indagato per truffa e bancarotta: sequestrata la sua villa
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L’imprenditore Massimo Calearo Ciman, settantenne ex parlamentare ed ex presidente di Confindustria Vicenza, è indagato assieme ai figli Eugenio e Carlo Alberto per truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione di erogazioni pubbliche e bancarotta fraudolenta. L’inchiesta della Procura di Vicenza riguarda finanziamenti per oltre nove milioni di euro assistiti da garanzia pubblica, erogati secondo l’accusa in mondo illecito alla società di famiglia Calearo Antenne spa, ora in liquidazione, che produceva componenti per l’automotive. In totale gli indagati sono sette: a quanto riferisce il Corriere del Veneto, gli altri quattro sono l’ex amministratore delegato dell’azienda e i tre componenti del collegio sindacale.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati hanno ottenuto i finanziamenti presentando documenti e dati contabili falsificati. Nell’ambito dell’indagine, la Guardia di finanza ha posto sotto sequestro 15 immobili, tra cui una villa di proprietà di Calearo sui Colli berici, e quote societarie e finanziarie per un valore di quattro milioni di euro. “L’onorevole Calearo è assolutamente sereno e ha sempre agito nell’interesse della propria azienda in modo trasparente. Ci riserviamo di contestare in sede di riesame i sequestri”, commenta l’avvocato Marco Dal Ben, che assiste l’imprenditore e uno dei figli.

Tra il 2008 e il 2013 Calearo è stato deputato: eletto nelle liste del Pd per volontà dell’allora segretario Walter Veltroni, abbandonò il partito dopo l’elezione alla leadership di Pier Luigi Bersani, contestata in quanto troppo spostata a sinistra. Nel dicembre 2010 votò contro la mozione di sfiducia al governo Berlusconi IV – abbandonato dai finiani – insieme ai cosiddetti “responsabili“, con cui fondò il gruppo Popolo e Territorio: pochi mesi dopo Berlusconi lo nominò consigliere personale per il Commercio estero. Nel 2012 fece discutere una sua intervista alla trasmissione La Zanzara su Radio 24, in cui disse di non volersi recare più in Parlamento e di usare lo stipendio da deputato per pagare il mutuo (da 12mila euro al mese) della sua casa.

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