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Violenza sessuale su minori, la Cassazione conferma la condanna dell’ex prete Giuseppe Rugolo

Per l'ex sacerdote, ridotto allo stato laicale nel 2025, tre anni di condanna. L’indagine si era aperta grazie alla denuncia di Antonio Messina, che ha riferito alla squadra mobile di Enna le violenze subite dal 2009 al 2013
Violenza sessuale su minori, la Cassazione conferma la condanna dell’ex prete Giuseppe Rugolo
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Giuseppe Rugolo, ex sacerdote della diocesi di Piazza Armerina, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale su minori e la Cassazione ha confermato la condanna a tre anni di reclusione. Inammissibili i ricorsi sia della difesa che della Procura, che aveva contestato la riduzione della pena, scesa in appello da 4 anni e mezzo a tre anni. In Appello, i giudici avevano applicato l’attenuante della tenuità del fatto per due delle vittime individuate, rideterminando la sentenza di primo grado che era stata di quattro anni e sei mesi. Il 14 luglio 2025 Rugolo è stato dimesso dallo stato clericale.

L’indagine nei confronti del prete si era aperta grazie alla denuncia di Antonio Messina, che ha riferito alla squadra mobile di Enna le violenze subite dal 2009 al 2013: gli accertamenti hanno consentito di ricostruire violenze commesse nei confronti di altri giovani. Messina era è stato denunciato per diffamazione dall’imputato insieme a quattro giornalisti e al presidente di Rete l’Abuso – la onlus che assiste le vittime di abusi del clero – Francesco Zanardi.

La vittima, dopo la condanna in primo grado di Rugolo, ha scritto a marzo 2024 una lettera a Papa Francesco e a tre dicasteri: quello per la dottrina della Fede, quello per il clero e infine a quello per i Vescovi, che dal 30 gennaio 2023 è stato retto dal cardinale Robert Francis Prevost, poi diventato Papa Leone XIV. Il caso aveva suscitato anche un botta e risposta tra i vertici del clero di Piazza Armerina. Il vescovo della diocesi Rosario Gisana e il suo vicario giudiziale, attuale parroco della chiesa Madre di Enna, Vincenzo Murgano, sono indagati per falsa testimonianza, accusati di avere mentito in aula durante il processo al sacerdote.

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