Nicolas Sarkozy mostra i muscoli in vista delle presidenziali francesi che si svolgeranno il 22 aprile (primo turno) e si concluderanno il 6 maggio. Per il suo comizio in  place de la Concorde a Parigi, sono accorsi in centomila, quanti ne aveva richiamati poco prima il suo sfidante, il socialista Francois Hollande.

I simpatizzanti dell’attuale presidente lo accolgono con: “Nessuna paura, non vinceranno! Non ci fermeranno!”, e lui ha esordito con un discorso che parte dalla citando Napoleone: “E’ l’italiano Malaparte che ha parlato meglio di tutti di questo luogo in cui da due secoli cominciano e finiscono tutte le nostre tragedie nazionali; place de la Concorde è un’idea: non è una piazza, è un modo di pensare. Tutto quello che è davvero francese si misura qui”, riferendosi alla storia della piazza, dove la ghigliottina fece rotolare la testa di Luigi XVI.

L’inquilino dell’Eliseo si trova a dover rincorrere lo sfidante, dato in testa ai sondaggi, anche se nelle ultime settimane era riuscito a strappare qualche punto percentuale nelle intenzioni di voto al primo turno. Ha incitato i suoi al riscatto, con toni che però sfiorano la disperazione: “Ascoltate il mio appello, francesi, aiutatemi a prendere in mano il destino del paese. Dite quello che avete sul cuore, dite quello che desiderate per la Francia, gridatelo adesso”. Per recuperare consenso anche un parziale e inatteso cedimento sul tema della crescita dell’eurozona, da sostenere di più fra austerity e rigore europei che fin qui erano sembrati intoccabili nei discorsi del presidente: “Sul ruolo della Banca centrale europea nel sostegno alla crescita apriremo il dibattito e faremo avanzare l’Europa”.

Più sicuro di sé, Francois Hollande con voce stracciata dall’entusiasmo ha rassicurato i suoi dal grande palco di Vincennes: “Nessuno ci fermerà, sono pronto a vincere” e dal pubblico che sventolavano bandiere rosse e tricolori ma anche europee e della pace, un continuo scrosciare di applausi.

“Questa maggioranza – ha aggiunto Hollande – non sarà silenziosa, sarà audace, sarà la grande, la bella maggioranza del cambiamento”. La grigia Parigi di oggi è stata rischiarata, quando Hollande ha preso la parola, da un timido raggio di sole: “Anche lassù ci stanno ascoltando”, ha subito commentato l’uomo della gauche. “La vittoria è con voi tutti, fin da domenica prossima. Vi chiedo di darmi il 22 aprile la forza di condurvi alla vittoria il 6 maggio”, ha sottolineato Hollande, allarmato dall’impennata nei sondaggi del candidato dell’estrema sinistra, Jean-Luc Melenchon.

E ancora: “Abbiamo aspettato troppo tempo: 10 anni all’opposizione. Abbiamo il dovere di vincere. Oggi, non vi chiedo di aiutarmi, vi chiedo di aiutare la Francia”, ha poi precisato il candidato socialista con chiaro riferimento al ritornello “aiutatemi” di Sarkozy. Per il socialista riferimenti anche al senso patrio, “essere presidente della Repubblica significa riunire la nazione intorno a una causa. Questa causa l’ho chiamata il sogno francese”.

Hollande ha quindi passato in rassegna i temi principali della sua campagna: lotta agli eccessi della finanza, riforma fiscale con aliquota al 75 per cento per i redditi superiori a 1 milione di euro, nuovi posti di lavoro nella funzione pubblica, nozze e adozione per le coppie gay. Quanto all’Europa, è tornato ad insistere sulla necessità di inserire la dimensione della crescita nel Trattato di bilancio Ue, mentre Sarkozy mezz’ora prima aveva invocato il sostegno della Bce per lo stesso obiettivo.